Dal domicilio coatto al confino
Proprio in questo contesto veniva istituito nel 1926 il confino. ‘Figlio’ del domicilio coatto prevedeva l’allontanamento dell’individuo dal suo luogo di residenza verso determinate zone, piccole isole solitamente, per un periodo di tempo compreso tra 1 e 5 anni. In questo caso, a differenza del domicilio coatto, siamo in presenza di una norma preventiva, perché si punisce chi è sospettato, quindi ante delictum. Le persone costrette ad andare in esilio, 3 o a volte anche 5anni, si recavano in quei luoghi con il loro carico di sofferenze, un bagaglio di privazioni e nell’impossibilità di continuare a svolgere alcuna attività politica.
Non bisogna poi dimenticare che il regime attraverso altri organi come l’Ovra (la polizia segreta) si occupava anche di monitorare ed eliminare i ‘sovversivi’ fuoriusciti come nel celebre caso dei fratelli Rosselli e di altre centinaia di militanti che erano riusciti ad espatriare.
Il punto più alto del sistema repressivo fascista si ha con la promulgazione del Codice Rocco nel 1930, tutt’ora in parte vigente, che introduceva i reati associativi fino a quel momento inesistenti.
Ma, cosa forse ancor più grave, il codice Rocco tendeva ad unificare i reati politici ai reati comuni. Il suo ‘padre’ Alfredo Rocco non aveva dubbi nell’adottare la formula onnicomprensiva dell’articolo 8 secondo cui «Agli effetti della legge penale è delitto politico ogni delitto che offende l’interesse politico dello Stato, ovvero un diritto politico del cittadino. È altresì considerato delitto politico il delitto comune, determinato in tutto o in parte, da motivi politici». Era chiaro come l’obiettivo perseguito non fosse quello di diminuire le pene per i delitti comuni compiuti con motivazioni politiche, ma quello di aggravarle.
Con il Codice Rocco vengono puniti tutti coloro i quali si prefiggono lo scopo di attaccare o sovvertire lo Stato, nonostante non abbiano ancora commesso nessun reato, ma ne abbiano semplicemente discusso o espresso la volontà di poterlo o volerlo fare un ipotetico giorno.








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