Nello scritto Solo dal basso o dal basso e dall'alto? - che è del giugno 1905 - sono già contenute in nuce le linee direttive dell'azione politica del futuro capo del partito bolscevico, riassunte da Lenin come segue: «1) Limitare per principio l'attività rivoluzionaria alla pressione dal basso e rinunciare a quella dall'alto è anarchia. 2) Chi non si rende conto dei nuovi compiti di un'epoca rivoluzionaria e dell'azione dall'alto, chi non sa determinare le con-dizioni e il programma di tale azione, non ha nozione dei compiti che si pongono al proletariato nella rivoluzione democratica. 3) Il principio secondo cui la socialdemocrazia non deve partecipare con la borghesia al governo rivoluzionario provvisorio, perché ogni azione di questo tipo è un tradimento della classe operaia, è un principio anarchico. 4) Ogni "situazione rivoluzionaria seria" impone al partito del proletariato di realizzare coscientemente l'insurrezione, di organizzare la rivoluzione, concentrare tutte le forze rivoluzionarie, scatenare un'audace offensiva militare e utilizzare con la massima energia il potere rivoluzionario».
Da quanto è stato rilevato si può già cogliere la linea di demarcazione - sia pure ancora approssimativa, ma sostanziale - tra la concezione autoritaria e quella libertaria della rivoluzione: da una parte la sfiducia nelle capacità spontanee della classe lavoratrice, l'idea di organizzazione del partito con dirigenti rivoluzionari di professione (Rosa Luxemburg nel 10 luglio 1904, denunciava già «l'ultracentralismo» di Lenin che, nella «sua essenza appariva come impregnato non d'uno spirito positivo e creatore, sibbene dello spirito sterile del guardiano notturno»), l'affermazione dell'attività dall'alto, la programmazione della rivoluzione, la partecipazione al governo provvisorio ed, infine, l'utilizzazione del potere rivoluzionario; dall'altra parte: la concreta creazione del soviet come associazione permanente autonoma della classe lavoratrice, la fiducia nella spontaneità delle masse, l'affermazione dell'azione diretta, dal basso, e l'opposizione categorica a qualsiasi partecipazione al governo.
La concezione libertaria della rivoluzione era filtrata in Russia attraverso il periodico «Narodnoe Delo» (Causa del popolo) che, fondato nel 1869 da Bakunin e Zukovsky in Svizzera, portato clandestinamente in Russia da Ivan Bockarev e distribuito a Pietroburgo da Stepniak, esercitò «un'influenza estremamente stimolante».






