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giovedì 26 febbraio 2026

PROCESSI ANARCHICI A TORINO TRA IL 1892 ED IL 1894 (VIII°)

Charles Malato, sospettato di essere venuto nel nostro paese inviato dal Comitato Solidarietà di Londra per mettere in atto un piano insurrezionale che affidava a lui la propaganda ed il coordinamento delle azioni in Piemonte e Lombardia, al Cipriani, al Malatesta, al Merlino quello nella Sicilia, Napoletano, Emilia e Romagna e di cui sarebbero state espressioni il moto dei Fasci siciliani e le agitazioni in Lunigiana. In questa prospettiva va anche inserita la fitta corrispondenza che si intreccia tra il questore di Torino e quelli di Palermo, Napoli, Genova, Roma, Bologna alla ricerca di collegamenti tra il Malato e il gruppo torinese da una parte e gli anarchici arrestati in quelle città dall'altra, nell'intento di scoprire un complotto a dimensioni nazionali. Senza contare, come già si è detto, che ad esasperare lo stato d'animo delle pubbliche autorità giungono continuamente notizie di attentati anarchici in Francia che sembravano ben lungi dal volersi arrestare. La macchinosa operazione non darà ovviamente l'esito sperato: per quanto concerne la richiesta di notizie su eventuali rapporti tra gli anarchici torinesi e quelli delle zone italiane in fermento, solo il questore di Bologna fornirà una esile traccia di collega-menti, tra l'altro ben lungi dal confermare l'ipotesi di un piano (12. Il questore di Bologna riferendo su una perquisizione condotta nella casa dell'anarchico Giovanni Domanico, accenna all'esistenza di cartoline postali scritte da redattori del giornale anarchico torinese « L'Ordine » in cui si raccomanda la traduzione già iniziata dal Domanico di Kropotkin e di Bakunine. Il Domanico, che spesso si cela sotto lo pseudonimo di Le Vagre, aveva svolto e svolgerà ancora in seguito un'intensa attività di pubblicista. In un primo tempo aveva collaborato alla «Rivista italiana del socialismo», che si pubblicò mensilmente a Lugo-Imola dal novembre 1886 all'agosto-settembre 1887 con l'intento di divulgare ideologie socialiste, senza aderire a correnti specifiche. Era stato poi direttore de «La Plebe. Periodico socialista», uscito a Temi poi a Firenze con periodicità bisettimanale, poi settimanale, dal 18/10/1891 al 10/4/1892. Il giornale aveva seguito un indirizzo prima tra bakuninista ed internazionalista, poi, trasferitosi a Firenze, era divenuto organo del movimento anarchico italiano. Sempre nello stesso periodo aveva di-retto il settimanale ad indirizzo socialista anarchico «Tribuna dell'operaio», che usci a Firenze-Prato dal 2/7/1892 al 16/7/1892. In seguito, quando Guido Podrecca lasciò la direzione del settimanale «Bonomia ridet» che si pubblicò tra il 1888 e il 1889 a Bologna, lo sostituì. Nel 1895 sarà contemporanea-mente redattore responsabile con Gino Alfani dell'«Avanti!. Periodico socialista dei comuni vesuviani» pubblicato prima a Portici poi a Napoli fino al maggio 1896 e direttore de «L'Asino. Giornale socialista quotidiano» che usciva a Roma. 

Del periodo precedente il 1894 sono noti almeno 2 opuscoli del Domanico: I trovatelli, Milano, Amministrazione della Plebe, 1880, «Propaganda socialista», che ebbe parecchie riedizioni; I partiti politici di fronte all'attuale situazione. Conferenza, Bologna, 1893. 


Il boll weavil, l'alluvione e il blues

Il boll weavil, un insetto che si nutre di cotone, era apparso nel Texas tra il 1890 e il 1900, e si era rapidamente diffuso in un'ondata devastatrice su miglia e miglia di acri coltivati a cotone. Nel 1915 aveva raggiunto il Mississipi, gettando la comunità in una crisi ancora più profonda. Molti dei primi blues  avevano per argomento il boll weavil, che era presentato spesso come un amichetto un pò canaglia con il quale molti neri sembravano identificarsi, per il suo istinto distruttivo e per la sua ricerca di una casa. Un altro colpo fu la serie di alluvioni disastrose tra il 1915 e il 1916, con aree enormi completamente distrutte e molti piantatori e piccoli proprietari rovinati. Non erano le prime né le ultime alluvioni del Mississipi: nel 1927 un'altra devastò la zona e ispirò Charley Patton uno dei suoi dischi migliori High Water Everywhere, un pezzo sofferto e appassionato. E' un opera profondamente seria, la voce, accompagnata dagli accenti lugubri delle corde basse, con la tensione e l'acqua che salgono al suono delle dita sulla cassa della chitarra, é tesa, con una raucedine che la soffoca e la spezza. In certi punti cede alla rassegnazione, sottolineandola con pizzichi delicati alle corde alte.

Backwater at Blythville, doctor weren't around, 

Backwater at Blythville, done took Joiner Town,

It was fifty families and children, suffer to sink and drown.


The water was risin', up at my friend' door,

The water was risin', up at my friend' door,

The man said to his womenfolk

"Lord we'sbetter'd row"


The water was risin'; got up in my bed,

Lord the water rollin', got up to my bed,

I thought I would take a trip Lord out on a big ice-sled.


Oh I hear, Lord, Lord, water upon my door,

You Know what I mean? Same here,

I hear the ice boat Lord went sinking down.

(Blytville allagata, e non c'erano dottori, / Blytville allagata, e poi anche Joiner Town, /  cinquanta famiglie e bambini che finivano affogati. L'acqua saliva fino alla porta del mio amico, / E lui disse alle donne di casa: "Mio Dio, è meglio filarsela".L'acqua saliva eccola al mio letto, / Signore, l'acqua saliva, avanzava fino al mio letto,  / mi sembrava di andare in slitta, Signore! Ascolta, Signore, Signore, l'acqua era alla mia porta, / Non so se mi spiego. Proprio a quel punto, / mi dicono che la nave di ghiaccio è affondata.)  



QUELLI CHE CI SONO SEMPRE (il prezzemolo umano)

Tutti conoscono quelli che ci sono sempre. Sono apprezzati e detestati come tutti quelli che si prendono cura e rimangono laddove tutti gli altri vivono e passano (il parroco, l'infermiera, la maestra, gli anziani, il farmacista). Sono il falso specchio della libertà, loro, gli assidui, gli schiavi di una servitù inedita che li illumina di una luce splendente: i combattenti, gli irriducibili, i senza privato, i senza pace. La rabbia per combattere, finiscono col trovarla nelle loro vite mutilate; attribuiscono le ferite ad una lotta nobile e immaginaria, mentre si sono feriti da soli allenandosi allo sfinimento. In verità, non hanno mai avuto la possibilità di scendere su un campo di battaglia: il nemico non li riconosce, li prende per un semplice disturbo, con la sua indifferenza li spinge alla follia, all'ordinaria insignificanza, all'offensiva suicida. L'alfabeto del potere non ha lettere per ricordarsi del loro nome; per il potere sono già scomparsi, ma resistono come fantasmi insoddisfatti. Sono morti e si sopravvivono nel transito dei visi che li attraversano, sui quali hanno più o meno presa, con i quali dividono la tavola, il letto, la lotta, finché i passanti non partono, o restano spegnendosi, diventando gli inerti di domani.

giovedì 19 febbraio 2026

PROCESSI ANARCHICI A TORINO TRA IL 1892 ED IL 1894 (VII°)

Assai più nutrita e ricca di interesse è la pubblicista di cui vengono trovati in possesso gli anarchici arrestati nel 1894. In fondo la causa occasionale che dà il via agli arresti è il rinvenimento a Torino di copie del volume di Charles Malato De la Commune à l'anarchie, uscito a Parigi proprio in quel tempo. Per alcuni mesi le forze di pubblica sicurezza daranno una caccia senza tregua al rivoluzionario, del cui soggiorno in Italia nei mesi di gennaio e febbraio di quell'anno ci sono prove e testimonianze (Questi sono i connotati che il questore di Torino trasmette al collega di Milano il 10 aprile 1894, richiedendogli notizie sul soggiorno milanese di Keller Charley: Malato Carlo: «Anni 37 ma ne dimostra 45, statura e corporatura vantaggiosa, capelli piccoli, baffi castani, faccia da prete, parla perfettamente francese e male l'italiano». Dalle deposizioni rilasciate al sottoprefetto di Biella da alcuni socialisti anarchici del circondario, tra cui si trova Rinaldo Rigola (Rigula riportano i documenti), risulta che il rivoluzionario andò a Biella e a Mongrando 2 volte: una alla fine di gennaio ed un'altra nel periodo di carnevale. In queste brevi visite, in cui sarebbe stato accompagnato dall'anarchico torinese Flavio Sogno, ebbe abboccamenti con parecchi anarchici del luogo, tra cui il Rigola, il Guabello e Paolo Lusano, ricordato poi dal socialista biellese come un artigiano, un fabbro ferraio, che, senza mai essere stato a scuola, né all'estero, conosceva una mezza dozzina di lingue straniere. Da Milano intanto si precisava che il Malato vi soggiornò dal 21 al 22 gennaio ed ebbe parecchi incontri con Pietro Gori. A conferma della notizia venivano riportate le dichiarazioni, rilasciate dallo stesso Gori al giornale «La Sera» di Milano, pubblicate poi sul numero del 12-13 marzo 1894: «L'autorità sa poco e sa male. Ne volete un esempio? Essa diede la caccia a Merlino ma ignorò che a Milano furono di passaggio anche Malatesta e Malato. Di Malatesta ebbe qualche sentore un paio di settimane fa mentre fu a Milano a fine gennaio. Malato poi venne a casa mia e fu con me proprio nei giorni in cui la mia casa era piantonata da una pattuglia e non facevo un passo senza scorta d'onore. Venne da Londra così straordinariamente truccato da inglese che dubitavo perfino desse nell'occhio. Una sera infatti il delegato Allone si soffermò e ci seguì qualche tratto: ma intonai il discorso delle bellezze di Milano e l'altro si staccò da noi. - Che tipo è il Malato? - Intelligentissimo e genialissimo. È figlio d'una Del Carretto, nacque a Napoli e da fanciullo passò a Parigi. Non chiese la naturalizzazione francese e così finì col non prestare servizio militare né in Francia né in Italia. Ora è a Londra corrispondente di giornali. Manda articoli anche al " Figaro "».) 

Continua…


MATTINO - di Federico Garcia Lorca

E la canzone dell’acqua

è una cosa eterna.

È la linfa profonda

che fa maturare i campi.

È sangue di poeti

che lasciano smarrire

le loro anime neri sentieri

della natura.

Che armonia spande

sgorgando dalla roccia!

Si abbandona agli uomini

con le sue dolci cadenze

Il mattino è chiaro.

I focolari fumano

e il fiumi sono braccia

che alzano la nebbia.

Ascoltate i romances

dell’acqua tra i pioppi.

Sono uccelli senz’ala

sperduti nell’erba!

Gli alberi che cantano

si spezzano e seccano.

E diventano pianure

le montagne serene.

Ma la canzone dell’acqua


IL PENSIERO-SUONO

Non vi è dunque né materializzazione dei pensieri, né spiritualizzazione dei suoni, ma si tratta del fatto per cui il pensiero-suono implica divisioni e per cui la lingua elabora le sue unità costituendosi tra due masse amorfe. Ogni lingua crea dunque il proprio repertorio di significati articolando arbitrariamente la massa di per sé amorfa del pensiero. In questo senso il significato è linguisticamente autonomo: non esistono significati prima, al di fuori o indipendentemente dalla lingua; il significato nasce all'interno del sistema linguistico ed è un'entità tutta linguistica. 

Il ruolo caratteristico della lingua di fronte al pensiero non è creare un mezzo fisico materiale per l'espressione delle idee, ma servire da intermediario tra pensiero e suono in condizioni tali che la loro unione sbocchi necessariamente in delimitazioni reciproche di unità. Il pensiero, caotico per sua natura, è forzato a precisarsi decomponendosi.  

giovedì 12 febbraio 2026

PROCESSI ANARCHICI A TORINO TRA IL 1892 ED IL 1894 (VI°)

Elenco degli arrestati nel 1892 

Farinetti Luigi fu Sebastiano e fu Livia Bianchi, nato a Torino nel 1874, domiciliato a Torino, professione incisore. Dichiara di essere in relazione con membri della C.d.L. di Torino. 

Gurlino Romano di Giovanni e di Delfina Foresta, nato a Torino nel 1866, domiciliato a Torino, professione falegname. Per sua stessa ammissione è in rapporto con membri della C.d.L. di Torino. 

Cassani Antonio di Carlo, nato a Milano nel 1872, domiciliato a Milano, professione battiloro. Ben poco si conosce di lui, nonostante le pubbliche autorità lo indichino come un anarchico convinto e pericoloso. Le poche notizie sul suo conto e sulla sua attività si ricavano dai rapporti di polizia e dai documenti sequestratigli. Egli si era diretto nei primi mesi del 1892 a Ginevra con il Guabello, il Farinetti e il Gurlino. Ma vi era rimasto pochi giorni, poi con il solo Guabello era partito alla volta di Lione e Parigi. Qui doveva trovarsi alla fine di aprile se indirizzò una lettera a Sante Caserio, da cui traspare l'ansia e la sollecitudine per la causa anarchica che non si affievolisce, nonostante i disagi e la difficoltà di trovare un'occupazione. I rapporti tra il Cassani e il Caserio dovevano essere molto stretti e intensa la collaborazione di entrambi all'attività politica, se insieme avevano affittato un abbaino a Milano per farne deposito di stampa anar-chica da diffondere. In una perquisizione di questo oltre ad indirizzi, stampati e corrispondenze, vengono rinvenute ben 600 copie di un opuscolo pubblicato nel 1892 dal Cassani, intitolato Amore e Odio. Le pubbliche autorità attribuiscono alla sua penna anche il piccolo saggio II Salariato. Nutro invece dubbi in proposito poiché proprio nel 1891 era stato pubblicato a Torino dall'editore Rigo come numero 1 della Biblioteca della Gazzetta degli operai lo scritto di P. Kropotkin II Salariato. La coincidenza e la mancanza di notizie su altre eventuali pubblicazioni del Cassani ingenera quindi la propensione a non accettare l'attribuzione delle pubbliche autorità. Si apprende anche che il Cassani era solito celarsi sotto lo pseudonimo di Riccardo Bertagnoli. 

Guabello Alberto di Dionigi, nato a Mongrando nel 1874, domiciliato a Mongrando, professione muratore.