A una visione superficiale la tematica può apparire assai simile a quella che ispirò nella loro azione i sindacalisti rivoluzionari italiani; tuttavia è il Borghi stesso che ci mette in guardia contro il pericolo di assimilare le due correnti, quella anarchica e quella sindacalista-rivoluzionaria. Il sindacalismo anarchico italiano risalendo alle esperienze organizzative francesi del primo '900 si rifaceva in realtà soprattutto alla concezione bakuniniana che affidava alle organizzazioni operaie, quali primi nuclei del movimento rivoluzionario, la funzione di espropriazione capitalistica e poi di assunzione immediata ed unica, sulla base del decentramento federalista, della gestione della proprietà organizzata, mentre i sindacalisti-rivoluzionari italiani - nota polemicamente nelle sue memorie il nostro autore - «erano imbevuti soprattutto di sorelismo». «Noi - afferma il Borghi - ci trovammo a camminare spesso a fianco coi cosiddetti sindacalisti. E molti di noi ci dichiaravamo, spesso e volentieri, sindacalisti. Questo però posso in coscienza affermare: non consentimmo mai alcuna confusione fra il nostro pensiero e quello dei sindacalisti provenienti dal marxismo parlamentare nessun anarchico si considerò mai sindacalista alla loro maniera. Noi partivamo da Bakunin. Essi partivano da Marx, per quanto un Marx riveduto e corretto da Georges Sorel». Oltre al «confusionismo teorico» («sindacalismo senza fisionomia, senza possibilità di autodefinirsi; indeciso sui punti essenziali, come l'elezionismo, il parlamentarismo, lo statismo, il partito politico ecc.») il Borghi rimproverava ai sindacalisti-rivoluzionari di fare del sindacato non un mezzo ma un fine in se stesso, ponendo gli interessi di una sola classe al di sopra del vero ideale anarchico di una rivoluzione il cui scopo era la liberazione completa di tutta l'umanità. «Per noi la classe era un fatto, non un ideale. Quel fatto era inevitabile e benefico in una società divisa in privilegiati e non privilegiati, ma da quel fatto bisognava evadere e non chiudervisi dentro». Rimproverava inoltre ai sindacalisti-rivoluzionari quello stesso spirito fatalistico che, se da un lato privava i social-democratici di ogni volontà di azione inducendoli ad attendere dalla necessaria evoluzione degli eventi la realizzazione delle condizioni del riscatto delle classi lavoratrici, d'altro lato portava i sindacalisti-rivoluzionari ad esaurire la loro azione in una pura ginnastica rivoluzionaria, nell'attesa di una mitica palingenesi sociale. Su questi punti la posizione del Borghi non differiva sostanzialmente da quella di Errico Malatesta e di Luigi Fabbri, che dell'anarchismo organizzatore furono simpatizzanti; ma l'evoluzione successiva degli avvenimenti doveva rivelare una profonda differenziazione di pensiero. È del 1913 la prima edizione dello scritto del Borghi, Fernand Pelloutier nel sindacalismo, in cui si ravvisa un'adesione forse eccessiva al sindacalismo-rivoluzionario francese. «I più vecchi fra noi - riconoscerà più tardi il Borghi - Malatesta, Bertoni, Galleani, avevano notato l'involuzione lenta e non sempre manifesta del movimento (sindacalista-rivoluzionario francese). Perciò si tenevano in guardia». Anche il Fabbri, che in un primo tempo aveva creduto di trovare nel sindacalismo la leva possente che avrebbe aiutato a rovesciare il vecchio mondo capitalistico, sentì il bisogno di rettificare le sue posizioni in rapporto alla teorizzazione fatta dai sindacalisti-rivoluzionari. Questo processo di rettificazione non andava disgiunto da un certo timore che gli interessi strettamente economici di una classe prendessero il soppravvento sull'ideale rivoluzionario anarchico di salvazione integrale dell'umanità. Nello stesso tempo traeva ulteriori motivi di conferma dalla constatazione che di fronte alle crisi interne era impossibile mantenere l'unità del movimento operaio, mentre le ragioni ideologiche dell'anarchismo imponevano che esso «oltre a non essere un movimento di esclusivismi classisti, non avesse dei proletari preferiti e degli altri non preferiti». Dopo aver visto sfuggire la possibilità di esercitare dall'interno del movimento operaio organizzato una pressione rivoluzionaria, a maggior ragione essi dovevano trarre motivo di dubbio sulla validità del sindacato quale strumento rivoluzionario nel constatare l'evoluzione di alcuni membri del movimento sindacalista-rivoluzionario italiano verso forme di «politicantismo», e successivamente verso l'adesione all' intervento in guerra, e nel dover prendere atto dell'inevitabilità di una nuova scissione. Dalla scissione della CGL nacque nel 1912 l'Unione Sindacale Italiana; i suoi primi dirigenti furono Alceste De Ambris, che ricoprì fino al novembre 1914 la carica di segretario, e i compagni sindacalisti-rivoluzionari facenti capo alla camera del lavoro di Parma. «L'Internazionale» di Parma era l'organo ufficiale dell'organizzazione. Le dispute sulla questione dell'intervento in guerra provocarono una successiva divisione delle forze sindacali rivoluzionarie: nel novembre 1914 il gruppo deambrisiano uscì dall'organizzazione per formare l'Unione Italiana del Lavoro interventista, mentre Armando Borghi prendeva la direzione dell'Unione Sindacale e del suo nuovo giornale «Guerra di Classe».
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giovedì 25 giugno 2026
giovedì 6 giugno 2024
L’Anarchia nel XX secolo – Parte XXIII
1921
13 maggio - Ridicolizzando i processi «contro la sicurezza dello stato» André Breton organizza alla Salle des Sociétés Savantes (Parigi) un «processo» allo scrittore reazionario Maurice Barrès accusato di «delitti contro la sicurezza dello spirito».
31 maggio - Comincia alla corte d'assise di Dedham (contea di Norfolk) il processo contro Sacco e Vanzetti, imputati di rapina e duplice omicidio. I due anarchici si dichiarano innocenti. In luglio Sacco e Vanzetti sono condannati a morte. 26-30 luglio - Alla corte d'Assise di Milano processo e assoluzione di Malatesta, Borghi e Corrado Quaglino.
Luglio - Al primo congresso dei Sindacati Rivoluzionari, che si tiene nell'URSS e dal quale nasce il Profintern (Internazionale dei Sindacati Rossi), suscita scalpore la scoperta che numerosi e noti anarchici sono stati arrestati e fanno lo sciopero della fame. I bolscevichi sono costretti a liberarne una parte notevole, che viene esiliata dall'URSS.
Ottobre - Gli operai di Santa Cruz rispondono con scioperi, attentati a estancias, cattura di ostaggi, all'offensiva governativa e padronale. E in atto da diversi mesi una vera e propria guerriglia. Capi e attivisti sindacali vengono imbarcati e avviati a Buenos Aires, ove imperversa la Lega Patriottica Argentina che organizza violenze anche ai danni del quartiere ebraico (caccia ai «russi»). A Santa Cruz viene inviato un battaglione per riprendere il controllo della situazione, ma lo sciopero dilaga e investe anche Puerto Deseado, San Julan, Rio Gallegos. Tra gli operai, esasperati anche dalla notizia della condanna a morte di Sacco e Vanzetti, predominano le tendenze estremiste. Assalti e cattura di ostaggi s'infittiscono. Tra i guerriglieri spicca la figura di "El Toscano", un personaggio duro e risoluto che l'assemblea dei lavoratori ha già emarginato ma che è poi stato richiamato, perché lo sbarco delle truppe governative fa sentire la necessità di un fronte guerrigliero. A capo di un gruppo di 200 uomini, El Toscano (Alfredo Fonte, un italiano di 33 anni) inalbera la bandiera rossa e nera e procede alle «requisizioni» di cibo e armi per gli scioperanti. Un altro gringo spicca tra i guerriglieri, un altro italiano: José Aicardi, detto "El 68" dal numero di matricola che aveva nel penitenziario di Ushuaia, considerato il comandante in capo (in realtà le decisioni sono prese, libertariamente, dall'assemblea diretta, a maggioranza). Segretario della Società Operaia di Rio Gallegos è un altro anarchico, lo spagnolo ventitreenne Antonio Soto, che dissente dai metodi di azione diretta di El Toscano. Ma la situazione precipita: Stati Uniti e Inghilterra chiedono al governo l'esplicita protezione della proprietà, e il tenente colonnello Varela comincia la repressione spietata dei l
avoratori. Questi si organizzano militarmente e il comando viene affidato a un ex marinaio spagnolo detto "il colonnello” Ramòn Outerelo; un contingente è affidato a Soto, un altro all'uruguaiano José Font, "Facón Grande" (Grande Coltello). Privi di armi, isolati, i gruppi vengono accerchiati e distrutti. Per la razzia di 27 cavalli un certo mister Bond fa fucilare 27 operai. Tutti i leader della rivolta sono uccisi. Solo Facón Grande riesce a sconfiggere Varela. Gli promettono un'amnistia, e lui si presenta con un gruppo di operai. Tutti vengono massacrati. Il cadavere di José Font viene infilzato su uno spiedo e arrostito tra le grida di esultanza degli ufficiali, che poi si divertono a fare il tirassegno sui poveri resti. Alla fine di dicembre, uccisi 1500 operai, torna la pace sociale. I salari vengono dimezzati e scendono a 60 pesos mensili. Per oltre 25 anni non si parlerà più, nella regione, di contratti collettivi di lavoro.1922
Muore a Boulogne-sur-Seine Georges Sorel. Dopo il suo accostamento al movimento operaio (1893), aveva teorizzato lo sciopero generale rivoluzionario come arma per superare l'impasse della socialdemocrazia e abbattere lo Stato, aveva fondato (1895) e diretto il periodico "Le Devenir Social" e pubblicato L'Ethique du Socialisine (1899), Réflexions sur la violence (1908), Matériaux d'une théorie du prolétariat (1919), De l'unité du pragmatisme (1921). Nella sua opera il sindacato è visto non solo come strumento di emancipazione ma anche come simbolo di una nuova vitalità sociale, di un nuovo ordinamento morale. Avversario del determinismo socialista, deluso della sinistra, tra il 1910 e il '14 si accostò alla destra; si oppose però all'interventismo e sostenne la rivoluzione sovietica e l'occupazione delle fabbriche in Italia.
9-31 maggio - Alla corte d'Assise di Milano processo per l'attentato al Diana. Gli anarchici Giuseppe Mariani e Giuseppe Boldrini vengono condannati all'ergastolo; Ettore Aguggini a 30 anni, altri imputati a lunghi anni di reclusione.
giovedì 18 gennaio 2024
L’Anarchia nel XX secolo - Parte III
1906
A New York, Emma Goldman fonda la rivista "Mother Earth", che avrà grande influenza anche sull'individualista Henry Miller. Luglio - Ricardo Flores Magén enuncia nel programma del partito liberale messicano le prospettive di un'alternativa alla dittatura di Porfirio Diaz che cerca di conciliare le richieste dei contadini poveri e quelle della classe lavoratrice urbana. Pubblicato dalla rivista "Regeneración" (fondata nel 1900 e diretta con successo - ha una tiratura di 20 000 copie - da Ricardo in collaborazione col fratello Enrique), il programma segna un'evoluzione del magonismo verso le idee anarchiche. Nato nel 1873, Ricardo Flores Magem diventerà, secondo la definizione di Abad de Santillan, «l'apostolo della rivoluzione sociale messicana ». - In Brasile, fondazione della Confederazione operaia anarchica, che fino agli anni venti ha l'egemonia sui sindacati brasiliani. 8-16 ottobre - Ad Amiens, congresso della Confédération Générale du Travail (COT). La Charte di Amiens sancisce il passaggio dal comunismo anarchico all'anarco-sindacalismo che sta avvenendo oltre che in Francia, in Spagna, Italia, Scandinavia, Germania e Olanda. Rifacendosi in parte alla tradizione inglese delle lotte operaie del 1830, gli anarco-sindacalisti propugnano l'azione diretta dei lavoratori contro i capitalisti, senza mediazioni politiche e con l'adozione di forme violente come il sabotaggio, il boicottaggio, lo sciopero generale che corona la lotta non solo contro il capitale ma anche contro lo Stato e le sue forze sussidiarie (chiesa, esercito e altre istituzioni repressive). - Tra il 1905 e il 1906 escono a puntate sulla rivista "Le mouvement socialiste" le Réflexions sur la violence di Georges Sorel. Nato a Cherbourg nel 1847, ingegnere ritiratosi in pensione nel 1892, Sorel si accosta l'anno appresso al movimento operaio criticando i compromessi del partito socialista. Nel '93 Guesde dichiara che le elezioni sono «un'autentica rivoluzione », e nel '99 un altro socialista, Millerand, entra nel governo radicale Waldeck-Rousseau. Nel 1893 i sindacati belgi proclamano il primo sciopero generale, arma che si estende verso la fine del secolo all'Italia, all'Olanda, alla Germania e alla Russia col secolo nuovo: si tratta di scontri con l'apparato dello Stato, che rivelano l'insoddisfazione della classe operaia per la tattica parlamentare seguita dai partiti socialisti della II Internazionale. Di questa insoddisfazione l'opera di Sorel costituisce una sorta di formalizzazione intellettuale.
1907
Marzo - Inizia le pubblicazioni il foglio clandestino di agitazione antimilitarista "Rompete le file", fondato a Milano e diretto dal sindacalista rivoluzionario Filippo Corridoni e da Maria Rygier. 16-20 giugno - Anarchici di tutta Italia si riuniscono a Roma nel primo congresso del secolo. Luigi Fabbri interviene sul tema «L'organizzazione anarchica», su cui il movimento anarchico in Italia non aveva più discusso a fondo dopo il congresso clandestino di Capolago (Ticino) del 4-6 gennaio 1891. Gli scarsi risultati organizzativi inducono Fabbri a dar vita a un movimento di educazione progressiva di cui è portavoce il foglio "Università popolare". 24-31 agosto - Ad Amsterdam, congresso internazionale anarchico. Pierre Monatte espone i principi del sindacalismo rivoluzionario, dall'astensionismo all'azione diretta, allo sciopero generale anticapitalistico. Errico Malatesta e Luigi Fabbri rappresentano gli anarchici italiani e i gruppi libertari di lingua italiana d'Europa e d'America, alcuni dei quali pubblicano fogli d'agitazione assai seguiti come "Il risveglio" (di Ginevra) e "La questione sociale" (di Paterson, New Jersey, USA), che lo stesso Malatesta aveva fondato a Firenze il 22 dicembre 1883 e successivamente trasferito a Buenos Aires (1885 circa) ove usciva in edizione bilingue italo-spagnola. 30 agosto - Congresso internazionale antimilitarista di Amsterdam, in coincidenza col congresso libertario.







