Solchiamo tempi strani, dove poche bussole non risultano impazzite e le strade della libertà non sono asfaltate. Scegliere la pista dell’anarchismo è in primo luogo, una precisa scelta di campo.
E se il movimento libertario, nella sua molteplicità di approcci e tendenze, offre disponibilità al confronto e riconosce come compagni di lotta anche chi non condivide le idee anarchiche, questo non significa affatto che sia un ombrello sotto cui porre qualsiasi interpretazione personale dell’anarchia.
Si può essere individualisti o comunisti, organizzatori o antiorganizzatori, educazionisti o insurrezionalisti, ma comunque certi presupposti sono fuori discussione perché definiscono l’anarchismo stesso.
Nessuno/a è obbligato a condividerli, ma sia chiaro che alcuni punti sono fondamentali per l’anarchismo. Il rifiuto coerente di ogni potere (politico, militare, religioso…) e di ogni sfruttamento (sia questo capitalista o statale), di tutte le discriminazioni (razziste, di genere…), delle diverse forme di coercizione (polizie, leggi, carceri, lager, sedie elettriche, torture, repressione, proibizionismo…) non sono un di più, bensì punti fermi di un pensiero davvero alternativo e antagonista al dominio.
Un metodo incentrato sull’auto-emancipazione, attraverso l’impegno per l’autoformazione individuale, l’azione diretta e l’autogestione collettiva. Perché la liberazione è rivoluzione quotidiana, a partire dal proprio intessere relazioni e vivere in un mondo che certo non è il migliore possibile.
La libertà non ammette limitazioni da parte dei suoi nemici. Fuori da questi paletti c’è l’autoritarismo comunque mascherato o l’illusione riformista, ossia la convinzione di poter pacificamente umanizzare l’inumano. D’altra parte la libertà non è obbligatoria, così come nessuna/o è tenuto ad essere sovversivo.
Bodo’s Project è un progetto di comunicazione “altra” per la creazione e la circolazione di scritti, foto e di video geneticamente sovversivi. La critica radicale per azzerare la società della merce; la decrescita, il primitivismo, la solidarietà per contrastare ogni forma di privatizzazione iniziando dall’acqua. Il piacere e la gioia di costruire una società dove tutti siano liberi ed uguali.
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giovedì 12 aprile 2012
giovedì 29 settembre 2011
LA SOCIETA' DELLA MERCE
Con il realizzarsi della globalizzazione osserviamo danni all’ambiente sempre più evidenti. Una progressiva inquietante accelerazione del riscaldamento climatico, da cui dipende la sopravvivenza nostra e di ogni altra forma di vita sul nostro pianeta: i centri mondiali di studi climatici annunciano che si susseguono estati sempre più calde e inverni sempre più miti. Verifichiamo l'estinzione in massa di un gran numero di specie viventi, sia animali che vegetali. Un fenomeno per certi versi fisiologico all’interno delle dinamiche dell’evoluzione, che negli ultimi anni ha avuto però un’improvvisa accelerazione, raggiungendo la sua “onda di piena” proprio in questi ultimi tempi. Si calcola che ogni giorno scompaiano 100 specie viventi dal nostro pianeta.
I “paesi civili” responsabili di tali cambiamenti climatici sono ovviamente i più fervidi promotori del modello globalizzato della società della merce, veicolandola come afflato universalistico e missione umanitaria, tesa ad estendere al resto del mondo l’eredità nobile del nostro illuminismo: i diritti umani e i valori della democrazia.
Chi si contrappone a questi scenari, chi si contrappone al processo di globalizzazione, chi si propone la difesa dell’ambiente, chi vuole “resistere” a queste dinamiche di sviluppo sa bene che questo grande disegno “illuminista” di civilizzazione globale, persegue scopi solo utilitaristici: il suo obiettivo non è la salvaguardia del pianeta né la diffusione della democrazia né, tanto meno, la creazione di società virtuose ed ecocompatibili, ma unicamente quello di massimizzare i profitti allargando le basi immaginarie della società di mercato soggiogando a questa logica l’intero globo compresi i paesi del terzo mondo.
Il futuro del nostro pianeta, sia dei paesi a tecnologia avanzata sia di quelli a minore sviluppo è legato alla capacità di rompere la spirale perversa che attualmente li attanaglia.
Il futuro dei Cittadini di questo pianeta è legato alla capacità che essi avranno di scardinare le due forze sinergiche che sostengono e alimentano il processo: da una parte un apparato che produce merce a ritmi forsennati dall’altra una moltitudine di “consumatori” mai sazi.
La merce è l’ideologia di questo modello di sviluppo. La politica la pattumiera dove tutto finisce.
Occorre uscire dalla logica della crescita illimitata e considerare il consumismo come una dipendenza dalla quale dobbiamo al più presto liberarci.
Occorre sradicare la convinzione che la nostra felicità dipende dalla quantità di beni che abbiamo a nostra disposizione.
Occorre in definitiva una vera rivoluzione culturale, un ‘operazione di decolonizzazione dell’immaginario: una rivoluzione culturale che divenga la tappa necessaria per passare dalla condizione di sudditi di un sistema mercificante che divora e distrugge, a Cittadini protagonisti della propria vita e quindi del cambiamento.
Nella produzione moderna il soggetto non è l’uomo ma la merce.
La rivoluzione della vita quotidiana significa non solo critica radicale della società omologata, ma anche rottura con l’ordine stabilito.
La società della merce è l’espressione più malvagia e asservita ai codici dominanti, le masse sono i nuovi schiavi del mercato globale. I paesi industrializzati stanno al giogo. Il sottosviluppo che ri/producono, il sistema che impongono e il consenso generalizzato permette loro di far passare guerre, genocidi, crimini commessi contro i popoli più impoveriti, come modelli di sviluppo economico e politico.
L'uomo planetario, il Cittadino del mondo deve divenire portatore di nuove ventate di disobbedienza bruci alla radice l’impero dalla falsificazione e dell’impostura.
I crolli dei mercati finanziari, la fame del mondo, le guerre di esportazione sono affari…
Gli Stati civilizzati hanno ridotto tutto a merce e gli uomini sono controllati secondo le modalità della catalogazione degli insetti.
Così come il mercato mondiale unifica le condizioni di sfruttamento senza eliminare la concorrenza tra capitalisti, allo stesso modo esiste una potenza pluristatale che coordina i progetti di dominio senza cancellare la competizione politica e militare tra i singoli governi. Gli accordi economici e finanziari, le leggi sulla flessibilità del lavoro, il ruolo dei sindacati, la gestione ecologica delle nocività, la repressione del dissenso tutto ciò viene definito a livello internazionale.
Le esigenze della merce si sono fuse con quelle del controllo sociale, utilizzano le stesse "reti": il sistema bancario, assicurativo, medico e poliziesco si scambiano continuamente i propri dati. L'onnipresenza di tessere magnetiche realizza una schedatura generalizzata dei gusti, degli acquisti, degli spostamenti, delle abitudini.
Esistono mega-apparati politico-finanziari che dispiegano i loro tentacoli ovunque e attraverso il possesso di tutti i mezzi di comunicazione, con una operazione continua ipnotizzante, alienante, persuadono i sudditi sulla efficacia, sulla bontà, sulla ineluttabilità del modello di sviluppo proposto.
Occorre una strategia che colpisca ovunque dall'interno di noi stessi, senza tregua, senza esitazione, senza pietà, occorre una tattica che stani il nemico dagli anfratti più augusti del nostro esistere così come dalle grandi piazze mediatiche.
Occorre scacciare i mercanti dai templi delle nostre vite...
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giovedì 8 settembre 2011
DOLCINO E MARGHERITA
Nell’anno gioachimita 1260, un negoziante di Parma, Gherardo Segarelli, rinuncia ai suoi beni e fonda la setta degli Apostolici. Alla morte di Gerardo Segarelli, bruciato a Parma il 18 luglio 1300, un francescano dissidente Dolcino da Novara, prende la testa degli Apostolici.
Dolcino e la sua compagna Margherita organizzano una comune contadina in cui, sotto il discorso millenarista, si delinea un programma di sopravvivenza collettivista che trova vasta adesione fra le popolazioni delle Alpi: da Trento Al Piemonte. Attorno alla coppia, gli Apostolici sono chiamati a formare il nucleo di un mondo nuovo dove i beni di sussistenza sono messi in comune, la proprietà è abolita ed il matrimonio, che riduce la donna ad un oggetto di appropriazione, soppresso (ciò che la rimozione degli inquisitori traduce in termini di “stupro collettivo”).
Grazie al fondamentale aiuto, alla solidarietà, delle popolazioni montane che gli avevano accolti, alla sostanziale adesione che queste popolazioni avevano dimostrato alle loro idee antiautoritarie, per oltre 2 anni riuscirono a fronteggiare e sconfiggere gli eserciti sempre più potenti inviati dalla chiesa e dagli stati.
Furono infine sconfitti e tutti uccisi con l’eccezione di Dolcino e Margherita
Fu chiamato Carnasco, quel piccolo ruscello. Il giovedì santo del 1307 la sua acqua divenne rossa come sangue. Il sangue dei ribelli. Il sangue degli eretici. Dolcino e Margherita furono catturati vivi. Lo sarebbero rimasti per poco. La loro morte era già scritta, fu solo rimandata. Sarebbe stata molto più atroce, il 2 luglio 1307 , dopo infinite torture, furono messi al rogo.
Le idee antiautoritarie Dolciniane comunque resisteranno.
Dolcino Margherita e gli Apostolici diverranno simboli di libertà ed emancipazione fino ai giorni nostri, e la memoria popolare non li dimenticherà.
Cristiani sostengono che Ebrei e Musulmani sono destinati all'inferno perché eretici.
Gli Ebrei sostengono che Cristiani e Musulmani sono destinati all'inferno perché eretici.
I Musulmani sostengono che Cristiani e Ebrei sono destinati all'inferno perché eretici.
Non importa di che religione siate, andrete comunque all'inferno.
"Eresia" dal greco , haìresis a sua volta dal verbo hairèō, "afferrare", "prendere" "scegliere"
DUNQUE L’ERETICO E’ COLUI CHE SCEGLIE, COLUI CHE E’ IN GRADO DI VALUTARE COLUI CHE IN DEFINITIVA HA IL CORAGGIO DI DISSOCIARSI, DI CONTRAPPORSI AL PENSIERO COMUNE, AL PENSIERO DOMINANTE
ERETICI ERANO DOLCINO E MARGHERITA E I LORO SEGUACI CHE RESISTETTERO, SI CONTRAPPOSERO AL POTERE FINO ALLA MORTE
ERETICI SIAMO TUTTI NOI CHE SCEGLIAMO, CHE RESISTIAMO CHE CI CONTRAPPONIAMO AL PENSIERO GLOBALE , AL POTERE DEGLI STATI DELLE RELIGIONI, DELLE FINANZE, AL POTERE DELLA MERCE, AL POTERE DELLO SPETTACOLO, DELLA FINZIONE
ERETICI SIAMO TUTTI NOI CHE SCEGLIAMO DI VIVERE IN CONTRAPPOSIZIONE AD UNA LOGICA DI MORTE
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