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Visualizzazione post con etichetta Pier Felice Stefano Castrale. Mostra tutti i post
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giovedì 18 novembre 2021

SOLITARIE ABBAZIE – Pier Felice Castrale

solitarie abbazie autostradali 

autogrill 

fantasmi 

di  giganteschi azzurri 

d'elettrico 

qualcuno raccoglieva scorie 

ai bordi 

ma la fatica d'amore 

era rientrata — in ritardo 

per una giovane sposa  mancata 

gli ultimi canti achei 

si ritorcevano in tragica 

vanità veritiera 

onde di mare 

lei sbarrava il sorriso 

d'un tratto 

duro 

maturando come il cigno 

in primavera.


giovedì 20 dicembre 2018

MIA PICCOLA CARA di Pier Felice Castrale

Mia piccola cara 
timida canzone della notte
ritaglio secco
come luna azzurra
alla finestra
è bello avere
un amore
senza poliziotti moralisti
a cucirmi le camice
che stupiscono gli altri 
ma feriscono me
una cicala
con barba di vento
stenta a raccogliersi in sorriso
per l'uomo di strada
proprio lui calata lì
che s'è redento
e circola
- maneggione di pianeti -
parlando spagnolo. 

giovedì 21 dicembre 2017

Tutto il resto è menzogna di Pier Felice Stefano Castrale


Gli occhi penetranti  / della brace 
spargevano i pietosi / semi / di lontananza
era opportuno tacere 
dimenticando braccia forti
che ti tenevano legata
in amore?
Tutto questo / è soltanto un gioco
un bacio  / un sorriso di coriandoli 
braci / di sigaretta
nel posa cenere

Tutto il resto / è menzogna / .

giovedì 10 dicembre 2015

VISIONE PER ME di Pier Felice Stefano Castrale

Io - poeta od assassino - non me ne importa nulla
girando per le strade - incatenato ai lampioni
versando fiumi di laccrime
e di parole spese male
di spianate silenziose - di cerchi ottonati
di effetti cromatici  intorno alla testa
in danze spiritose
come folletti vaganti sulla scia dei tuoi capelli
aspettando il mezzogiorno dei colpi di cannone
in camere d'affitto filtrate dal sole
in barlumi violenti di chiarezza
fra la pazzia metropolitana
nel fatalismo della zanzara sul granoturco
vagabondo lungo il fiume
sulla riva degli alti cipressi
tombini stradali fumanti di freddo
nella ferrovia sotto la mia cucina
contando le ore al passaggio dei rapidi
o nell'immobilità dei gabbiani - durante la mareggiata
forse anche nei cantieri
desolati nella pausa di mezzogiorno
o in un pò di coraggio - girar di testa - situazioni
e forse saprò il sapore della mia esistenza
dei miei fucili puntati
dei miei occhi accesi
o nascosti dalle mie 100 ciglia finte
degli sguardi gelidi buttati in strada.

giovedì 12 marzo 2015

IO di Pier Felice Stefano Castrale

Ho visto fuggire il mio tramonto
su bibbie e volantini
al fondo di autobus disperati
e correvano in tanti sull’autostrada
inseguiti da paure impetuose
storditi
torce dolenti
mentre tacevano i grilli
alla sera
in cortili di donne di cascina
o appartamenti in penombra
donne di visoni
madonne
solo d’auto e d’amore
e auto – auto roventi di discordia
rodendo l’ora dei nuovi immortali

Bretelle e panini
al commisiarato della quinta zona
uccidendo la vedova in nero
vedova nera?
ridendo
e 100 quartieri in fiamme di tre città soliste
odio la carne bianca
Ora
e le tue gambe distese sul letto
Credo alla bellezza di Semiramide
odio la potenza dei Cesari
amo i nuovi martiri nel cemento – nelle piazze –
nella solitaria morte mentale
Vergogna
e morsi di cani moribondi in paura cronica
Cavalli in casa – scoppiati per altri traguardi
e ragni divorati e donne incandescenti
e strisce stradali
piangenti
urlo
alla mia gente
alle mie catene
porgete le mani – tendete l’orecchio.


giovedì 23 gennaio 2014

E RIMANGO QUI di Pier Felice Stefano Castrale

e rimango qui
ad aspirare lento
questo tabacco che brucia piano
aspettando un riporto lieve
quieto
il gusto dell'alcool è aspro al primo assaggio
poi - sentore di more.










giovedì 21 giugno 2012

BRICIOLE di Pier Felice Stefano Castrale



Una manciata / di polveroso oceano era sparso 
Fra le tasche 
Sperduto fra lenti e contenuti soffi 
Di stelle/ che il vento sfarinava subito 
Nel suo proprio respiro 
Briciole.