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giovedì 2 novembre 2023

Due parole sulla tecnologia - Marco Camenisch

Abbiamo bisogno di un mix di pessimismo e di ottimismo. Le questioni sono aperte. Questa civiltà fa schifo, questo è il pessimismo che dobbiamo cercare di tramandare, la consapevolezza che la civiltà è letale. Ma la questione è aperta. Ci sono degli scritti di Jarach che mi sono piaciuti, in cui dice che noi come anarchici non dobbiamo essere troppo duri e puri… La storia non ha ancora dimostrato quale tipo di organizzazione sia quella giusta per raggiungere l’obiettivo di una rivoluzione, quindi anche noi come anarchici a un certo punto dobbiamo sospendere il giudizio, su cosa intendiamo per autoritario o antiautoritario, su come organizzarci insieme alle persone normali, oppure tra di noi, oppure con i comunisti. Jarach dice che la questione dell’organizzazione non è ancora stata risolta, nella storia non ci sono risposte, sono tutte da verificare, non si sa cosa funziona meglio in una data situazione. Perché l’errore che commettiamo spesso è che facciamo confusione e agiamo, pensiamo e predichiamo come se la rivoluzione fosse già avvenuta. Siamo in una certa situazione con determinate condizioni e dobbiamo agire in modo molto contraddittorio e non possiamo agire se diciamo: “no, ho ragione io”. Quindi penso che dobbiamo essere molto cauti nel fare affermazioni, nel dire le cose sono così e così, dobbiamo verificare le cose, verificarle da noi e insieme ad altre persone. E poi chiederci: cosa posso fare? Jarach, e credo anche tu John, dite che anche l’anarchismo è un’ideologia moderna e perciò dobbiamo metterla in discussione, anche in collegamento con le lotte che ci sono attorno a noi. Non possiamo pretendere che gli indiani siano dei perfetti primitivisti o degli anarchici, infatti non lo sono. E noi lo siamo? No, neanche noi lo siamo! Sono io che devo sapere come cambiare, e poi chiedere alle persone che mi stanno vicino di cambiare in modo da rispettare l’autodeterminazione. Per me forse è una scorciatoia ma quando rifletto sull’anarchismo, il primitivismo è lì, è al suo interno, è logico, ovvio. Così come è logico che se hai il concetto di anarchia (apposta non ho detto (anarchismo) la critica della civiltà è basilare, fondamentale, perché la civiltà non ha nulla di anarchico, lo dimostra l’intera storia e a maggior ragione l’attualità, per cui spesso nelle discussioni posso soltanto dire che le cose sono semplici: se pensi alla rivoluzione, una vera rivoluzione, l’analisi primitivista anarchica è in un certo senso ovvia. Se non possiedi questi strumenti per capire come vanno le cose, penso che non avrai l’opportunità di andare alle fondamenta, di andare davvero alla radice delle cose. Senza andare alla radice non è possibile cambiare per davvero le cose, perché altrimenti ci si fermerà sempre a un certo limite… ci penserà la prossima generazione… ma magari la prossima generazione vorrà Facebook, no? O forse invece non lo vorrà, dirà che è un’alienazione, che è controproducente e così via. Ma cosa dirai alle giovani generazioni ormai abituate a Facebook, devi dire loro che hai le stesse critiche di base che devi avere contro le automobili, che però usi pure tu…


giovedì 22 marzo 2018

L'impulso alla domesticazione

Gli uomini e le donne hanno ceduto la loro spontaneità naturale, fatta di stimoli sensoriali totali, permettendo ad una rete culturale (simbolica) di avvilupparci e di indicarci come vivere e pensare. Infatti, " la cultura simbolica inibisce la comunicazione umana bloccando o sopprimendo i canali della consapevolezza sensoriale. La nostra esistenza sempre più tecnologica restringe notevolmente il campo di ciò che è percepibile". La cultura simbolica ha operato in modo radicale e progressivo nell'addomesticare i nostri sensi, disponendoli secondo una logica gerarchica che privilegia la vista, quel senso che più degli altri crea una distanza tra gli esseri e le cose, trasformando l'individuo in uno spettatore: "La supremazia del visivo non è affatto accidentale: la gratuita elevazione della vista nella gerarchia dei sensi non solo pone il vedente al di fuori di ciò che vede, ma rende fondamentalmente possibile il principio di controllo di dominio".  L'udito, l'olfatto, il tatto vengono isolati e sottomessi gerarchicamente alla vista, mentre le sensazioni corporee più intime e profonde vengono umiliate e sottovalutate: "Il vero marchio di fabbrica della società moderna è la definitiva separazione corpo/mente, ascritta all'idee di Cartesio. La grande ansia cartesiana, lo spettro del caos intellettuale e morale, è stata risolta attraverso la soppressione della dimensione sensuale e passionale dell'esistenza umana. Ancora una volta, alla base della cultura troviamo l'impulso alla domesticazione, la paura di non avere il controllo; un controllo che in questo caso  punta il dito contro i sensi, con spirito di vendetta".
 

giovedì 21 gennaio 2016

Rifiuto dell'ideologia

Non si è mai abbastanza chiari: non esiste un'ideologia green-anarchista o anarco-primitivista. Gli anarchici essenzialmente si identificano in un desiderio e in azioni che li proiettano in uno stile di vita basato su ciò che non è presente. Anarchia fondamentalmente equivale ad "anti-autorità", e come è semplice constatare, non significa per tutti la stessa cosa. Non esiste una visione singola dell'anarchismo. Il suffisso "-ismo" usato in questa situazione ha un valore puramente convenzionale per identificare una vasta critica. Gli anarchici cercano un mondo libero dalla dominazione, dalle gerarchie: questo significa l'abolizione di tutti gli stati di potere. I punti "verdi" da liberare includono tutti i tipi di strutture autoritarie, ossia combattere la tecnologia, l'industrializzazione, e la civilizzazione stessa.
L'ideologia è un sistema di convinzioni rigido che si estende verso tutti gli altri regni di pensiero. Possiede una critica, un piano d'azione e una visione, che comprende organizzazione, piattaforme e così via. La sinistra tiene molto all'ideologia come mezzo per una rapida rivoluzione, mentre noi riteniamo che proporre alla gente un simile pacchetto completo non serva a riscoprire il suo vero potenziale, ma soltanto a fargli ingurgitare qualcosa per l'ennesima volta. Noi crediamo che l'ideologia sia uno strumento della civilizzazione, una parte della totalità del pensiero civilizzato che costringe le persone a una costante condizione abulica. I nostri interessi riguardano la determinazione di esseri autonomi, non di automi.
L'anarchia oltre non essere un’ideologia, non è per definizione, democrazia ( sia che essa sia democrazia sociale o diretta). Il bisogno di sottolineare questo punto può sembrare superfluo, ma è difficile fare riferimento all'imponente letteratura anarchica senza riconoscere che sia qualcosa di più di una democrazia radicale.
La democrazia, che ci si voglia credere o meno, è una forma di governo. E quindi, il governo è un'organizzazione governante, o il mediatore di tutte le attività politiche, sociali ed economiche di un determinato popolo. Così, possiamo dire che l'anarchia, per definizione, non è democrazia. Gli anarchici sono per un totale rifiuto di tutte le istituzioni e di tutte le strutture autoritarie per principio. Tutti i governi impongono loro stessi alla Terra e alla vita su di essa. Fino a quando esisteranno, non sarà possibile l'anarchia. 
(Green Anarchy)

giovedì 9 gennaio 2014

Perchè anarco-primitivismo?

L'anarco-primitivismo ha molto contribuito con il suo  discorso anti-autoritario ad una visione di un mondo senza l'ingombro di politiche gerarchiche e di dominio sulla vita umana e non umana da parte della tecnologia. Il valore dell'analisi dell'anarco-primitivismo sta nel fatto che difficilmente gli aspetti della cultura umana possono sfuggire alla sua analisi politica; dalle basi stesse dell'agricoltura e della produzione di massa fino alle interrelazioni fra questi fenomeni e le forme istituzionalizzate di gerarchia e dominio, molto poco è stato dato per scontato. Come tradizionalmente gli anarchici hanno sempre costantemente criticato e combattuto le manifestazioni del pensiero gerarchico e dei rapporti sociali autoritari, così l'anarco-primitivismo attacca i presupposti che sono all'origine dell'autoritarismo e della gerarchia.
Gli anarco-primitivisti rivolgono il loro studio al 99% della esperienza umana precedente l'avvento dell'agricoltura, il periodo del primato dell'economia di raccolta e caccia e del relativo accordo sociale. Questo primario modo di vita dell'uomo, caratterizzato dall'assenza di forme istituzionalizzate di potere, è la dimostrazione di qualcosa di radicalmente differente dagli attuali regimi del capitalismo statalista o privato degli attuali sistemi di industrializzazione transnazionale e delle sue politiche.
Una cultura libertaria non è quindi solo possibile ma, come si evidenzia dalla documentazione esistente, questo modello culturale è stato per lungo tempo efficiente e ben efficacie a realizzare il benessere umano. L'esistenza e la persistenza di queste culture anarchiche dimostrano che non è affatto necessario lo sviluppo di un sistema economico predatorio.
Come il comunismo, il socialismo, sindacalismo, l'individualismo, il femminismo sono niente altro che mere variazioni di forme autoritarie, stataliste se non si accompagnano ad una fondamentale identità anarchica, così il primitivismo privato da una fondamentale e strutturale essenza anarchica diviene uno sterile esercizio filosofico.
La critica e il rifiuto del capitalismo industriale e della civilizzazione dominata dalla tecnologia non possono prescindere da una cultura anti-autoritaria e anarchica se non vogliono divenire vicoli ciechi.