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giovedì 11 dicembre 2025

SPARTACUS - Virgilia d'Andrea

Amate, disse, quest'amor   profondo 

Che  mi  disseta e  si disserra al sole... 

S'agita  e pensa e si rinnova il mondo, 

Pulsano  ai venti magiche   parole. 


E passa e  avvince la ribelle  fiamma 

Arco di  volo  e fulgido pensiero, 

Avanti,  avanti... arride l'orifiamma, 

Risplende, in alto, di bellezza fiero. 


E i caldi cuori pugnalati e franti 

Alle porte del  sogno, un di  saranno 

Ali azzurrate,  che ai ribelli canti, 

In folgori e  tempeste sorgeranno. 


...E mentre  nella mischia  agonizzava 

Gli  arrise attorno un'alba di splendore... 

L'essere grande  alfin si tramutava 

In sole, in luce, in palpito d'amore. 


O sole, o  luce, o scintillante aurora, 

Impeto  ardito di possente frana, 

Al  puro raggio  l'anima  s'indora 

E  sarà vita di grandezza umana. 


"Virgilia d'Andrea, poetessa dell'anarchia, degna di prendere il posto che lasciò vuoto il nostro Pietro Gori, scrive e canta perché sente e vuole, e perciò riesce più vera e più efficace di tanti poeti maggiori. Ella si serve della letteratura come di un'arma; e nel folto della battaglia, in mezzo alla folla ed in faccia al nemico, o da una tetra cella di prigione, o da un rifugio amico che alla prigione la sottrae, lancia i suoi versi come una sfida ai prepotenti, uno sprone agli ignavi, un  incoraggiamento ai compagni di lotta." (Roma - Aprile 1922, Errico Malatesta) 


giovedì 25 luglio 2024

L’Anarchia nel XX secolo – Parte XXX

1930 

Gennaio - Camillo Berneri, esule dall'Italia dopo l'avvento del fascismo, viene espulso dal Belgio in seguito a una macchinazione ordita dalla polizia. Estradato in Francia, viene condannato a un anno di reclusione. 

30 giugno - Francesco Saverio  Merlino, avvocato, socialista (nel PSI dal 1901), proveniente dal movimento  anarchico, muore settantaquattrenne a Roma. A ventun anni aveva fatto parte del collegio di difesa della «banda del Matese» (Malatesta, Cafiero e altri 24 anarchici internazionalisti) alla Corte d'Assise di Benevento (14-25 agosto 1878). Tutti gli imputati vennero assolti dell'accusa di uccisione di un carabiniere e d'insurrezione (reato politico, compreso in un'amnistia). Nato a Napoli nel 1856, Merlino aveva aderito all'internazionalismo nell'anno del famoso processo. Riflessivo e moderato nel linguaggio, aveva iniziato a pubblicare nel 1879 a Napoli il settimanale anarchico "Il movimento  sociale"; esule, aveva militato nei movimenti anarchici d'Europa e d'America. Nel 1900 aveva difeso il regicida Bresci,  poi si era accostato al partito socialista. 

1931 

10 febbraio - Fucilazione di Severino Di Giovanni catturato dopo un conflitto a fuoco con la polizia. Il giorno dopo viene fucilato Paulino Scade), che si era autoaccusato di tutte le rapine commesse dal loro gruppo per condividere la sorte dell'amico. Di Giovanni aveva conosciuto  Durruti e appreso la tecnica dell'assalto alle banche per autofinanziamento. Nel 1930 aveva ristampato in edizione curatissima le opere di Elisée Reclus; lo stesso anno prendeva il potere il generale Uriburu che iniziava la fucilazione degli anarchici. 

14 aprile - Proclamazione della repubblica spagnola. La maggioranza repubblicana va dai socialisti agli autonomisti fino ai vecchi monarchici liberali. Fuori della maggioranza repubblicana resta la possente organizzazione anarco-sindacalista della CNT-FAI. 

29 maggio - Fucilazione a Roma (Forte Braschi) di Michele Schirru, anarchico nato a Padria (Sassari) nel 1899. Il giorno precedente il Tribunale speciale fascista lo aveva ritenuto colpevole di avere intenzione di uccidere Mussolini. 


4 novembre
- Muore a Caprigliola, nei pressi di Aulla, Luigi Galleani. Era nato a Vercelli nel 1861. Esule negli Stati Uniti, vi aveva fondato "Cronaca Sovversiva", da lui diretto per parecchi anni. 

1932 

Viene rovesciato in Spagna il presidente del consiglio Manuel Azafia, riformatore borghese; la popolarità sua e del suo partito, l'Izquierda repubblicana, era gravemente diminuita dopo la repressione di un  moto anarchico contadino della CNT-FAI a Casas Viejas. 

17 giugno - A Roma (Forte Bravetta) fucilazione dell'anarchico veneto Angelo Sbardellotto. Il tribunale speciale lo aveva condannato a morte, come già Schirru, per avere progettato un attentato contro Benito Mussolini. 

22 luglio - Muore a Roma Errico Malatesta, una grande figura dell'anarchismo italiano, e indubbiamente uno dei più profondi  pensatori libertari di questo secolo. Aveva 78 anni. 

1933 

11 maggio - Muore in un ospedale di New York l'anarchica italiana Virgilia D'Andrea, esule dall'Italia, col suo compagno Armando Borghi, dopo l'avvento del  fascismo. Nata 43 anni prima a Sulmona, aveva scritto poesie e propagandato in Europa e America gli ideali libertari. 

10 agosto - Scendono in sciopero i lavoratori dell'Avana. Il dittatore Machado fa sparare sugli scioperanti che si danno al sabotaggio e assaltano i depositi di viveri. Machado è costretto alla fuga meno di un mese dopo. 

21 agosto - Gli operai cubani occupano uno zuccherificio nella provincia di Camaguey; vengono successivamente occupati altri 35 stabilimenti. Ai primi di settembre il 30 per cento della produzione di zucchero è sotto controllo operaio. Nel frattempo fanno la loro apparizione Soviet contadini a Mabay, Jaronu, Senado, Santa Lucia e altri centri. I direttori degli stabilimenti sono dichiarati in arresto; operai  armati fanno la guardia alle fabbriche. E la più grande agitazione operaia a Cuba. Alla lotta partecipano tutte le forze della sinistra, dagli anarco-sindacalisti ai socialisti ai comunisti. Lo sciopero contribuisce all'eliminazione di Machado e all'avvento al potere di Ramòn Grau San Martin, il quale riconosce le leghe sindacali, il diritto all'assistenza, ad abitazioni migliori, mentre il padronato riconosce, in teoria, la giornata lavorativa di otto ore. I comunisti, che non avevano guidato lo sciopero né l'occupazione armata degli zuccherifici né i soviet rurali, s'inseriscono nella lotta operaia e si mettono alla testa del movimento sindacale. Durante i quattro  mesi del governo Grau (e in pratica fino al 1935) essi si rifiutano settariamente di collaborare con le altre formazioni di sinistra. Alla caduta di Grau adotteranno la linea del fronte popolare. Ma sarà ormai troppo tardi. Gli stalinisti passeranno cosi dalla parte di Batista, che sosterranno fino a quando Fidel Castro (da essi avversato come «piccolo borghese») caccerà il dittatore dall'isola (1959). Nel 1938 Batista, reazionario spietato con i lavoratori e le organizzazioni della sinistra, riammetterà nella legalità il partito comunista messo fuori legge ai tempi di Machado. In cambio Batista riceverà l'appoggio dei dirigenti stalinisti, i quali, nel giro delle complicità, in pratica avranno via libera nella classe operaia che cercheranno di mantenere separata dalla guerriglia scatenata da Castro e Ernesto "Che" Guevara. 



giovedì 9 aprile 2015

Virgilia D ‘Andrea maestra, poetessa, anarchica

Una vita iniziata in modo tranquillo nella  gradevole e provinciale cittadina di Sulmona, negli Abruzzi, in una famiglia che pur se non ricca gode di una certa agiatezza. All’età di sei anni la sua infanzia  viene tragicamente interrotta: nello spazio di alcuni mesi perde la madre, il padre e due fratelli. Orfana e senza famiglia viene messa in un istituto religioso. Entro gli angusti confini nei quali vive, riesce comunque ad acquisire non solo un’educazione di buon livello, ma anche quello stimolo che la porterà verso l’anarchismo. Quando Gaetano Bresci uccide Umberto I nel 1900, Virgilia scoprirà, solo in seguito  attraverso le poesie di Ada Negri  il motivo che aveva spinto Bresci a quell’atto: una ritorsione per aver massacrato degli innocenti; e quest’atto la spinge verso i temi della giustizia sociale e l’anarchismo, e Bresci rimarrà sempre per lei una figura mitica. Dopo l’istituto religioso, Virgilia frequenta l’università di Napoli e, dopo aver finito gli studi, comincia ad insegnare. Ma la sua esistenza viene sconvolta prima dal terremoto del 1915 che s’abbatte sugli Abruzzi e su Avezzano in particolare e subito dopo l’entrata dell’Italia nella prima guerra mondiale. Abbandona quindi l’insegnamento per la militanza sociale. Inizia partecipando alle agitazioni anti-interventiste e finisce diventando a tutti gli effetti una militante anarchica. È a Firenze, nel 1917, durante una riunione clandestina dell’Unione Sindacale Italiana (USI) nella quale viene riaffermata la posizione contro la guerra, che avviene l’incontro con Armando Borghi. S’innamorano quasi immediatamente e, come dice Borghi, «restammo uniti quindici anni di lavoro, di lotte, di ansie, di ostracismi, persecuzioni, carcerazioni,  esilii, immutati e legati sempre l’uno all’altra dall’affetto e dalla stima».  Virgilia scrive articoli per il giornale dell’USI, tiene conferenze, finisce in galera, rimpiazza Borghi come segretario dell’USI quando questi viene arrestato e, nei momenti di calma forzata, scrive poesie. Nel 1919 Virgilia incontra Malatesta e insieme a Borghi, diventa una delle sue più strette collaboratrici nel comune intento di portare a maturazione la rivoluzione sociale in Italia e di combattere il nascente fascismo. La prigione, l’assassinio di Rosa Luxemburg, l’insuccesso della rivolta spartachista in Germania, il fallimento
dell’occupazione delle fabbriche sono questi i temi affrontati nelle sue poesie, gli eventi che rafforzano e confermano il suo sogno di una società più giusta. La lezione di Bresci, il gesto vendicatore, è profondamente  incisa nel suo spirito. All’epoca del tragico attentato al teatro Diana non esita un istante a difendere l’azione fatta dai suoi compagni. C’è un notevole dibattito sui fatti del Diana nelle pagine della pubblicistica anarchica e Virgilia interviene più volte in difesa dei compagni e dell’etica del terrorismo rivoluzionario. L’avvento del fascismo impone a Virgilia D’Andrea e ad Armando Borghi di lasciare l’Italia, si rifugiano a Parigi dove Virgilia si immerge subito in un’intensa attività politica. Nel 1925 fonda e dirige la rivista Veglia. Continua ad appoggiare, anzi a celebrare, l’atto individualista e la violenza rivoluzionaria e canta le lodi di Mario Castagna, Ernesto Bonomini, Gino Lucetti, Sante Pollastro. Nel 1928, stanca e ammalata, parte per gli Stati Uniti dove si ricongiunge con Borghi. Scrive spesso su «L’Adunata dei Refrattari», battendosi come sempre a favore delle azioni anarchiche militanti in qualsiasi parte del mondo, così dunque per Severino Di Giovanni ed altri. A New York incontra l’ultimo emulo di Bresci che avrà occasione di conoscere personalmente: Michele Schirru, ospite spesso a casa sua e suo grande ammiratore. Nel 1933 muore a causa di un tumore maligno.