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Visualizzazione post con etichetta poesia. Mostra tutti i post
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giovedì 10 settembre 2026

A SE STESSO – Giacomo Leopardi

Or poserai per sempre,

stanco mio cor. Perì l’inganno estremo.

Ch’eterno io mi credei. Perì. ben sento,

in noi di cari inganni,

non che la speme, il desiderio è spento.

Posa per sempre. assai

Palpitasti. Non val cosa nessuna

i moti tuoi, né di sospiri è degna

La terra. amaro e noia

La vita, altro mai nulla; e fango è il mondo.

t’acqueta ormai. Dispera

L’ultima volta. al gener nostro il fato

Non donò che il morire. omai disprezza

te, la natura, il brutto

Poter che, ascoso, a comun danno impera,

e l’infinita vanità del tutto.


giovedì 16 luglio 2026

Afa di Luglio. Il canto che non varia – Camillo Sbarbaro

Afa di luglio. Il canto che non varia 

delle cicale; il ciel tutto turchino; 

intorno a me, nel gran prato supino, 

due fili d'erba immobili nell'aria. 


Un sopor dolce, una straordinaria 

calma m'allenta i muscoli. Persino 

dimentico di vivere. Mi chino 

coi labbri ad una bocca immaginaria...


E sento come divenute enormi

le membra. Nel torpore che lo lega,

mi pare che il mio corpo si trasformi.


Forse in macigno. Rido. Poi mi butto

bocconi. Nell'immensa afa s'annega

con me la mia miseria, il mondo, tutto.


giovedì 18 giugno 2026

Vi è un piacere nei boschi inesplorati- George Gordon Byron

Vi è un piacere nei boschi inesplorati

e un’estasi nelle spiagge deserte,

vi è una compagnia che nessuno può turbare

presso il mare profondo,

e una musica nel suo ruggito;

non amo meno l’uomo ma di più la natura

dopo questi colloqui dove fuggo

da quel che sono o prima sono stato

per confondermi con l’universo e lì sentire

ciò che mai posso esprimere

né del tutto celare.

George Gordon Byron (1788-1824) fu il più influente tra i poeti romantici inglesi. La sua poesia, infatti, creò una moda, diffusasi rapidamente in tutta l'Europa, che fu considerata la quintessenza del romanticismo. Era una poesia che si proponeva di esprimere "il male del secolo", l'inquietudine, l'irrequietezza, la malinconia e lo spirito di ribellione contro qualsiasi ordine precostituito


giovedì 14 maggio 2026

IL LUPO di Paul Eluard

La buona neve il cielo nero

Le rane morte lo squallore

Della selva piena d'insidie

Onta alla bestia inseguita

La fuga in freccia nel cuore


Tracce d'una atroce preda

Dagli al lupo e quello è sempre

Il lupo più bello ed è sempre

L'ultimo vivo sotto la minaccia

Dell'assoluta massa di morte.


Paul Éluard, pseudonimo del poeta francese Eugène Grindel (Saint-Denis, Parigi, 1895 - Charenton-le-Pont 1952). Poeta delle immagini, tra i maggiori esponenti del surrealismo. Uomo pacifista che ha vissuto il fronte, la malattia, il dolore e l’amore. Poeta policromatico, politicamente impegnato, aderì al gruppo surrealista ai cui principî rimase sostanzialmente fedele, pur nell'evoluzione della sua poesia da tematiche individualiste, di lirismo amoroso, a contenuti di forte ispirazione sociale, maturati durante i suoi viaggi in Europa, in Asia e in Spagna, alla vigilia della guerra civile.


giovedì 16 aprile 2026

PIOGGIA DI APRILE – Luigi Pirandello

Attoniti, nidi

nuovi, sui vecchi tetti

guardano gli uccelletti,

mettendo acuti gridi,

cadere l’invocata

pioggia di mezzo aprile.

Tu dietro la vetrata,

dalla finestra bassa

come loro guardi e ridi.

È nuvola che passa.


giovedì 19 febbraio 2026

MATTINO - di Federico Garcia Lorca

E la canzone dell’acqua

è una cosa eterna.

È la linfa profonda

che fa maturare i campi.

È sangue di poeti

che lasciano smarrire

le loro anime neri sentieri

della natura.

Che armonia spande

sgorgando dalla roccia!

Si abbandona agli uomini

con le sue dolci cadenze

Il mattino è chiaro.

I focolari fumano

e il fiumi sono braccia

che alzano la nebbia.

Ascoltate i romances

dell’acqua tra i pioppi.

Sono uccelli senz’ala

sperduti nell’erba!

Gli alberi che cantano

si spezzano e seccano.

E diventano pianure

le montagne serene.

Ma la canzone dell’acqua


giovedì 15 gennaio 2026

CANTO DI PLUTONIO – Anne Waldman

vaffanculo, plutonio

ti amiamo 

ti odiamo 

saremo tutti luminescenti per un quarto di milione di anni

denti luminescenti

biancheria luminescente

parole su pagine luminescenti

microfilm  luminescenti

unghie e nocche luminescenti 

caviglie disperate e gonne luminescenti

nubi temporalesche luminescenti

radici di capelli luminescenti

lobi dorati per sentirti meglio

sopracciglia luminescenti

narici dilatate luminescenti

clavicole luminescenti

spine dorsali luminescenti 

toraci luminescenti 

vagine che ondeggiano luminescenti

fianchi luminescenti

capillari luminescenti

ah, la terza lombare luminescente di dolore

il pube luminescente

povero triste pube di mostro reincarnato per un quarto di milione di anni

 

giovedì 11 dicembre 2025

SPARTACUS - Virgilia d'Andrea

Amate, disse, quest'amor   profondo 

Che  mi  disseta e  si disserra al sole... 

S'agita  e pensa e si rinnova il mondo, 

Pulsano  ai venti magiche   parole. 


E passa e  avvince la ribelle  fiamma 

Arco di  volo  e fulgido pensiero, 

Avanti,  avanti... arride l'orifiamma, 

Risplende, in alto, di bellezza fiero. 


E i caldi cuori pugnalati e franti 

Alle porte del  sogno, un di  saranno 

Ali azzurrate,  che ai ribelli canti, 

In folgori e  tempeste sorgeranno. 


...E mentre  nella mischia  agonizzava 

Gli  arrise attorno un'alba di splendore... 

L'essere grande  alfin si tramutava 

In sole, in luce, in palpito d'amore. 


O sole, o  luce, o scintillante aurora, 

Impeto  ardito di possente frana, 

Al  puro raggio  l'anima  s'indora 

E  sarà vita di grandezza umana. 


"Virgilia d'Andrea, poetessa dell'anarchia, degna di prendere il posto che lasciò vuoto il nostro Pietro Gori, scrive e canta perché sente e vuole, e perciò riesce più vera e più efficace di tanti poeti maggiori. Ella si serve della letteratura come di un'arma; e nel folto della battaglia, in mezzo alla folla ed in faccia al nemico, o da una tetra cella di prigione, o da un rifugio amico che alla prigione la sottrae, lancia i suoi versi come una sfida ai prepotenti, uno sprone agli ignavi, un  incoraggiamento ai compagni di lotta." (Roma - Aprile 1922, Errico Malatesta) 


giovedì 20 novembre 2025

LA CANZONE D’AUTUNNO - Paul Verlaine

I lunghi singulti

dei violini

d’autunno

mi lacerano il cuore

d’un languore

monotono.


Pieno d’affanno

e stanco, quando

l’ora batte

io mi rammento

remoti giorni

e piango.


E mi abbandono

al triste vento

che mi trasporta

di qua e di là

simile ad una

foglia morta.


giovedì 16 ottobre 2025

LA DISTRUZIONE - Charles Baudelaire

Accanto a me incessantemente s'agita 

il Demonio, e mi gira intorno come 

aria impalpabile; io l'ingoio e sento 

che mi brucia il polmone, e d'un eterno 

desiderio colpevole lo colma. 

A volte, conoscendo l'amor mio 

per l'Arte, mi si mostra sotto forma 

di donna seducente, e con speciosi 

pretesti, comportandosi da ipocrita, 

a filtri infami le mie labbra avvezza. 

In mezzo alle distese solitarie 

e profonde del tedio egli mi guida 

ansante e affranto di fatica, lungi 

dallo sguardo di Dio, e dentro agli occhi 

conturbati m'avventa vesti lorde, 

ferite aperte e tutto il sanguinoso 

triste apparato della Distruzione!




giovedì 18 settembre 2025

Se io dovrò morire - Rifaat al-Areer

 Rifaat al-Areer, scrittore e docente universitario di Letteratura, che così scriveva pochi giorni prima che un bombardamento israeliano mettesse fine alla sua vita a Khan Younis, il 7 dicembre 2023:

Se io dovrò morire,

tu dovrai vivere

per raccontare la mia storia

vendere le mie cose

comprare un pezzo di stoffa

e qualche filo

(magari bianco con una lunga coda)

così che un bimbo, da qualche parte a Gaza

mentre fissa il cielo

in attesa di suo padre

– morto all’improvviso senza dire addio

a nessuno

né alla sua pelle

né a se stesso –

veda il mio aquilone

quello che tu hai costruito

volare alto

e pensare, per un attimo, che sia un angelo

a riportare amore.

Se io dovrò morire,

che porti allora una speranza

che la mia fine sia un racconto.

giovedì 10 luglio 2025

IL CIELO È DI TUTTI - Gianni Rodari

Qualcuno che la sa lunga

mi spieghi questo mistero:

il cielo è di tutti gli occhi

di ogni occhio è il cielo intero.

È mio, quando lo guardo.

È del vecchio, del bambino,

del re, dell’ortolano,

del poeta, dello spazzino.

Non c’è povero tanto povero

che non ne sia il padrone.

Il coniglio spaurito

ne ha quanto il leone.

Il cielo è di tutti gli occhi,

ed ogni occhio, se vuole,

si prende la luna intera,

le stelle comete, il sole.

Ogni occhio si prende ogni cosa

e non manca mai niente:

chi guarda il cielo per ultimo

non lo trova meno splendente.

Spiegatemi voi dunque,

in prosa od in versetti,

perché il cielo è uno solo

e la terra è tutta a pezzetti.


giovedì 19 giugno 2025

VI È UN PIACERE NEI BOSCHI INESPLORATI - George Gordon Byron

Vi è un piacere nei boschi inesplorati

e un’estasi nelle spiagge deserte,

vi è una compagnia che nessuno può turbare

presso il mare profondo,

e una musica nel suo ruggito;

non amo meno l’uomo ma di più la natura

dopo questi colloqui dove fuggo

da quel che sono o prima sono stato

per confondermi con l’universo e lì sentire

ciò che mai posso esprimere

né del tutto celare.



giovedì 8 maggio 2025

CALENDIMAGGIO - Giovanni Pascoli

Ben venga Maggio

e il gonfalon selvaggio!

Ma è una selva che si svelle,

la selva che da sè si schianta!

E viene, e seco ha le procelle

che l’hanno nell’inverno affranta,

e viene e canta

                    il gonfalon selvaggio!


Ben venga con la sua grande ombra

e col grande urlo dei torrenti!

È vivo il gonfalon che ingombra

la terra e si svincola ai venti;

ed ai dormenti

                    annunzia: È Maggio! È Maggio!


Ben venga Maggio

e il gonfalon selvaggio!

S’avanza sotto il cielo azzurro

il verde bosco che s’è mosso;

ha dentro un cupo suo sussurro,

ha dentro un rauco fiato grosso.

È rosso rosso

                    il gonfalon selvaggio!


Ben venga! È gente che sui capi

solleva il ramuscel d’ulivo;

e quel sussurro è ronzìo d’api

seguenti il ramo fuggitivo;

e il rosso vivo

                    è dei rosai di Maggio!


Ben venga Maggio

                    e il gonfalon selvaggio!


giovedì 17 aprile 2025

25 APRILE - Italo Calvino

Forse non farò

cose importanti,

ma la storia

è fatta di piccoli gesti anonimi,

forse domani morirò,

magari prima

di quel tedesco,

ma tutte le cose che farò

prima di morire

e la mia morte stessa

saranno pezzetti di storia,

e tutti i pensieri

che sto facendo adesso

influiscono

sulla mia storia di domani,

sulla storia di domani

del genere umano.



giovedì 20 marzo 2025

MI CHIAMO ANDRÉS. E OVVIAMENTE, HO LA MIA PERSONALITÀ - Andrés Caicedo

L'hai mai provato?

Ti è mai capitato di ribellarti a chi sei veramente?

O meglio, come vorresti essere?

Io sono o dall'alto verso il basso o dal basso verso l'alto. E magro in ogni direzione

Piedi o scarpe 41.

Capelli castani lisci, o meglio ancora piedi 41 e un'unghia del piede grande

gigante.

La fronte è proprio come quella che passa, è brutta e mi fa prudere l'occhio.

Gambe nel momento in cui cadono le gocce di acqua calda su di loro

Chiunque può vedere le mie sopracciglia mentre le spazzolo.

denti.

Oppure ancora meglio potremmo continuare qui sotto:

Le mie ginocchia sono come quando ho sbattuto contro un palo della luce.

E sono stato circonciso.

Il naso nel momento in cui si ricordano i bei vecchi tempi.

Lo stomaco come quella volta che ci ho messo sopra sei valigie

E apparve mia sorella.

Le braccia nel momento in cui sono sull'autobus e mi rendo conto che

Quello di Flores mi sta guardando.

Oppure potrebbero essere le mani quando ho litigato con Abdul.

E gli occhi nel modo in cui la lesbica mi guardava mentre ballavamo

a tutto gas.

O meglio, il cumbamba quando mi ci sono sbattuto dentro...

da destra a sinistra.

La sua bocca dopo aver baciato María Elena nel suo garage.

Tutto questo e tutto il resto che si sarebbe potuto fare, ma non è stato fatto...

Amen.



giovedì 20 febbraio 2025

NUVOLE SOPRA LA MIA CASA di Nima Yushij

Nuvole sopra la mia casa

nuvole sul mondo intero.

Dallo stretto passo precipita

un vento che porta distruzione, tristezza e torpore.

il mondo intero è desolato

come i miei sensi.

O suonatore di flauto

che hai perso la strada rapito dalla tua melodia,

dove sei?

Ci sono nuvole sopra la mia casa,

nuvole sul punto di piangere.

Nel ricordo dei giorni luminosi scivolati tra le mie dita

mi appare il sole sulla soglia dell’oceano

ma il mondo intero è rattristato e flagellato dal vento

e sulla strada il suonatore continua suonare il suo flauto,

lungo è ancora il cammino davanti a lui

in questo mondo sotto una coltre di nuvole.

 

Nima Yushij, nacque nel novembre del 1897. Fu un poeta iraniano considerato contemporaneo e padre/fondatore della poesia nuova persiana.


giovedì 16 gennaio 2025

CIÒ CHE VERRÀ - Michael Strunge

Ciò che verrà

sono monti in fiamme di voglia di vivere

e uccelli che canteranno con voce sottile e forte

la resurrezione della terra.

Ciò che verrà

sono tuoni di voci

gridate sugli abissi della città, un tempo grondanti veleno,

con la forza del ronzio di tutti i sensi:


«Noi conquistiamo di nuovo il nostro pianeta

rompiamo le immagini di noi nei rigidi elaboratori elettronici

di cemento.

Siamo il nuovo popolo

cantiamo le nostre anime

cosicché la mediocrità degli ingannatori e dei potenti

finirà in pezzi e in angoscia.

Noi siamo la nuova chiarezza

conquistata nella lotta contro le macchine

noi siamo la nuova forza creativa

che crea bellezza ed eternità

dalle rovine del vecchio

nella tecnologia, nella natura

nella scienza, nell’arte

nell’accordo…

(nella città, nello spazio!)»


Ciò che verrà

sono vittoria e saggezza

conquistate col canto del bambino

sul segnale elettrico del fiore.


Ciò che verrà

è il nuovo/vecchio

l’estraneo/evidente/sconosciuto

la consapevolezza della coesione del tutto

trovata nell’amicizia e nelle parole

tra le stelle e il popolo del mondo.


giovedì 12 dicembre 2024

ERBA - Carl Sandburg

Ammucchiate i cadaveri ad Austerlitz e Waterloo.  

Copriteli di Terra e lasciatemi lavorare

 

Io sono l'erba; ricopro tutto. 


E ammucchiateli in alto a Gettysburg

E accumulateli a Ypres e Verdun.


Metteteli sotto terra e lasciatemi fare il mio lavoro.


Due anni, dieci anni, e i passeggeri chiederanno al conducente: 

Che posto è questo? 

Dove siamo ora?   


Io sono l'erba. 

Lasciatemi lavorare.


giovedì 21 novembre 2024

PENSA AGLI ALTRI - Mahmoud Darwish

Mentre prepari la tua colazione, pensa agli altri,

non dimenticare il cibo delle colombe.

Mentre fai le tue guerre, pensa agli altri,

non dimenticare coloro che chiedono la pace.

Mentre paghi la bolletta dell’acqua, pensa agli altri,

coloro che mungono le nuvole.

Mentre stai per tornare a casa, casa tua, pensa agli altri,

non dimenticare i popoli delle tende.

Mentre dormi contando i pianeti , pensa agli altri,

coloro che non trovano un posto dove dormire.

Mentre liberi te stesso con le metafore, pensa agli altri,

coloro che hanno perso il diritto di esprimersi.

Mentre pensi agli altri, quelli lontani, pensa a te stesso,

e dì: "magari fossi una candela in mezzo al buio".


Mahmoud Darwish, scrittore palestinese considerato tra i maggiori poeti del mondo arabo, ha raccontato l’orrore della guerra, dell’oppressione, dell’esilio (al-Birwa, suo villaggio natale, è stato distrutto dalle truppe israeliane durante la Nakba e ora non esiste più, né fisicamente né sulle cartine geografiche)