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Visualizzazione post con etichetta punk. Mostra tutti i post
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giovedì 21 giugno 2018

NON POSSO SOPPORTARE Wretched

Per te non c'è lavoro se non ti sottometti
per te non ci sono spazi se non sei inquadrato
per te non c'è futuro se vuoi vivere la tua vita
se ti rifiuti di subire c'è solo repressione
Se vuoi vivere non devi pensare
se vuoi vivere devi solo obbedire
Ma questo prezzo è troppo alto
non lo posso sopportare
La logica di questo sistema ti porta all'autodistruzione
ribellati non morire non fare il loro gioco
Credi in quello che pensi rifiuta le loro illusioni
Esprimi la tua energia contro quello che e' sbagliato
Se vuoi vivere non devi pensare
se vuoi vivere devi obbedire
Ma questo prezzo è troppo alto 
non lo posso sopportare! 

giovedì 24 agosto 2017

DISTRUTTORE Nerorgasmo

Cultura educazione morale religione 
Nella mia testa non ci sono più 
La mia vita non e' piena di quelle stronzate
Che insegnano ogni giorno alla TV
Io non sento più ragioni 
Me ne frego di parlarne
Odio tutti voi e quelli come voi
Non saranno i contentini a placare la mia rabbia
Non saranno i soldi a farmi stare bene in gabbia
Cantanti attori e divi mi fanno vomitare
Piscio sopra i vostra eroi
Io rido quando dite che cazzo devo fare
Che cosa devo essere per voi
Io non sento più ragioni
Me ne frego di parlarne
Odio tutti voi e quelli come voi
Marcirei tranquillo dopo l'ultima battaglia
Se i vermi brulicanti mangiassero anche voi
Io non sento più ragioni
Me ne frego di parlarne
Odio tutti voi e quelli come voi
Non pensiate che io scherzi se non e' gia' successo prima
Chiamate il 113 che l'ora e' gia' vicina
E' ora

giovedì 19 febbraio 2015

ANGOSCIA – Kollettivo

Quando messi al muro da un’assurda logica di giudizio
Quando messi al muro da una schifosa potestà accusatrice
Quando c’è ancora chi specula sulla malinconia
Una massa di infami mi vuole togliere l’anima
Una massa di bastardi mi detta i miei diritti
Una massa di dementi applaude al boia di tutti
Aspettando un’altra tempesta di condanne e di doveri
Poche illusioni ormai ed anche ad alto prezzo
Con la testa spaccata sotto il televisore
Con le mani schiacciate sotto il trono di un potere
Un pensiero fulmineo, pochi amici, una ragione
Vino, birra, grida, urla, protesta, ribellione
Come dentro una morsa d’acciaio che dà morte lenta
Un tumulto di sentimenti guida la mia sensibilità
E il mio occhio infuocato veloce nel silenzio
Che sprizza lacrime di rabbia sopra il cemento
Il mio cuore squarciato, la mia mente bollente
Ma i miei nervi accesi sopra la confusione
Tutto grida in me: “voglio il crollo dei vostri concetti”

giovedì 26 maggio 2011

NUOVO PUNK STORY

La trama di Nuovo Punk Story è molto semplice. Peggy Gravel un' isterica dell' alta borghesia viene rilasciata da un ospedale psichiatrico per finire a tormentare il suo goffo marito e maltrattare i suoi bambini terrorizzati. La sua cameriera di 180 chili, Grizelda, sua complice, uccide il marito di Peggy sedendosi sopra e schiacciandolo. Peggy e Grizelda abbandonano Baltimora ma vengono fatte prigioniere da un poliziotto in motocicletta fuori di testa, feticista di biancheria intima, che parla loro di Mortville, una città fantastica dove i criminali possono esistere a patto che si sottomettano alle umilianti condizioni di vita imposte dalla tirannica regina Carlotta, adoratrice di Idi Amin, e dalla sua banda di sicari prezzolati.
Arrivate a Mortville per ottenere l'amnistia dal crimine, Peggy e Grizelda affittano una camera da Mole McHenry, una lottatrice di wrestling ultramascolina, e dalla sua fidanzata cinquantenne, Muffy StoJacques, una assassina ossessionata dal sesso, accusata di aver soffocato la sua babysitter spingendole la faccia dentro a una ciotola di cibo per cani. Nel frattempo, la malvagia regina Carlotta, va su tutte le furie per cercare di impedire alla figlia ribelle, la principessa Coo-Coo, di avere una storia d'amore con Herbert, un custode del campo nudista del luogo. Dopo che Grizelda viene uccisa durante una lotta di karaté con i sicari fascisti, Peggy, presa dal panico, passa dalla parte della regina. Sperando di ottenere potere politico, si unisce alla regina nel folle progetto di infettare di rabbia tutti gli abitanti di Mortville.
Mole vince la lotteria del Maryland e quindi fugge di nascosto verso Baltimora per comprare dei fucili e cambiare sesso. Al suo ritorno Muffy e le altre donne di Mortville progettano un colpo di stato, salgono al potete, cucinano e mangiano la regina e trasformano Mortville, da quel buco infernale che era, in una vera città americana.
I film di Waters sono grottesche «soap opera», farse non rassicuranti che provocano il riso e l'imbarazzo. Miscugli satirici di violenza e di pornografia che mettono in tensione e cercano il disagio dello spettatore. Sono film di un orrore ridanciano che costringe il pubblico a scegliere una reazione: di piacere o di disgusto, di voyeurismo allo stato puro o di fuga o di rabbia. Waters non cerca consensi unanimi, getta in faccia al pubblico i suoi escrementi, i suoi sputi, i suoi vomiti. Irride con le sue provocazioni e le sue scorie. Il suo cinema è, senza doppi sensi e ammiccamenti intellettuali, spazzatura.
Dai film di lohn Waters si può ricavare uno spaccato di provincia americana, dell'immaginario e dei valori che essa produce. Waters riprende e ribalta tutte le convenzioni del perbenismo americano, i «valori» della middle class: la Famiglia, la Religione, il Mito del Buon Vicinato, la Normalità della provincia e della comunità.
In mano a John, la famiglia diventa una fucina di follia e di perversione, la religione un oggetto di scherno, il «prossimo» un nemico da eliminare, la normalità una galleria di orrori.

martedì 22 marzo 2011

PUNX TORINO LE ORIGINI

Le prime iniziative del nostro sparuto gruppo di punks anarchici torinesi partono dall’esigenza di farci sentire, di far sapere che esiste la voglia di essere “contro”, la voglia di comunicare/urlare, vestirsi fuori da tutti gli schemi conosciuti, pur rendendoci conto dei limiti che il punk stesso ha in se.
 Il primo volantino “ufficiale” risale al Marzo 82, distribuito ad un concerto dei Tuxedomoon, contro i prezzi elevati dei concerti, ma soprattutto per “pubblicizzare” che i punks vogliono un posto, uno spazio autogestito. La nostra non era una proposta speranzosa o una speranza ingenua; sappiamo benissimo di non essere in grado di occupare qualche locale, ma l’importante è che la gente smettesse di pensare ai punks come fascistelli, dementi o altro. In quel periodo la scena punks era molto eterogenea e non era facile unire le esigenze di tutti. Si gestiva la discoteca per una sera la settimana, ci si trovava in giro, ma si aveva l’esigenza ormai di avere un locale, un posto dove trovarci. La sede anarchica di via Ravenna era l’unica situazione disponibile che non ci facesse sentire “quelli che bisogna capire perché forse anche il punk ha qualche cosa di buono”.
Cominciamo a trovarci tutte le settimane e alla fine del maggio 82 riusciamo ad organizzare il primo concerto autogestito “CONTRO LA DISPERAZIONE URBANA”, in un centro d’incontro a Torino. Fu questo il primo momento di comunicazione, la prima grossa uscita del punk politico nella nostra città, con una discreta affluenza di pubblico. Fu anche un momento molto importante all’interno del nascente collettivo per prendere le distanze da chi il punk lo viveva esclusivamente in un modo musicale o come nuova moda. Le discussioni tra noi non mancavano e non è stato affatto facile raggiungere la compattezza che c’è ora. Veniamo da esperienze molto diverse e quasi nessuno da esperienze politiche precedenti.
Da allora le cose sono andate sempre meglio; sono stati organizzati cinque concerti autogestiti in meno di un anno che oltre a quello già citato, sono: “Punk oltre la musica” (19/9), “Punk contro Comiso” (12/11), “Concerto per l’Autogestione” (febbraio 83),”Contro il monopolio delle case discografiche”(23/4/83) e inoltre qualche fanzine (anche se nessuna ha avuto purtroppo seguito), alcuni demo-tapes, e una serie di volantini distribuiti per evitare di ghettizzarci, che vanno da una critica pubblica a Radio Flash ad una protesta contro l’aumento del biglietto ATM.
Attualmente il collettivo sta crescendo notevolmente, riuscendo a riunirci settimanalmente, non solo noi di Torino, ma anche dei punks che vivono nell’hinterland.
L’ultima iniziativa è stata la creazione di una etichetta indipendente, la “CONTROPRODUZIONI” per la quale è già uscito il primo disco di un gruppo di Torino, chiaramente facente parte del collettivo PUNX. I soldi per la realizzazione del disco sono stati presi in gran parte dai concerti organizzati in precedenza, mentre il resto del gruppo stesso che ha inciso. Con il ricavato della vendita verrà finanziato il prossimo disco che verrà prodotto… e così via.
Abbiamo gusti, modi di essere, di suonare, di vivere giustamente diversi, ma questo non disturba molto. Non ci interessa far rinascere un “movimento”, ma di reagire, ognuno in modo strettamente personale, alla repressione fisica e psichica che ci perseguita anche al cesso.
(Archivio Bodos, 1983 )