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giovedì 6 agosto 2020

Alle origini dell'anarchia parte prima


1525 
All'interno del movimento riformatore messo in moto in Germania dalla predicazione di Martin Lutero contro la chiesa romana, ma contro gli sviluppi aristocratici del luteranesimo   stesso, si organizza la rivolta dei contadini tedeschi. Mentre Lutero si lega all'elettore di Sassonia. Miinzer scrive:«Quando il popolo si libererà il dottor Lutero sarà come una volpe  presa in trappola Guidati  da Thomas Miinzer  gli anabattisti rivendicano, oltre a una religiosità più democratica (diritto di elezione e di rimozione dei propri pastori), l'eguaglianza sociale, la comunità delle terre e una nuova società. Miinzer vede nel movimento dei contadini lo strumento di una lotta che affranchi l'umanità dai rapporti feudali sul piano della libertà religiosa, della libertà economica. della libertà sociale. La rivolta viene sconfitta dai principi tedeschi aizzati da Lutero e Nliinzer è assassinato, ma le istanze del movimento troveranno una prima attuazione dieci anni dopo nella comunità di Miinster con l'abolizione del denaro, della proprietà privata e della monogamia. 
1646-49 
L'ala sinistra dell'esercito di Cromwell riprende. nel corso della prima rivoluzione inglese contro la monarchia assoluta, le istanze delle sette anabattiste e libertarie che si richiamavano a Miinzer. I capi del partito livellatore, John Lilbume, Richard Overton, William  Walwyn, e più ancora  Gerrard Winstanley portavoce dei veri livellatori. i Diggers (Zappatori), si  ispirano a una concezione comunistica-cristiana che supera il campo religioso e si pone come discorso sui diritti dell'uomo. 
1649 
Mentre i Levellers col patto del popolo (stampato il primo maggio) si muovono nell'ambito di un limitato e contraddittorio democraticismo, i Diggers portano fino in fondo egualitarismo giuridico sostenuto inizialmente dai Levellers stessi. Gli zappatori vogliono l'abolizione della proprietà privata della terra e la restaurazione del possesso comune. Essi  non rappresentano soltanto il disagio dei contadini poveri di fronte alla trasformazione del modo di produzione agricolo che si sta verificando in quel periodo in Inghilterra (espropriazione delle terre comunali in seguito alla recinzione dei fondi, detta enclosure), ma  giungono a individuare il rapporto che intercorre tra  proprietà della terra e mnittura  oppressiva della società (istituzioni giuridiche, amministrative. religiose). 

giovedì 27 febbraio 2020

Diggers, una combriccola composta da cavalieri psichedelici

Nella baia di San Francisco nella seconda metà degli anni Sessanta esplode la più grande rivolta che gli Stati Uniti d’America hanno vissuto nel xx secolo. Una rivolta contro il militarismo, contro le discriminazioni razziali, contro quelle sessuali, contro un modello di vita votato all’accumulazione di denaro e informato su valori disumanizzanti. A portarla avanti è una generazione – quella dei ventenni – che rappresenta il 40% dell’intera popolazione degli Stati uniti, che non ne vuole sapere di guerre, di competizione, di discriminazione razziali, che sta provando nella pratica quotidiana a ribaltare questi valori sostituendoli con altri. I baby-boomer Statunitensi tesseranno la loro rivolta sul territorio dello Stato più ricco del paese, la California, tracciando la strada per tutte le rivolte degli anni sessanta in Europa. A contribuire a questo cambiamento partecipano artisti di ogni settore compresi gli attori e in particolare quelli che praticano il teatro di strada. E’ in quest’ambito che nascono i Diggers. Una combriccola composta da cavalieri psichedelici, da ladri visionari e da utopisti pratici, autoproclamatisi difensori del Santo Crocicchio di San Francisco dall'assalto delle forze congiunte di polizia, pubblicitari, mafiosi e turisti. Imitando spavaldamente Robin Hood, trasformarono  dal '66 al '69 Haight Ashbury in una succursale della foresta di Nottingham, proclamando senza appello la fine del danaro e il diritto d'ognuno ad accedere ad una vita libera. Per metterla in politica sono un gruppo di libertari ed anarchici che teorizzano città libere, praticano la gratuità, il rifiuto della proprietà, della competizione, dell’omologazione ai valori dello stato più ricco del mondo.Nel breve volgere di qualche mese riescono a trasformare la rappresentazione scenica in realtà vissuta, operando il superamento dello spettacolo in vita vissuta. La città non è più solo un palcoscenico su cui esibirirsi, ma si trasforma in esperimento concreto del cambiamento sociale auspicato da questi rivoluzionari. Ad Haight Ashbury, un quartiere di san Francisco, la critica scenica alla proprietà si trasforma in gratuità reale e diffusa all’intero quartiere, quella ai valori discriminatori in pratiche di condivisione e reciprocità.

giovedì 30 marzo 2017

Essere squatter nel 1600

Il più antico esempio conosciuto nel mondo di azione anarchica politicamente consapevole risale ai fatti dell’aprile 1649, quando Gerrard Winstanley e una quarantina di altri coloni hanno costituito una comunità agricola proto-anarchica sulla terra comune e incolta a St George’s Hill, nel Surrey (dove adesso c’è una struttura abitativa privata molto esclusiva). Erano i cosiddetti Diggers (Dissodatori), il più radicale dei gruppi rivoluzionari emersi all’epoca delle guerre civili inglesi verso la metà del diciassettesimo secolo, la loro intenzione dichiarata era «lavorare nella giustizia e porre le fondamenta per fare della terra un tesoro comune per tutti». Il film Winstanley, girato nel 1975 da Kevin Brownlow e Andrew Mollo, ha ricreato meticolosamente gli avvenimenti di St George’s Hill e, pur senza parteggiare apertamente a favore dello spirito anarchico che ispirava il movimento, mette in evidenza le connessioni con il comunismo libertario presenti nei pamphlet di Winstanley e nell’azione diretta dei Diggers.
Winstanley, dopo un tentativo fallito di succedere a suo padre come mercante di tessuti, diventava un bracciante e un pensatore radicale, e i suoi scritti rivelano le intenzioni sovversive dei Diggers a St. George’s Hill. Erano solo degli squatter senza terra, eppure mentre ripulivano e concimavano il terreno comune, piantando ortaggi, intendevano coscientemente stabilire la possibilità di vivere in un modo diverso, alternativo. In quello stesso anno Winstanley manifestava questa consapevolezza della sfida che avevano accettato. La libertà, scriveva, «è la forza umana che rovescerà il mondo, quindi non è motivo di meraviglia che abbia dei nemici». Nel Trae Levellers’ Standard sosteneva che l’intrinseca capacità del popolo di ragionare e organizzare la propria vita rende inutile un controllo esterno e il bisogno di «correre in giro appresso a ogni maestro o padrone a esso estraneo». La sottomissione a un’autorità imposta è dannosa oltre che non necessaria, perché «il potere di comandare e insegnare ostacola lo spirito di pace e libertà, dapprima all’interno dei nostri cuori, riempiendoli della servile paura degli altri, e poi all’esterno di essi, sottomettendo i corpi così che siano imprigionati, puniti e oppressi dal potere esterno di un altro». La comunità di St. George’s Hill si era costituita per mostrare come il popolo, per vivere, non avesse necessità del governo di uno Stato con il suo potere di coercizione, sperando di attrarre altri aderenti e crescere in numero e influenza. Insieme allo Stato e al suo apparato, era anche rifiutata l’idea corruttrice della proprietà privata. Che ogni uomo possa dire il suo volere, [perché] fintanto che i Governanti decideranno loro sulla Terra, trattenendo per sé questa particolare proprietà del Mio e del Tuo, mai la gente comune avrà la sua libertà, né mai la Terra sarà libera da guai, oppressioni e recriminazioni.


venerdì 24 giugno 2016

I Diggers contro la compra e la vendita

Quando gli uomini cominciarono a comprare e a vendere, persero la loro innocenza, poiché allora iniziarono ad opprimersi e a frodarsi a vicenda dei diritti che spettavano loro per nascita. Prendiamo quest`esempio: se la terra appartiene a tre persone, e due la comprano e la vendono, alla terza che rifiuta di dare il suo consenso è negato il suo diritto, e i discendenti saranno coinvolti in una lite. 
La pratica della compra e vendita pertanto suscitò ed ancor oggi suscita malcontento e guerre che hanno tormentato a sufficienza l'umanità. E le nazioni del mondo non impareranno mai a trasformare le loro spade in vomeri, e le loro lance in falcetti, e non smetteranno di farsi la guerra, finché questo espediente truffaldino di comprare e vendere non sarà gettato via tra i rifiuti del potere regale.
Ma un uomo non potrà mai diventare più ricco di un altro?
Non ce n'è bisogno, poiché la ricchezza rende l'uomo vanaglorioso, orgoglioso, e lo porta ad opprimere i fratelli; ed è causa di guerre.
Nessun uomo può arricchirsi se non grazie al suo lavoro o al lavoro di altri uomini che l'aiutano. Se un uomo non riceve alcun aiuto da parte del vicino, non potrà mai accumulare una proprietà che gli renda centinaia e migliaia all'anno. Se altri uomini l'aiutano nel lavoro, allora quelle ricchezze appartengono ai suoi vicini tanto quanto a lui, poiché sono il frutto delle fatiche altrui oltre che delle proprie.
Tutti i ricchi vivono nell'agiatezza, si nutrono e si vestono grazie al lavoro di altri uomini, non del proprio; ciò è la loro vergogna, non la loro nobiltà. C’è infatti più felicità nel dare che nei ricevere. I ricchi ricevono tutto ciò che possiedono dalle mani del lavoratore, e quando danno, danno il frutto del lavoro altrui, non del proprio. Non agiscono pertanto con giustizia. (Gerard Winstanley 1651)