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giovedì 4 gennaio 2024

L’Anarchia nel XX secolo – parte I

1901

25 maggio - Per ispirazione dell'anarchico italiano Pietro Gori, viene  fondata la Federación Obrera Regional Argentina, che conta ben presto 250.000 aderenti. Dal 1902 al 1909 la FORA condurrà una lunga campagna di scioperi generali contro i padroni e contro la legislazione anti-operaia. Settembre- Un giovane polacco, Leon Czolgosz, spara contro il presidente degli Stati Uniti Mc-Kinley e lo uccide. Al processo Czolgosz si dichiara anarchico e si comporta con dignità; ma un giornale libertario di Chicago, Free Society, poco tempo prima lo aveva denunciato come spia. La polizia cerca invano di coinvolgere gli  anarchici più noti, come Emma Goldman che viene duramente percossa al fine di farle confessare una complicità col polacco. 

1903 

12 luglio - Pasquale e Zelmira Binazzi fanno uscire a La Spezia "Il Libertario". 

1904 

Nascita a Barcellona di Solidaridad Obrera, organizzazione sindacale di tendenza rivoluzionaria, che nel 1910 contribuirà alla fondazione della Confederación Nacional del Trabajo (CNT) de Espana, di ispirazione anarco-sindacalista. Giugno - Fondazione, ad Amsterdam, dell'Alleanza internazionale antimilitarista (II Internazionale). 16-20 settembre - Sciopero generale in Italia a carattere insurrezionale. 

1905 

Con la «domenica di sangue» del 9 gennaio inizia la rivoluzione   che si concluderà col colpo di stato zarista del 3 giugno 1907: dissoluzione della seconda Duma [sorta di parlamento], promulgazione di una nuova legge elettorale e nascita dell'autocrazia parlamentare. Giugno - ammutinamento dell'incrociatore Potèmkin. Sciopero generale d'ottobre. 13 ottobre: nascita del primo Soviet, a Pietroburgo; viene  nominato presidente dagli operai rivoluzionari il giovane Lev Trotzki. Dopo il momento culminante, l'insurrezione di Mosca nel dicembre, comincia la lunga fase declinante della prima rivoluzione russa.  Nel Soviet (Consiglio dei Deputati Operai) che in forma spontanea e ancora indeterminata si era già manifestato in gennaio per iniziativa dell'operaio intellettuale anarchico Volin, la classe operaia mette in atto il postulato libertario del «socialismo dal basso», antiburocratico, grazie al quale la gestione del processo rivoluzionario appartiene direttamente al proletariato. 13 aprile

-  Albert "Libertad" pubblica a  Montmartre (Parigi) il primo numero dell'"Anarchie". Il giornale lancia una colletta in favore della madre di Marius Jacob, anarchico individualista e ladro geniale condannato al  processo per non avere chiesto la clemenza dei giudici. Jacob è il modello di Arsène Lupin, gentleman-scassinatore. 27 giugno -  A Chicago, socialisti, marxisti, anarchici e altre componenti di base del movimento operaio americano danno vita all'IWW (Industrial Workers of the World), che si propone di raccogliere in un solo sindacato (One Big Union) tutti i lavoratori, non più secondo il principio del sindacato di mestiere ma come forza autonoma, svincolata dai partiti politici. Forte soprattutto tra i lavoratori migratori (boscaioli) e  unskilled (non specializzati), l'IWW rappresenta con durezza estrema la sfiducia nei metodi dell'American Federation of Labor e la preoccupazione per i recenti fallimenti della Western Federation of Miners. Alla tattica riformista delle trattative l'IWW contrappone la lotta e la partecipazione di massa. Per la strenua azione internazionalista contro la partecipazione alla prima guerra mondiale, i suoi militanti subiranno   una violentissima  persecuzione da parte del governo e del padronato. 


giovedì 16 febbraio 2017

Alexandre Jacob l’anarchico francese

Nell’immaginario della società contemporanea la figura del ladro è stata associata quasi esclusivamente al crimine e più specificamente al reato di appropriazione indebita. Il ladro è l’usurpatore di beni che non gli appartengono, colui che contro la legge sottrae un bene mobile in danno del suo legittimo proprietario. Ma non è stato sempre o necessariamente così, almeno non per Alexandre Jacob, l’anarchico francese che ha fatto del furto uno strumento per dare dignità a tutti coloro che la società dell’opulenza aveva negato, mettendoli al margine e privandoli dei mezzi per il semplice sostentamento, riducendoli alla miseria e derubandoli secondo Jacob stesso.
Alexandre Marius Jacob nasce a Marsiglia nel settembre del 1879 da una famiglia umile, il padre marinaio di professione li trasmette da subito la passione per i viaggi e le avventure, a 11 anni si imbarca come mozzo sul bastimento Thibet, a 13 si ritrova in Australia dove impara l’inglese e per fame anche a rubare. Qualche anno dopo parte da Sidney con una baleniera che subito dopo si rivela una nave pirata, il cui equipaggio assalta mercantili uccidendo chi oppone resistenza. Al primo scalo scappa e rientra a Marsiglia. Jacob ancora giovane comincia ad interessarsi al pensiero anarchico, legge Proudhon, Kropotkin, Reclus, Malatesta, avvicinandosi così ai circoli anarchici e operai francesi. A 20 anni convinto definitivamente dell’ingiustizia del mondo dichiara la sua personale guerra alla società borghese, e con alcuni suoi compagni fonda il gruppo Les travailleurs de la nuit (I lavoratori della notte). In soli tre anni, dal 1900 al 1903 Jacob e la sua banda mettono a segno oltre 150 colpi, tra furti e rapine. La banda colpisce in particolar modo baroni, industriali, banchieri, sfruttatori delle classi meno abbienti e i proventi vengono utilizzati per finanziare i circoli anarchici e operai, i disoccupati, gli emarginati. Jacob era un ladro con le sue illusioni egualitarie. Un anarchico con i suoi sogni, ma con una particolarità: "quest’uomo, insieme ai suoi compagni apriva veramente le casseforti dei ricchi e con questo semplice fatto dimostrava realizzabile un attacco, sia pure parziale, alla ricchezza sociale”. Jacob oltre ad essere un vero artista del furto, sperimentando nuove tecniche, nuovi travestimenti e compiendo azioni a dir poco spettacolari, proponeva sottraendo ai ricchi una nuovo modello di lotta politica. Un’azione diretta contro l’avidità umana e le ingiustizie sociali da essa generate, un’azione però che risparmiava chi avesse una qualche utilità sociale. Non è un caso che tra le sue vittime non comparissero mai medici, insegnanti o scrittori: le persone utili alla società non devono essere derubate, ripeteva ai suoi, i nostri obbiettivi sono immancabilmente i pasciuti parassiti che questa società dissanguano e depredano.
Dopo centinaia di imprese rocambolesche e furti leggendari, - togliere ai ricchi per dare ai poveri - nel 1903 Jacob e la sua banda vengono arrestati.

giovedì 22 settembre 2016

IL FURTO di Alexandre Marius Jacob

Il popolo ha paura, voi dite. Noi lo governiamo con il terrore della repressione; se grida, lo gettiamo in prigione; se brontola, lo deportiamo, se si agita lo ghigliottiniamo. Cattivo calcolo, signore, mi creda. Le pene che infiggete non sono un rimedio contro gli atti della rivolta. La repressione invece di essere un rimedio, un palliativo, non fa altro che aggravare il male. Le misure coercitive non possono che seminare l’odio e la vendetta. E un ciclo fatale. Del resto, fin da quando avete cominciato a tagliare teste, a popolare le prigioni e i penitenziari, avete forse impedito all’odio di manifestarsi? Rispondete! I fatti dimostrano la vostra impotenza. Se mi sono dato al furto non e per guadagno o per amore del denaro, ma per una questione di principio, di diritto. Preferisco conservare la mia liberta, la mia indipendenza, la mia dignita di uomo, invece di farmi l'artefice della fortuna del mio padrone. In termini più crudi, senza eufemismi, preferisco essere ladro che essere derubato.
Certo anch’io condanno il fatto che un uomo s’impadronisca violentemente e con l’astuzia del furto dell’altrui lavoro. Ma e proprio per questo che ho fatto guerra ai ricchi, ladri dei beni dei poveri. Anch’io sarei felice di vivere in una società dove ogni furto sarebbe impossibile. Non approvo il furto, e l’ho impiegato soltanto come mezzo di rivolta per combattere il piu iniquo di tutti i furti: la proprietà individuale.
Per eliminare un effetto, bisogna, preventivamente, distruggere la causa. Se esiste il furto e perché tutto appartiene solamente a qualcuno. La lotta scomparirà solo quando gli uomini metteranno in comune gioie e pene, lavori e ricchezze, quando tutto apparterrà a tutti.