Bodo’s Project è un progetto di comunicazione “altra” per la creazione e la circolazione di scritti, foto e di video geneticamente sovversivi. La critica radicale per azzerare la società della merce; la decrescita, il primitivismo, la solidarietà per contrastare ogni forma di privatizzazione iniziando dall’acqua. Il piacere e la gioia di costruire una società dove tutti siano liberi ed uguali.
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venerdì 1 maggio 2026
lunedì 1 maggio 2023
Inno del Primo Maggio
Come accadde a gran parte dei canti sociali, proprio la melodia del Va pensiero, così nota e amata, fu scelta da Pietro Gori per comporre il suo Inno del Primo Maggio, un canto ormai praticamente dimenticato, ma che per decenni fu uno fra quelli più conosciuti ed eseguiti, presente non solo nei canzonieri anarchici, ma anche in quelli socialisti e comunisti. Pietro Gori lo scrisse nel 1892, rinchiuso nel carcere di S. Vittore, “... per ingannare la solitudine durante una delle molteplici prigionie preventive da me subite all’avvicinarsi del mese sobillatore degli animi e delle cose...”. Il canto era inserito in un bozzetto drammatico in un atto dal titolo Primo Maggio ed eseguito alla fine del Prologo da un coro. Questo bozzetto fu rappresentato sulle scene delle città toccate da Gori durante un suo viaggio negli Stati Uniti tra il 1895 e il 1896, ottenendo un tale successo che la messa in scena si trasferì anche in Italia. La prima esecuzione conosciuta risale al 1897, a Torino, alla Barriera di Lanzo. Sempre dall’ambiente operistico derivano altri due canti sul primo maggio: Primo maggio di Ernesto Maiocchi sulle musiche dell’Ernani e il Coro del primomaggio di Cesare Airoldi, sempre sull’aria del Va pensiero. L’Inno del Primo Maggio di Pietro Gori non solo conserva l’impianto musicale del Nabucco, ma anche il lessico presenta una chiara influenza dal melodramma: il linguaggio è aulico, ricco di termini retorici e immagini magniloquenti, ma ben connesso all’andamento musicale. Come quando la melodia si apre a sei voci, con una costruzione di grande efficacia, e il testo s’innesta con il grido di “disertate o falangi di schiavi”. Forte, ancora oggi, di una sua energia e capacità di attrazione.
Vieni, o Maggio t’aspettan le genti
ti salutano i liberi cuori
dolce Pasqua dei lavoratori
vieni e splendi alla gloria del sol.
Squilli un inno di alate speranze
al gran verde che il frutto matura
a la vasta ideal fioritura
in cui freme il lucente avvenir.
Disertate o falangi di schiavi
dai cantieri da l’arse officine
via dai campi su da le marine
tregua tregua all’eterno sudor!
Innalziamo le mani incallite
e sian fascio di forze fecondo
noi vogliamo redimere il mondo
dai tiranni de l’ozio e de l’or.
Giovinezze dolori ideali
primavere dal fascino arcano
verde maggio del genere umano
date ai petti il coraggio e la fè.
Date fiori ai ribelli caduti
collo sguardo rivolto all’aurora
al gagliardo che lotta e lavora
al veggente poeta che muor!
giovedì 28 aprile 2022
Primo Maggio
1 Maggio 1886.
Chicago. Sciopero generale. La polizia spara. Manifestazioni "sediziose" di protesta. Arresti. Cinque anarchici, G. Engel, A. Fischer, L. Lingg, A. Parsons, A. Spies, saranno condannati a morte. In onore dei cinque "martiri" di Chicago, il Primo Maggio verrà dichiarato giorno di Sciopero internazionale.
1 Maggio 1890.
Con l'organizzazione di scioperi in ogni parte del mondo, che testimoniano dell'unità di lotta di tutti gli sfruttati, inizia la serie di annuali manifestazioni di forza del proletariato organizzato. Manifestazioni minacciose, ribelli, cui i padroni rispondevano con la brutalità delle repressioni poliziesche. Lo sciopero periodico del primo maggio fu, per lunghi anni, una solenne ed energica rivendicazione dei diritti dei lavoratori che aveva, oltre alle caratteristiche della lotta di classe, anche "una accesa colorazione antireligiosa ed anticlericale" (Aggiornamenti Sociali, 1956, VI). La gente "per bene", in quel giorno "considerava prudente restarsene tappata in casa". (Civiltà Cattolica, 1892, II).
1 Maggio 1950.
Per la prima volta, in Italia, si festeggia con tutti i crismi della legalità il primo maggio, che è stato dichiarato dalla Repubblica "fondata sul lavoro" festività nazionale (legge 27 maggio 1949). Essa, a questo punto, non è più naturalmente la ricorrenza ribelle, la "festa" degli sfruttati. Essa è, almeno ufficialmente, divenuta una vaga e imprecisata "festa del lavoro". Il primo maggio continua, per forza di inerzia, ad essere per la massa dei lavoratori manuali, la "festa pagana della rivoluzione e del vino". Ma di rivoluzione, grazie agli sforzi congiunti di tutti i partiti e di tutti i sindacati, si parla sempre meno.
1 Maggio 1955.
Il papa "battezza" il primo maggio ed istituisce, per questa data, la festa di S. Giuseppe Lavoratore. Lo sciopero sovversivo dei lavoratori ribelli, la festa repubblicana del lavoro, sono divenuti addirittura una ricorrenza religiosa. Una folla di "aclisti" assiste "commossa" a questo battesimo cristiano del primo maggio. Dichiara un osservatore, cristiano naturalmente, "non si poteva, dinanzi a quella imponente massa di lavoratori... non esprimere il proprio affetto e la propria devozione alla Chiesa, assetata della parola del Papa, non essere presi da un senso di profonda commozione". O da conati di vomito!
1 Maggio 1971.
Così nell'occidente capitalistico e cristiano è finita la ricorrenza scomunicata e rivoluzionaria: il Papa fa discorsi commoventi e amorevoli ai suoi figliuoli lavoratori (che stiano buoni, però, perché "L'Italia sarebbe molto più avanti nel progresso e nell'evoluzione se non ci fossero state idee sovvertitrici che hanno turbato le menti dei lavoratori") - (Paolo VI, 1 maggio 1964); i padroni distribuiscono premi ai loro dipendenti più fedeli... c'è addirittura il "primo maggio tricolore" dei fascisti!... Intanto nei paesi che si proclamano "socialisti" e "proletari" le masse asservite dei lavoratori vengono fatte ammucchiare lungo i viali in cui - macabra parodia di celebrazione del primo maggio - sfilano lunghe parate di carri armati, di missili, di squallidi eserciti che marciano inquadrati, al passo dell'oca, e salutano sulle tribune d'onore i rappresentanti dei nuovi padroni, della nuova classe dirigente... Lo sciopero rivoluzionario è diventato, nelle cerimonie ufficiali dei governanti, dei preti, dei sindacalisti, dei politicanti, una festa reazionaria.
giovedì 30 aprile 2020
CANZONE DEL MAGGIO – Fabrizio De André
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre Millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti.
E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credevi assolti
siete lo stesso coinvolti.
Anche se avete chiuso
le vostre porte sul nostro muso
la notte che le pantere
ci mordevano il sedere
lasciamoci in buonafede
massacrare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c'eravate.
E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le "verità" della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.
E se credente ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.
Il poeta dell’anarchia, Fabrizio Cristiano De André (1940-1999) è un cantore dell’anarchia, uno dei maggiori poeti del ‘900. Tutto è nato quando frequentava il liceo, 1956. Il padre gli porta dalla Francia un disco (78 giri) di Georges Brassens, cantautore anarchico, ed è subito amore per il pensiero libertario che si porterà addosso tutta la vita. Le letture che seguono sono Malatesta, Kropotkin, Stirner.
Gli amici sono Paolo Villaggio, Luigi Tenco, Gino Paoli, l’ansia per una giustizia sociale calpestata lo porterà spesso a scontrarsi con i pregiudizi politici e conformisti del suo tempo. Nell’opera tutta di De André si scorge la sensibilità del dolore e, nel contempo, la coscienza del piacere di essere un viandante del tempo. Un uomo alla “rovescia” che fa della sua anarchia il principio di tutte le disobbedienze dell’anima bella.
lunedì 1 maggio 2017
La rivolta di Haymarket square
La reazione operaia non si fa attendere. Il giorno seguente, 4 maggio, ventimila lavoratori e lavoratrici si ritrovano in Haymarket square, la piazza che normalmente ospitava il mercato delle macchine agricole. Gli anarchici, Spies, Parsons e Fielden, parlano alla folla, in un clima carico di tensione, ad un tratto, uno sconosciuto lanciò un ordigno contro i poliziotti che presidiavano la piazza: uno di loro venne ucciso e fu a questo punto che la polizia iniziò a sparare sulla folla uccidendo alcuni manifestanti e sette poliziotti,
Nei giorni seguenti vengono arrestati gli anarchici che avevano dato forza e coscienza al movimento di lotta: August Spies, Samuel Fielden, Adolph Fischer, George Engel, Michael Schwab, Louis Lingg, Oscar Neebe e Albert Parsons. In buona parte sono lavoratori immigrati dalla Germania.
Il processo inizia il 21 giugno 1886 alla Cooke County. Non c’è nessuna prova a carico degli anarchici; tre di loro erano stati oratori al comizio di Haymarket, altri due non c’erano nemmeno andati, gli ultimi tre avevano lasciato la manifestazione prima dello scoppio della bomba. Il processo si svolge su un piano puramente ideologico: sotto accusa sono in realtà l’anarchismo, il socialismo e il movimento operaio.
Il 19 agosto sette degli otto imputati vengono condannati a morte: Adolph Fischer, August Spies, George Engel e Albert Parsons vengono impiccati l’11 novembre del 1887. Louis Lingg sfugge alla forca, a cui era stato condannato, suicidandosi in carcere il giorno prima dell’esecuzione. Samuel Fielden e Michael Schwab, in seguito alla domanda di clemenza, vengono graziati nel 1893, così come Oscar Neebe, condannato inizialmente a 15 anni.
La festa del primo maggio divenne ufficiale in Europa a partire dal 1889, quando venne ratificata a Parigi dalla Seconda Internazionale. In Italia la festa del 1° maggio fu introdotta solo due anni dopo.











