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giovedì 18 luglio 2024

L’Anarchia nel XX secolo – Parte XXIX

1926

31 ottobre - I fascisti linciano a Bologna un ragazzo di 15 anni, Anteo  Zamboni, figlio dell'anarchico  Mammolo Zamboni. Il povero ragazzo era stato accusato dalla folla di avere attentato a Mussolini. Il padre e la zia di Anteo saranno condannati due anni dopo dal Tribunale speciale  per la difesa dello Stato a 30 anni di reclusione per complicità nell'attentato, nonostante le prove della loro estraneità. Saranno successivamente  graziati. 

Novembre - Prendendo spunto dall'attentato di Bologna  Mussolini emana leggi eccezionali che completano formalmente la copertura giuridica della dittatura. Viene istituito il Tribunale speciale per la difesa dello Stato. Numerosi sono gli anarchici arrestati e inviati al confino. 

1927 

9 aprile - Viene confermata la condanna a morte di Sacco e Vanzetti. In tutto il mondo si rinnovano le manifestazioni per la liberazione dei due anarchici italiani imprigionati negli Stati Uniti. 

Luglio - Creazione, da parte dei gruppi anarchici di Spagna e Portogallo riuniti a Valencia, della Federaciòn Anarquista Ibérica (FAI), che fino al 1931 e al suo collegamento con la CNT, non avrà peso determinante nella vita sociale spagnola. Nel dicembre 1929 la FAI, con un manifesto firmato dal Comité peninsular, prenderà posizione sul «pericolo deviazionista» che minaccia il movimento operaio spagnolo e che porterà nello stesso mese allo scioglimento temporaneo della CNT. 

23 agosto - Nel penitenziario di Charleston (Massachusetts) vengono uccisi sulla sedia elettrica Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti. Violente dimostrazioni di protesta scoppiano in tutto il mondo. Nicola Sacco era nato nel 1891 a Torremaggiore (Foggia); era emigrato da ragazzo negli Stati Uniti. Contrario alla guerra, nel 1917 si rifugiò al Messico. Rientrato negli Stati Uniti, si distinse per la sua audacia nelle lotte e nell'attività di propaganda. Viene ucciso con Bartolomeo Vanzetti poco dopo la mezzanotte del 22 agosto, nonostante la protesta e la difesa ideale di tutto il mondo. Bartolomeo  Vanzetti era nato nel 1888 a Villafalletto (Cuneo); a vent'anni era emigrato negli Stati Uniti. Per vivere fece i mestieri più modesti; quando fu arrestato con Sacco sotto l'accusa di avere depredato e ucciso due impiegati di banca a Bridgewater, nel Massachusetts, faceva il pescivendolo. Aveva preso parte attivissima a tutte le lotte operaie. Per evitare la mobilitazione, nel 1917 s'era rifugiato al Messico. Rientrato a guerra finita, aveva ripreso l’azione di propaganda delle idee anarchiche. Condannato a morte con Sacco nonostante fosse risultata chiaramente la loro innocenza, scrisse in inglese, poche ore prima di morire, l'Ultimo discorso alla Corte che contiene espressioni di fierezza e di grande bontà, e che costituisce una sorta di testamento politico e umano. Esso  dice: 

Io voglio: Un  tetto per ogni  famiglia del pane per ogni bocca educazione per ogni cuore luce per ogni intelligenza. 

Anche le sue Lettere, raccolte in volume e, tradotte in diverse lingue, sono documenti semplici e commoventi di elevati, generosissimi sentimenti umani. A Buenos Aires scoppiano due bombe, al monumento a Washington e all'agenzia Ford. L'ambasciatore americano pubblica sui giornali un'inserzione a pagamento in cui sostiene che Sacco e Vanzetti sono due delinquenti comuni. Di fronte alla provocazione, gli anarchici dell'azione violenta (tra gli altri, Di Giovanni e i fratelli Scade.) reagiscono con una serie di attentati. La polizia li attribuisce tutti a Di Giovanni. In novembre un fabbricante di scarso buon gusto, Gurevich, lancia una nuova marca di sigarette per operai, chiamata «Sacco e Vanzetti»: una bomba gli fa cessare immediatamente la produzione. Il giorno di Natale salta la National City Bank. Due morti e 23 feriti tra i clienti americani e argentini. Il 3 maggio 1928, Di Giovanni fa saltare il consolato italiano, centro di delazione ai danni di antifascisti e anarchici: 9 morti e 34 feriti. Poco dopo l'anarchico italiano fa saltare la farmacia di un noto fascista, Beniamino Mastronardi, e la casa di un feroce torturatore di antifascisti in Italia, il colonnello Afeltra. 

1929 

In Argentina la FORA si fonde con la socialista Union General del Trabajo nella Confederaciòn General de Trabajadores di tendenze anarco-sindacaliste. 

Dicembre - Una violenta polemica interna sui principi e i compiti della Confederaciòn provoca le dimissioni del Comité nacional della CNT di Angel Pestafia (considerato «deviazionista» dai più fanatici assertori dell'azione diretta e dell'antiparlamentarismo) che proclama pubblicamente la morte della CNT. La CNT risorgerà in tutta la Spagna con vitalità ancora maggiore dopo la caduta della dittatura militare (28 gennaio 1930), quando la « Dicta blanda» del governo del generale Berenguer prenderà il posto della «Dicta-dura» di Primo de Rivera, e la CNT imporrà la riapertura dei suoi sindacati. 


giovedì 6 giugno 2024

L’Anarchia nel XX secolo – Parte XXIII

1921 

13 maggio - Ridicolizzando i processi «contro la sicurezza dello stato» André Breton organizza alla Salle des Sociétés Savantes (Parigi) un «processo» allo scrittore reazionario Maurice Barrès accusato di «delitti contro la sicurezza dello spirito». 

31 maggio - Comincia alla corte d'assise di Dedham (contea di Norfolk) il processo contro Sacco e Vanzetti, imputati di rapina e duplice omicidio. I due anarchici si dichiarano innocenti. In luglio Sacco e Vanzetti sono condannati a morte. 26-30 luglio - Alla corte d'Assise di Milano processo e assoluzione di Malatesta, Borghi e Corrado Quaglino. 

Luglio - Al primo congresso dei Sindacati  Rivoluzionari, che si tiene nell'URSS e dal quale nasce il Profintern (Internazionale dei Sindacati  Rossi), suscita scalpore la scoperta che numerosi e noti anarchici sono stati arrestati e fanno lo sciopero della fame. I bolscevichi sono costretti a liberarne una parte notevole, che viene esiliata dall'URSS. 

Ottobre - Gli operai di Santa Cruz rispondono con scioperi, attentati a estancias, cattura di ostaggi, all'offensiva governativa e padronale. E in atto da diversi mesi una vera e propria guerriglia. Capi e attivisti sindacali vengono imbarcati e avviati a Buenos Aires, ove imperversa la Lega Patriottica Argentina che organizza violenze anche ai danni del quartiere ebraico (caccia ai «russi»). A Santa Cruz viene inviato un battaglione per riprendere il controllo della situazione, ma lo sciopero dilaga e investe anche Puerto Deseado, San Julan, Rio Gallegos. Tra gli operai, esasperati anche dalla notizia della condanna a morte di Sacco e Vanzetti, predominano le tendenze estremiste. Assalti e cattura di ostaggi s'infittiscono. Tra i guerriglieri spicca la figura di "El Toscano", un personaggio duro e risoluto che l'assemblea dei lavoratori ha già emarginato ma che è poi stato richiamato, perché lo sbarco delle truppe governative fa sentire la necessità di un fronte guerrigliero. A capo di un gruppo di 200 uomini, El Toscano (Alfredo Fonte, un italiano di 33  anni) inalbera la bandiera rossa e nera e procede alle «requisizioni» di cibo e armi per gli scioperanti. Un altro gringo spicca tra i guerriglieri, un altro italiano: José Aicardi, detto "El  68" dal  numero di matricola che aveva nel penitenziario di Ushuaia, considerato il comandante in capo (in realtà le decisioni sono prese, libertariamente, dall'assemblea diretta, a maggioranza). Segretario della Società Operaia di Rio Gallegos è un altro anarchico, lo spagnolo ventitreenne Antonio Soto, che dissente dai metodi di azione diretta di El Toscano. Ma la situazione precipita: Stati Uniti e  Inghilterra chiedono al governo l'esplicita protezione della proprietà, e il tenente colonnello Varela comincia la repressione spietata dei l

avoratori. Questi si organizzano militarmente e il comando viene affidato a un ex marinaio spagnolo detto "il colonnello” Ramòn Outerelo; un contingente è affidato a Soto, un altro all'uruguaiano José  Font, "Facón Grande" (Grande  Coltello). Privi di armi, isolati, i gruppi vengono accerchiati  e distrutti. Per la razzia di 27 cavalli un certo mister Bond fa fucilare 27 operai. Tutti i leader della rivolta sono uccisi. Solo  Facón Grande riesce a sconfiggere Varela. Gli promettono un'amnistia, e lui si presenta con un gruppo di operai. Tutti vengono massacrati. Il cadavere di José Font viene infilzato su uno spiedo e arrostito tra le grida di esultanza degli ufficiali, che poi si divertono a fare il tirassegno sui poveri resti. Alla fine di dicembre, uccisi 1500 operai, torna la pace sociale. I salari vengono dimezzati e scendono a 60 pesos mensili. Per oltre 25 anni non si parlerà più, nella regione, di contratti collettivi di lavoro. 

1922 

Muore a Boulogne-sur-Seine  Georges Sorel. Dopo il suo accostamento al movimento operaio (1893), aveva teorizzato lo sciopero generale rivoluzionario come arma per superare l'impasse della socialdemocrazia e abbattere lo Stato, aveva fondato (1895) e diretto il periodico "Le Devenir Social" e pubblicato L'Ethique du Socialisine (1899), Réflexions sur la violence (1908), Matériaux d'une théorie du prolétariat (1919), De l'unité du pragmatisme (1921). Nella sua opera il sindacato è visto non solo come strumento di emancipazione ma anche come simbolo di una nuova vitalità sociale, di un nuovo ordinamento morale. Avversario del determinismo socialista, deluso della sinistra, tra il 1910 e il '14 si accostò alla destra; si oppose  però all'interventismo e sostenne la rivoluzione sovietica e l'occupazione delle fabbriche in Italia. 

9-31 maggio - Alla corte d'Assise di Milano processo per l'attentato al Diana. Gli anarchici Giuseppe Mariani e Giuseppe Boldrini vengono condannati all'ergastolo; Ettore Aguggini a 30 anni, altri imputati a lunghi anni di reclusione. 


giovedì 23 maggio 2024

L’Anarchia nel XX secolo – Parte XXI

1920 

5 maggio - Vengono arrestati nel Massachusetts gli anarchici italiani Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, accusati dell'assassinio di un cassiere e di una guardia di una banca avvenuto tra Bridgewater e South Braintree il15 aprile 1920. Nonostante l'alibi che li scagiona completamente e i numerosi testimoni a difesa i due anarchici saranno condannati a morte nel luglio del 1921. Comincia in tutto il mondo un'appassionata campagna per strappare i due innocenti alla sedia elettrica. 

22 maggio - "Solidarity"  afferma che «l'IWW non crede né ha mai creduto alla distruzione e alla violenza quali mezzi per compiere la riforma industriale». Duramente provata dalle persecuzioni del periodo bellico, l'IWW si avvia a un lento declino umanitario. 

26 giugno - I bersaglieri di Ancona si rivoltano contro la spedizione in Albania. Gruppi di operai entrano nelle caserme e s'impadroniscono delle armi. Soldati e lavoratori occupano parte della città. Il governo invia forti contingenti di truppa per soffocare la rivolta con la violenza. 

1- 4 luglio - Secondo congresso nazionale dell'Unione anarchica italiana a Bologna, che approva il programma presentato da Malatesta. - Armando Borghi si reca nell'URSS in rappresentanza dell'Unione Sindacale Italiana. Assiste alla repressione degli anarchici esercitata da Lenin e Trotzki. S'incontra con Lenin. Le possibilità d'intesa sembrano minime. 

31 agosto - Comincia l'occupazione delle fabbriche nell'Italia settentrionale. Malatesta parla a nome degli anarchici in numerose fabbriche. Il movimento di occupazione si rafforza nel mese di settembre. A Milano vengono occupate oltre trecento fabbriche. Sono particolarmente combattivi gli operai metallurgici, in risposta all'atteggiamento padronale: «Gli industriali sono contrari alla concessione di qualsiasi miglioramento». Il 31 agosto la direzione chiude le officine Romeo, a Milano, che gli operai occupano; il movimento si estende a tutte le officine di una certa entità, che vengono occupate e autogestite dai lavoratori. Operai armati vigilano ai cancelli delle fabbriche. L'atteggiamento del primo ministro Giolitti è cauto: egli ordina alla forza pubblica di non attaccare gli operai, sperando che il movimento, confinato nei luoghi di lavoro, si estingua da sé. È quello che accade il 4 ottobre quando sindacati riformisti e industriali firmano davanti a Giolitti «l'accordo di pace». Il movimento di occupazione delle fabbriche sconta l'ignavia dei dirigenti sindacali riformisti, spaventati dall'ampiezza dell'agitazione, e l'errata impostazione data alla lotta, che anziché investire il sociale resta confinata nelle fabbriche. 

Settembre - La proibizione di una manifestazione organizzata in Patagonia dalla Società operaia argentina, di tendenza anarchica, provoca scioperi locali, boicottaggi di commercianti, arresti, chiusura di tipografie. La tensione sfocia in uno sciopero generale. Sindacalisti e rappresentanti dei peones chiedono miglioramenti contrattuali a partire dal 1° novembre. L'estremo sud dell'Argentina, la desolata Patagonia regno degli ovini è una regione battuta da venti gelidi, spopolata, che produce lana, carne e cuoio. Tra il 1914 e il 1919 la guerra fa salire enormemente il prezzo della lana, e le pecore invadono tutte le terre disponibili. Si creano immensi latifondi, sovente di proprietà inglese. Il dopoguerra provoca la caduta dei prezzi della lana. I peones lavorano all'aperto con 18 gradi sottozero, i tosatori fino a 16 ore giornaliere, gli addetti alle celle frigorifere 12  ore. I lavoratori chiedono di alloggiare non più di tre dipendenti in un vano di metri 4 x 4, con un letto o un pagliericcio fornito dal padrone, al posto dei tavolacci. Chiedono anche, a carico del padrone, un pacchetto di candele al mese per illuminazione (nelle estancias le candele che a Buenos Aires costano 5 centavos al pacco vengono fatte pagare 80 centavos); libertà al sabato sera per fare il bucato personale; divieto di lavori all'esterno in caso di bufere di vento; le scritte sulle cassette di pronto soccorso in castigliano anziché in inglese. La Società Rurale rifiuta di accogliere queste richieste. I lavoratori rispondono con lo sciopero generale; la replica padronale è il licenziamento degli scioperanti, che costretti a errare per la campagna in cerca di sopravvivenza vengono braccati dalla polizia e dai vigilantes. Gli operai rispondono al fuoco. Morti e feriti da entrambe le parti (gennaio 1921). 

14 ottobre - In tutta Italia manifestazioni di massa in sostegno alla rivoluzione russa e per la liberazione di detenuti politici. A Bologna comizio di Malatesta: la polizia attacca i dimostranti e spara provocando morti e feriti. L'indomani Malatesta viene arrestato a Milano assieme ai redattori di "Umanità Nova". Armando Borghi è già in carcere, essendo stato arrestato qualche giorno prima al suo ritorno dall'Unione  Sovietica. Tra il 18 e il 21 vengono arrestati altri dirigenti dell'Unione Sindacale Italiana. 


giovedì 5 settembre 2019

Sacco e Vanzetti e la solidarietà degli anarchici torinesi

Quando nel luglio del 1921 gli anarchici italiani Sacco e Vanzetti furono condannati a morte negli Stati Uniti, la loro causa divenne quella del proletariato mondiale. In tutto il mondo vi furono enormi manifestazioni. Anche nell’Italia fascista, in varie località, si tentò di realizzare delle iniziative in loro favore. Il regime, sebbene da un lato – a causa del fatto che in fondo si trattava di due italiani vittime della demoplutocrazia – avesse ufficialmente assunto una tiepida difesa dei due condannati, dall’altro impediva e reprimeva ogni azione pro Sacco e Vanzetti.
Anche a Torino gli anarchici si attivano in sostegno dei loro compagni condannati a morte in America.
Dal giornale «L’Ordine Nuovo»: “Ieri mattina, nel Teatro del Popolo di corso Galileo Ferraris, ebbe luogo l’annunciato comizio pro Sacco e Vanzetti indetto dall’Unione Anarchica della nostra città. Davanti a un foltissimo pubblico apre il comizio il compagno Acutis per gli anarchici torinesi, il quale dimostra il valore e la necessità delle manifestazioni che in tutta Italia si vanno svolgendo.
Finito il comizio, alcune centinaia di operai si recarono a gruppi davanti al Consolato degli Stati Uniti. Quantunque non fosse avvenuto alcun incidente, il solo fatto di vedere alcune centinaia di sovversivi riuniti in una via fece uscire dai gangheri i tutori dell’ordine.
Dal giornale «La Stampa»: “Un gruppo di anarchici si diresse verso il Consolato Americano in via S. Tommaso 29 per iniziarvi una dimostrazione ostile al grido di ‘Viva Sacco! Viva Vanzetti!’, due detenuti in America sotto l’accusa di omicidio. L’ufficio della squadra politica della Questura aveva però stabilito un servizio di polizia ed i manifestanti furono subito sciolti. Il vicecommissario cav. Pailla operò l’arresto di quattro individui.
Nonostante che il corteo fosse sciolto con la forza dalla polizia, un gruppo di manifestanti, alla spicciolata, cerca ugualmente di raggiungere l’obiettivo. Prendendo per diverse vie si riunirono nuovamente nei pressi del Consolato Americano in via S. Teresa, ma il funzionario ivi di servizio li disperse prima che avessero tempo di tentare qualsiasi manifestazione ostile. Furono arrestati 14 individui quasi tutti anarchici.
Dal giornale la «Gazzetta del Popolo»: “Essendo corsa la parola d’ordine di portarsi in corteo fin sotto le finestre del Consolato americano i dimostranti dovettero rinunciare al loro proposito, distolti dal grande apparato di forze stazionanti in corso Galileo Ferraris e adiacenze. Però una ventina di giovani, in maggior parte anarchici, riuscirono ugualmente passando da parti diverse (via Bertola e via Arsenale), ad avvicinarsi inosservati all’angolo di via Santa Teresa, dove si trova il Consolato. Quivi i carabinieri, che erano stati predisposti in forte numero, impedirono ai dimostranti di procedere, sospingendoli verso via XX settembre. Accorrevano intanto dalla questura centrale altri nuclei di Regie guardie e di agenti investigativi. Nei paraggi del Consolato fu operato il fermo di cinque persone e altre nove furono arrestate in via XX settembre. Tutti gli arrestati furono condotti in Questura e quivi trattenuti. Pare che saranno deferiti all’autorità giudiziaria. Nel pomeriggio furono operate delle perquisizioni al domicilio degli arrestati, perché, come si è fatto notare, trattasi per lo più di elementi anarcoidi. In una di queste, e precisamente nell’abitazione di certo Giuseppe Prato, il vice commissario avvocato Camilleri ha sequestrato una bomba SIPE”.
Il giornale «L’Ordine Nuovo»conclude il suo articolo sui fatti del 17 ottobre del 1921, dicendo: “Da quanto ha riferito la questura nella casa di un anarchico furono trovati molti libri sovversivi ed una bomba. Finora non è ancora avvenuto il rilascio degli arrestati. A quanto pare se in America si piange in Italia non si ride”.

giovedì 28 agosto 2014

Io sono innocente! di Bartolomeo Vanzetti

Cari amici, sorella carissima,
io sono innocente! Io posso tenere alta la fronte! La mia coscienza è pulita! Muoio come ho vissuto, lottando per la Libertà e per la Giustizia. Oh, che io possa dire a tutti gli uomini che non è per quel delitto mostruoso che io sono condannato! Nessun verdetto di morte, nessun giudice Thayer, nessun governatore Fuller, nessun Stato reazionario come quello del Massachusetts possono trasformare un innocente in un assassino.
Il mio cuore è traboccante d’amore per tutti quelli che mi sono cari. In che modo dir loro: addio? Cari i miei amici; cari i miei difensori! A voi, tutto l’affetto del mio povero cuore, a voi tutta la gratitudine di un soldato caduto per la Libertà. Voi avete lottato con fede e coraggio. Il fallimento non vi è imputabile. Non disperate. Continuate la battaglia intrapresa per la libertà e l’indipendenza dell’uomo.
Mia cara sorella, che gioia il rivederti e intendere le tue dolci parole d’amore e d’incoraggiamento.
Ma io credo che sia stato uno sbaglio terribile quello di averti fatto attraversare l’oceano per vedermi qui. Tu non puoi capire quanto io soffra di vederti assistere alla mia agonia e di vederti costretta a vivere le sofferenze che io devo affrontare.
Quando ti sarai riposata e quando avrai ritrovata la forza necessaria, ritorna in Italia, presso i nostri cari. A questi cari, come ai nostri buoni e fedeli amici, tu porterai il mio messaggio di amore e riconoscenza.
Che importa se nessun raggio di sole, se nessun lembo di cielo penetra mai nelle prigioni costruite dagli uomini per gli uomini?
Io so che non ho sofferto invano. Ecco perché porto la mia croce senza rimpianto.
Presto i fratelli non si batteranno con i loro fratelli; i bimbi non saranno più privati del sole e allontanati dai campi verdeggianti; non è più lontano il giorno nel quale vi sarà un pane per ogni bocca, un letto per ogni testa, della felicità per ogni cuore.
E questo sarà il trionfo della vostra azione e della mia, o miei compagni e amici.
Affettuosamente 

(Il 23 agosto 1927 gli anarchici Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti furono assassinati dalla giustizia americana )  

mercoledì 22 agosto 2012

Sacco e Vanzetti


Il 23 agosto 1927 gli anarchici Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti furono assassinati dalla giustizia americana.

“Il braccio della morte è un posto brutto in tutte le stagioni ma, senza finestre, senz’aria e senza luce, è terribile quando fa caldo... Non siamo criminali, ci hanno condannato con un complotto; ci hanno negato un nuovo processo; e se saremo giustiziati dopo sette anni quattro mesi e diciassette giorni di indicibili torture e ingiustizie è perché eravamo a favore dei poveri e contro l’oppressione dell’uomo da parte dell’uomo.”
Bartolomeo Vanzetti

“Nella cella dei condannati a morte siamo appena stati informati del comitato di difesa che il governatore Fuller ha deciso di ucciderci. Questa notizia non ci sorprende perché sappiamo che la classe capitalista non ha pietà per i buoni soldati della rivoluzione. Noi siamo fieri di morire e cadremo come tutti gli anarchici devono cadere. ”
Nicola Sacco