Per raccontare le Alpi libere bastava rivolgersi a lui, e che le aveva adottate. Simpatizzava per I ribelli e gli anarchici di ogni tempo, e se poteva li metteva sulle montagne, "rifugio di uomini liberi e baluardo di alterità religiosa e politica". Nel 1974, a 42 anni Buratti, aveva messo insieme un gruppo di disubbidienti per salire sul Monte Massaro, nelle Alpi Biellesi e posare il Cippo dedicato alla resistenza di Dolcino. Lo accampagnavano due donne molto anziane, vestite da altri tempi che conservavano lo sguardo rivoluzionario di quando nel 1907, poco più che bambini hanno visto l'obelisco anarchico bucare la nebbia e il cielo. Il fascismo si è affrettato ad abbatterlo vent'anni dopo e Tavo non se n'era dimenticato, provvedendo al nuovo chip e la citazione di Luca in piemontese "E allora chi non ha una spada prenda il mantello e se ne procuri una".
Buratti non amava Dolcino per motivi teologici ma perché era un simbolo di ribellione. Gli interessava ogni tipo di eresia contro ogni sorta di autorità, studiava e parlava le lingue delle minoranze, e percorreva le Alpi meno celebrate e più lontane dalle rotte turistiche perché dal suo punto di vista le montagne erano sempre stato un rifugio, Il luogo più amato dei disubbidienti e dei perseguitati; gente strana e testarda, che in ogni posto in ogni tempo parlava una lingua incomprensibile al potere.
Il suo è un lavoro sugli sconfitti di ogni epoca, il cui sacrificio - sia il suo stato rappresentato dalla morte più o meno atroce per mano del nemico, o da repressioni e umiliazioni di vario genere, dall'emarginazione è spesso dall'oblio - non è tuttavia stato vano, in quanto ha contribuito all'edificazione su solide basi della libertà di pensiero, faticosa conquista (per quanto spesso non ancora non ovunque definitivamente acquisita) del mondo moderno.
Bodo’s Project è un progetto di comunicazione “altra” per la creazione e la circolazione di scritti, foto e di video geneticamente sovversivi. La critica radicale per azzerare la società della merce; la decrescita, il primitivismo, la solidarietà per contrastare ogni forma di privatizzazione iniziando dall’acqua. Il piacere e la gioia di costruire una società dove tutti siano liberi ed uguali.
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giovedì 10 ottobre 2019
giovedì 8 settembre 2011
DOLCINO E MARGHERITA
Nell’anno gioachimita 1260, un negoziante di Parma, Gherardo Segarelli, rinuncia ai suoi beni e fonda la setta degli Apostolici. Alla morte di Gerardo Segarelli, bruciato a Parma il 18 luglio 1300, un francescano dissidente Dolcino da Novara, prende la testa degli Apostolici.
Dolcino e la sua compagna Margherita organizzano una comune contadina in cui, sotto il discorso millenarista, si delinea un programma di sopravvivenza collettivista che trova vasta adesione fra le popolazioni delle Alpi: da Trento Al Piemonte. Attorno alla coppia, gli Apostolici sono chiamati a formare il nucleo di un mondo nuovo dove i beni di sussistenza sono messi in comune, la proprietà è abolita ed il matrimonio, che riduce la donna ad un oggetto di appropriazione, soppresso (ciò che la rimozione degli inquisitori traduce in termini di “stupro collettivo”).
Grazie al fondamentale aiuto, alla solidarietà, delle popolazioni montane che gli avevano accolti, alla sostanziale adesione che queste popolazioni avevano dimostrato alle loro idee antiautoritarie, per oltre 2 anni riuscirono a fronteggiare e sconfiggere gli eserciti sempre più potenti inviati dalla chiesa e dagli stati.
Furono infine sconfitti e tutti uccisi con l’eccezione di Dolcino e Margherita
Fu chiamato Carnasco, quel piccolo ruscello. Il giovedì santo del 1307 la sua acqua divenne rossa come sangue. Il sangue dei ribelli. Il sangue degli eretici. Dolcino e Margherita furono catturati vivi. Lo sarebbero rimasti per poco. La loro morte era già scritta, fu solo rimandata. Sarebbe stata molto più atroce, il 2 luglio 1307 , dopo infinite torture, furono messi al rogo.
Le idee antiautoritarie Dolciniane comunque resisteranno.
Dolcino Margherita e gli Apostolici diverranno simboli di libertà ed emancipazione fino ai giorni nostri, e la memoria popolare non li dimenticherà.
Cristiani sostengono che Ebrei e Musulmani sono destinati all'inferno perché eretici.
Gli Ebrei sostengono che Cristiani e Musulmani sono destinati all'inferno perché eretici.
I Musulmani sostengono che Cristiani e Ebrei sono destinati all'inferno perché eretici.
Non importa di che religione siate, andrete comunque all'inferno.
"Eresia" dal greco , haìresis a sua volta dal verbo hairèō, "afferrare", "prendere" "scegliere"
DUNQUE L’ERETICO E’ COLUI CHE SCEGLIE, COLUI CHE E’ IN GRADO DI VALUTARE COLUI CHE IN DEFINITIVA HA IL CORAGGIO DI DISSOCIARSI, DI CONTRAPPORSI AL PENSIERO COMUNE, AL PENSIERO DOMINANTE
ERETICI ERANO DOLCINO E MARGHERITA E I LORO SEGUACI CHE RESISTETTERO, SI CONTRAPPOSERO AL POTERE FINO ALLA MORTE
ERETICI SIAMO TUTTI NOI CHE SCEGLIAMO, CHE RESISTIAMO CHE CI CONTRAPPONIAMO AL PENSIERO GLOBALE , AL POTERE DEGLI STATI DELLE RELIGIONI, DELLE FINANZE, AL POTERE DELLA MERCE, AL POTERE DELLO SPETTACOLO, DELLA FINZIONE
ERETICI SIAMO TUTTI NOI CHE SCEGLIAMO DI VIVERE IN CONTRAPPOSIZIONE AD UNA LOGICA DI MORTE
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