Corrispondenza
Lettera inviata a Sante Caserio da Antonio Cassani
Parigi 13/4/1892
Carissimo Amico!
Ricevo in questo momento 2 copie dell'Amico del Popolo, che lo trovai stupendo. Ecco caro Sante questo è il modo con cui mi piacciono i nostri giornali, ogni altro sistema mellifluo di fare propaganda e di combattere gli avversari, è cosa che non va più per i nostri tempi. Mandalo sempre adunque l'Amico del Popolo e se trovi il Locatelli dilli che quanto prima vedrà un nuovo lavoro che parte da Parigi. Io sono sempre nelle medesime acque anzi, minaccio di affogarvi, porca madonna! Speriamo un benefico salvataggio od altrimenti vengo ancora a Milano o che vado in Russia a lavorare. Quella corrispondenza da Parigi pare che sia piovuta dal cielo, perché dei compagni di Parigi che l'abbiano spedita non saprei chi, forse Constans! Mi piacciono quelle passatine ben dettate che riguardano quei farabutti della Camera ecc. e mi piace assai il metodo che avete preso in vessillo in questo numero del vostro giornale. Per Dio, se non si fa così come volete fare? Bravi, e avanti sempre, e non curatevi se quelle 3 marmotte si offendono alle volte e minacciano di provocare delle battaglie aperte, ben vengano anzi perché la vittoria è sempre dell'Anarchia. Fatti coraggio, caro amico e continua a combattere al fianco di chi uniforma la propaganda ai metodi di impavidezza, anti-legalitarismo e libera iniziativa. Nell'Amico del Popolo ho trovato troppe volte però il sacrosanto nome di: Pietro e di: Gori. Ciò sta male e si potrebbe farne senza, io credo, e modificare il modo di raccontare le cose, escludendo i nomi.
Ciao, caro amico, e vogliaci sempre bene tuo A. Cassani. P.S. Quando esce ancora il giornale mandatemelo a me od all'indirizzo di qualche altro compagno di Parigi. Questa lettera comunicagliela all'amico Locatelli più presto che puoi. Ciao (Alla lettera era unita ad un pacco contenente i seguenti opuscoli: I socialisti anarchici al popolo italiano : non votate !. Agli operai italiani. Appello edito a Nizza, settembre 1889. Appello aprile 1890. Parere degli anarchici sul duello, Imola 1890. I fatti di Roma dell'8 febbraio 1889. Manifesto degli anarchici al popolo d'Italia. 1° maggio 1890 - Gli anarchici al popolo. Pourquoi les travailleurs sont-ils malheureux?)
Lettera inviata da Carlo Garlasco
Torino 15/3/1892
Caro amico.
Ricevetti ieri il tuo scritto che aspettavo da tempo, ed era vera-mente nel dubbio che mi avresti dimenticato, e se non mando più la scomunica a te la manderò a Farinetti, che mi a proprio trascurato. Sono stato al circolo o fatte le comunicazioni che mi ai incaricato. Sono oltre modo soddisfatto delle notizie che mi rechi riguardo al vostro stato economico. Riguardo a me ero deciso di partire per Lione (Francia) ma per mio sommo dispiacere mio padre cadde così grave-mente ammalato che ha perduto ogni speranza per la sua guarigione e con ciò potrai capire come il mio piano andò in fumo. In un'altra tua dì a Farinetti che unisca un suo biglietto, nel quale mi dica se a ricevuto le mie cartoline a Biella e Mongrando, dilli [sic] anche che Bertani a piacere di conferire con lui per affari che li riguarda. Se scrivete a lui indirizzateli alla Camera del Lavoro. In quanto a giornali per la propaganda qui a Torino è tutto morto più che morto. E sai il gran perché? Perché il Rigo (Giovanni Rigo, via Silvio Pellico 28, Torino. Con questo indirizzo compare in un elenco di persone cui fare capo per la propaganda anarchica nelle principali città italiane inviato da un correligionario di Milano all'anarchico Giuseppe Genova di Palermo) a dovuto assentarsi di qui in seguito alle solite persecuzioni della questura; tu che ai conosciuto l'ambiente di qui certo non stupirai che un sì piccolo incidente possa privare tutta la città della stampa anarchica, ma nel medesimo istante proromperai in un «Fiacconi!» e non avrai torto. Mi ai promesso di farmi avere della stampa di costi; se in senso anarchico e scritta in lingua italiana non potresti farmene avere più copie ed io ti spedirei l'importo ad ogni tua spedizione e di ciò potresti stare tranquillo sulla mia parola. Io di qui per ora potrò spedirti null'altro che qualche foglio borghese quello che più ti aggrada, se non tutti i giorni almeno una volta alla settimana. Informati se Lode ove si trova il compagno Conti non sia troppo distante da Ginevra così potresti comunicare con lui. Ti saluto e anche il Farinetti. Sono tuo e per la causa Carlo.







