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giovedì 5 febbraio 2026

EL DÌA DE LA BESTIA – Alex de la Iglesia

Angel Berriartúa, sacerdote e professore di teologia all'Università di Deusto, ha passato gli ultimi venticinque  anni della sua vita a studiare l'Apocalisse di San Giovanni, cercando di decifrare il messaggio che si cela dietro questo testo sacro è infine giunto alla conclusione che l'Anticristo nascerà a Madrid il 25 dicembre 1995 prima dell'alba. Il problema è che il sacerdote non conosce il luogo esatto dove avverrà la nascita. Per mettersi in contatto con il Maligno, si arma fino ai denti e si dà allegramente, anche se in modo alquanto improvvisato, al crimine. Nel corso della vicenda, il sacerdote, e con lui lo spettatore, incontreranno José  Maria, una  giovane metallara con un  passato difficile e un look aggressivo; il professor Cavan, uno  parapsicologico di fama mondiale, presentatore e regista di un notissimo programma televisivo; Rosario, l'allucinante proprietaria di una pensione, sospettosa di tutto e di tutti; Mina, una virginale fanciulla TV-dipendente; Susana,  una pinup dotata dell'innata capacità di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato; e centinaia di altre vittime innocenti. 

De la Iglesia è uno che l’horror lo conosce bene e, anche se la sua è più una commedia grottesca e violentissima che un horror vero e proprio, fa riferimento a tutto il cinema satanico anglosassone degli anni ’70 e ’80. Il risultato è un film davvero unico nel suo genere, una rivisitazione della natività in salsa urbana e, allo stesso tempo, provinciale; sporca, grossolana, pacchiana, se vogliamo, ma va benissimo che lo sia: quando entra in scena l’astrologo Cavan, con tutto il suo armamentario di false divinazioni in diretta televisiva, il suo appartamento arredato ai massimi livelli di cattivo gusto, e i suoi collaboratori che lo rincorrono lungo i corridoi della rete, è difficile nutrire dubbi: ci troviamo di fronte a una gigantesca satira nei confronti di qualsiasi tipo di credenza, istituzionale e non. Raro esempio di commistione riuscita tra commedia e orrore, El día de la bestia non dimentica mai la sua vocazione orrorifica ma de la Iglesia, divertendosi anche a infrangere qualche tabù tra i pochi rimasti, inocula nella storia robuste dosi di satira e ironia che, più che alleggerire il tono horror, lo enfatizzano con efficacia. 

De la Iglesia si concentra con Il giorno della bestia sulla sinossi irriverente e folle, ovviamente, sulla perversa necessità che l’essere umano ha di contemplare come alcuni esemplari della sua specie si sottopongano alle luci oscure e sporche dello spettacolo, de la Iglesia attacca nel suo film le luci al neon che nascondono la danza macabra alla quale si sottopongono in massa i membri di una società maledetta.


Il fuoco che de la Iglesia ha aperto con questo film non si ferma mai. Non c’è assolutamente nulla che venga rispettato qui: la corsa contro la follia e il tempo che il trio protagonista intraprende per salvare il mondo nella notte di Natale si svolge con tutte le critiche sociali immaginabili come sfondo. 
Il Natale e la sua massa sociale che si muove tra luci al neon e canti natalizi, una banda organizzata che picchia e uccide ogni senzatetto che si incrocia sul suo cammino, un presentatore superficiale e arrogante che considera il pubblico del suo programma ciò che in realtà è: una massa pronta a soddisfarsi di un programma superficiale e polveroso. de la Iglesia non fa né amici, né concessioni, né prigionieri.

Valutazione Pastorale: Questo "rendez-vous" madrileno si configura come un enorme pastrocchio ambizioso e farneticante. E' molto probabile che per tanti dettagli (vedi lo zampettante caprone) ne sorrideranno perfino i più severi e raffinati esperti del paranormale e dell'esoterismo. Le ragioni per cui nello scegliere l'eletto a recarsi all'appuntamento si sia dato spazio ad un religioso previ i suoi reiterati tuffi nel Male non hanno bisogno di commenti. Ironia, sarcasmo, un pizzico di "noir", una dose di horror sono gli ingredienti principali dell'ignobile e delirante intruglio, cui si aggiunge ovviamente quel tipo di musica "death metal" che molta gente ha contagiato con la sua spietata durezza.



El día de la bestia es un grito de furia magistral. Un ejemplar único de «Cine-Punk» en Navidad.


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