La Federazione Rivoluzionaria Armena (ARF) ed i libertari
"Non puoi immaginare quanta tranquillità mi reca in questo momento la profonda amicizia di un generosissimo compagno. Egli è immigrato da Constantinopoli e rischia costantemente non solo la libertà ma anche la sua vita ed è uno di quei ribelli misconosciuti. Nonostante egli sia un libertario concorde con le nostre posizioni, lavora con la Federazione Rivoluzionaria Armena a causa della debolezza dei libertari ad Est. Non è qui per perdere tempo. E' un calzolaio e lavora dalle 4 del mattino alle 9 di sera per pochi soldi. Non vuole rimanere qui a lungo perché ha una personalità determinata e volitiva. La sua dedizione per la lotta è ancora una volta ammirevole. Lavora in pessime condizioni per guadagnarsi pochi centesimi" (lettera di Atabekian a Jacques Gross from Sofia, November 16-28, 1896. IISG Amsterdam).
La ARF venne fondata a Tbilisi nel 1890. All'inizio l'organizzazione era costituita da anarchici, socialisti e nazionalisti. Si dice che Khristaphor Mikaelyan, uno dei fondatori, era un sostenitore di Bakunin nonché difensore della azione diretta e della autogestione. (Minassian). Mikaelyan era un'icona della libertà nella letteratura armena in ragione della sua militanza e dei saggi di cui era autore. Al pari di Atabekian e di altri libertari di Istanbul, anch'egli era stato in Bulgaria, dove morì mentre stava preparando la bomba che era destinata al Sultano Abdulhamid II in Yildiz (Avetis Aharonian, The Fedayees).
La biblioteca "Droshak" della ARF aveva una ricca collezione; i testi di Kropotkin "Lo Spirito della Rivolta" ed "Appello alla gioventù" vennero pure pubblicati dalla "Droshak" ("Bandiera").
Le azioni di propaganda della ARF verso la popolazione musulmana e le azioni militari contro il governo ottomano permeavano gli intellettuali che diedero inizio al secondo movimento dei "Giovani Turchi". 50 militanti armati della ARF marciarono verso la sede del governo nel 1894 per protestare contro i massacri ai danni della popolazione armena. Assalirono poi la Banca Ottomana. Per un'intera giornata si susseguirono scontri armati, sparatorie ed arresti. Questi fatti portarono all'attenzione del mondo la questione armena all'interno dell'Impero Ottomano, oltre a suscitare una grande agitazione nella città di Istanbul. Lo stile ed i metodi della iniziativa erano inauditi per Istanbul. Forse fu la prima azione in stile "modem". Questa azione condotta dai Giovani Turchi usando nuovi metodi di propaganda, aveva alle spalle un'organizzazione basata su riunioni segrete. I Giovani Turchi presero possesso di una tipografia a Galata. Stamparono e distribuirono migliaia di copie delle dichiarazioni scritte da Abdullah Cevdet.
Le azioni della ARF ed i massacri del 1894 e 1895 influenzarono profondamente il pensiero degli intellettuali Ottomani. La dichiarazione dei Giovani Turchi chiamava i popoli dell'Impero Ottomano ad una guerra comune contro il dispotico regime (Yuriy Asatovic Petrosyan, JonTurkler, Istanbul 1974).
Nel frattempo un gruppo anarchico di 14 persone provenienti da diversi paesi europei e dalla ARF iniziò ad essere attivo ad Istanbul (Sukru Hanioglu, Abdullah Cevdet).
I libertari armeni che lavoravano con la ARF inviarono nel 1896 una dichiarazione all'Internazionale Socialista a Londra.
"Atabekian inviò una dichiarazione intitolata ‘Aux socialistes revolutionnaires et libertaires’ firmata come Libertairi Armeni al Congresso Internazionale di Londra (Luglio 18, 1896). La stessa si trova in ‘Der Sosyalist' (September 26, 1896)". (M. Nettlau, Anarchisten und Syndikalisten Band V, 482).
Minassian nota che i libertari armeni inserirono nella loro dichiarazione la denuncia della partecipazione degli Stati europei ai crimini del Sultano Hamit e contestualmente annunciavano "l'alba della rivoluzione sociale" ad Oriente.

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