Translate

venerdì 14 agosto 2015

La Geografia sociale di Eliseo Reclus

Per la nostra epoca di acuta crisi, in cui il vortice dell’evoluzione diviene talmente rapido che l’uomo, colto da vertigine, cerca nuovi punti d’appoggio per orientare la sua vita, per questa società profondamente scossa, lo studio della storia è tanto più prezioso quanto più il suo dominio, incessantemente accresciuto, offre una serie d’esempi sempre più ricchi e vari. Il susseguirsi delle età diviene per noi una grande scuola i cui insegnamenti, una volta classificati, finiscono per raggrupparsi in alcune leggi fondamentali. 
Una prima categoria d’avvenimenti che lo studio della storia mette in evidenza ci mostra come, per effetto di uno sviluppo ineguale presso gli individui e le società, tutte le collettività umane – eccettuate le popolazioni rimaste al primitivo naturismo – si dividono al loro interno in classi e caste dagli interessi non solo differenti ma opposti, che risultano dichiaratamente nemiche in periodi di crisi. Questo è, sotto mille forme, l’insieme dei fatti che si osserva in tutte le regioni dell’universo, pur con la diversità infinita dettata dai luoghi e dai climi e dalla matassa sempre più intricata degli avvenimenti. 
Il secondo fatto generale, conseguenza necessaria della divisione dei corpi sociali, è che l’equilibrio spezzato fra individuo e individuo, fra classe e classe, tende a bilanciarsi costantemente attorno al suo asse di riposo; la violazione della giustizia grida sempre vendetta. Da qui derivano incessanti oscillazioni: chi comanda cerca di rimanere padrone, mentre l’asservito prima compie ogni sforzo per conquistare la libertà poi, trascinato dall’energia dello slancio, tenta di ricostituire il potere a suo profitto. 
Così guerre civili, complicate da guerre contro popoli stranieri, di annientamento e distruzione, si succedono in un groviglio continuo secondo la spinta dei rispettivi elementi in lotta. O gli oppressori si sottomettono, estinta la loro forza di resistenza, e muoiono lentamente spenta la forza vitale dell’iniziativa, o è la rivendicazione degli uomini liberi che vince. Possono così riconoscersi, nel caos degli eventi, reali rivoluzioni – cioè cambiamenti di regime politico, sociale ed economico – frutto di una comprensione più chiara delle condizioni dell’ambiente e di più energiche iniziative individuali. 
Un terzo gruppo di fatti, infine, legato allo studio dell’uomo in tutti i tempi e in tutti i paesi, dimostra che nessuna evoluzione nell’esistenza dei popoli può compiersi se non grazie allo sforzo individuale. È nella persona umana, elemento primario della società, che bisogna cercare la spinta propulsiva dell’ambiente, destinata a tradursi in azioni volontarie volte a diffondere idee ed opere tali da modificare la vita delle nazioni, il cui equilibrio appare instabile solo per il disturbo arrecato dalle aperte manifestazioni degli individui. 
La società libera si riconosce dallo sviluppo dato ad ogni persona umana – cellula prima fondamentale destinata poi ad aggregarsi ed associarsi a suo piacimento con le altre cellule di un’umanità in continua trasformazione. 
È in proporzione diretta a questa libertà e a questo sviluppo iniziale dell’individuo che le società guadagnano in valore e nobiltà: è dall’uomo che nasce la volontà creatrice che costruisce e ricostruisce il mondo. 
La «lotta di classe», la ricerca dell’equilibrio e la sovrana decisione dell’individuo, sono questi i tre ordini di fatti che ci rivela lo studio della geografia sociale e che, nel caos degli avvenimenti, si mostrano abbastanza costanti per poter prendere il nome di «leggi». È già molto riconoscerle e dirigere in base ad esse la condotta e la parte d’azione che spetta a ciascuno nella gestione comune della società, in armonia con le influenze dell’ambiente, note e ormai scrutate. È l’osservazione della Terra che ci spiega gli avvenimenti della Storia e questa a sua volta ci riporta verso uno studio più approfondito del pianeta, verso una solidarietà più cosciente del nostro individuo, così piccolo e cosi grande, con l’universo immenso.

Nessun commento:

Posta un commento