Gli scioperi torinesi del giugno del 1889 coinvolgono una notevole massa operaia e sono caratterizzati dalla partecipazione per solidarietà di categorie non direttamente interessate alle rivendicazioni sindacali. Questa presa di coscienza degli interessi che accomunano le varie categorie operaie deve essere ascritta in gran parte al merito del Galleani, che è infatti individuato, e come tale perseguito, dalla questura di Torino come uno dei massimi responsabili delle agitazioni.
In seguito ai fatti di Torino il Galleani si rifugia in Francia e successivamente in Svizzera, dove le autorità locali lo arrestano nell'ottobre del 1890 per consegnarlo nella mani della polizia italiana. Una amnistia, sopravvenuta nel novembre del 1890, lo rimette in libertà.
La sua partecipazione al Congresso di Capolago dove gli viene attribuito il compito, unitamente a Amilcare Cipriani, di propagandare e organizzare i quadri e le attività dell'auspicato Partito Socialista Anarchico Rivoluzionario, è indicativa del fatto che il Galleani prosegue la propria lotta sulla falsariga dell'impostazione da lui data alla sua attività politica in questi anni, quale partecipe di quel settore dell'anarchismo propenso all'organizzazione e non nelle vesti di assertore della linea individualistica e antiorganizzativa dell'anarchismo.
I compiti attribuiti al Galleani nel Congresso di Capolago possono essere svolti, a causa delle gravi difficoltà finanziarie, quasi esclusiva-mente in Piemonte. Oltre alla sua nota partecipazione al Comizio Internazionale per i diritti dei lavoratori, tenutosi a Milano nell'aprile del 1891, il Galleani partecipa attivamente ai lavori del
congresso regionale delle federazioni anarchiche del Piemonte e della Liguria e tiene numerose conferenze di propaganda nel Biellese, nell'Astigiano, nel Monferrato e nell'Alessandrino.
Le condizioni in cui si trova a dover operare il Galleani sono però ora diverse da quelle degli anni precedenti: si sta infatti verificando una convergenza nel movimento operaio tra le correnti operaiste e quelle socialiste al fine della costituzione del partito politico di classe. La sua attività politica non può quindi che provocare un inasprimento dei rapporti tra questi gruppi ed i settori anarchici e i suoi interventi polemici contribuiranno ad allargare la frattura in campo operaio fra i «riformisti» e gli intransigenti, frattura che sarà definitiva al Congresso di Genova del 1892, costitutivo del Partito dei Lavoratori Italiani.
Nella primavera del 1891 infatti la partecipazione del Galleani a una serie di conferenze tenutesi ad Alessandria rende evidente il disinteresse dei gruppi operai del luogo per le istanze di cui egli è il portavoce e ne sono segno i commenti polemici che compaiono sull'«Avvisatore alessandrino». I suoi discorsi infiammati non sono però privi di risonanze in quel settore del proletariato che è lasciato ai margini del dibattito politico. Le manifestazioni dei disoccupati che hanno luogo in Alessandria dopo una conferenza tenuta dal Galleani sono attribuite dalle autorità alla sua «perniciosa» influenza. Siamo agli inizi del famigerato decennio repressivo, e Galleani ne è una delle prime vittime. Sulla base dell'accusa
di incitamento all'odio di classe egli viene processato dal tribunale di Alessandria e condannato a tre mesi di reclusione.
Questi fatti segneranno l'inizio di un diverso orientamento dell'attività politica del Galleani che verrà a mano a mano sempre più accostandosi a quei concetti di anarchismo individualista e antiorganizzatore che caratterizzeranno la sua azione negli anni successivi.





