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giovedì 7 maggio 2020

Dalla società gerarchica alla società ecologica

L’originalità del suo pensiero consiste soprattutto nella convinzione dell’origine sociale del problema ecologico e nell’individuazione della causa della rottura dell’equilibrio tra esseri umani e natura nella logica del dominio sviluppatasi nel graduale passaggio dalle prime società organiche alle società gerarchiche. Per ripristinare l’equilibrio tra esseri umani e natura è necessaria quindi una radicale trasformazione sociale che sostituisca all’attuale società gerarchica una società ecologica. Bookchin evita sia il dualismo natura/società che il riduzionismo dell'una nell'altra inserendo l’emergere della società umana all’interno del processo evolutivo naturale ed elaborando un naturalismo dialettico che considera la società come una seconda natura emersa dalla prima. Bookchin ritiene dunque fondamentale la costruzione di una società ecologica e razionale, non gerarchica e resa possibile dall’emergere di una nuova sensibilità e di una nuova etica che si inseriscano in una prospettiva di umanesimo ecologico in cui assume un ruolo centrale la definizione di una nuova tecnologia. Bookchin auspica inoltre lo sviluppo di una politica di base, fortemente ispirata alla democrazia ateniese: la società ecologica deve dunque essere caratterizzata dalla pratica della democrazia diretta, basata su assemblee popolari con pieno potere decisionale. 
L’applicazione politica dell’ecologia sociale è costituita dal municipalismo libertario il quale auspica lo sviluppo di libere municipalità di dimensioni contenute, decentrate e caratterizzate dalla democrazia diretta. Al municipalismo si affianca il confederalismo che rende possibile la realizzazione della Comune non-autoritaria delle comuni e la costituzione di un potere realmente alternativo a quello statale e con esso fortemente in contrasto. Infine la società ecologica non può prescindere neppure da un radicale cambiamento economico che sostituisca all’attuale economia di mercato un’economia municipalizzata, caratterizzata dai principi della reciprocità e dell’interdipendenza.
Per la comprensione di Bookchin è importante la sua interazione con alcuni importanti movimenti:
 – l’ecologia profonda: mentre l’ecologia profonda adotta una prospettiva biocentrica, Bookchin rifiuta nettamente tale prospettiva che a suo parere nega l’unicità del ruolo degli esseri umani all’interno dell’evoluzione naturale e impedisce di comprendere le autentiche radici della crisi ecologica giungendo a considerare colpevole l’umanità intera.
 – i Verdi: da un lato Bookchin rifiuta la loro trasformazione in partito e la scelta della via parlamentare, dall’altro apprezza le istanze radicali e l’attenzione per tematiche solitamente non affrontate dai partiti tradizionali.
 – il marxismo: Bookchin da un lato critica gli aspetti autoritari e centralisti insiti nel concetto marxista di organizzazione e la lettura classista della società incapace a suo parere di cogliere le problematiche sociali emerse in epoca recente; dall'altro, non abbandona mai completamente le idee fondamentali del marxismo dal quale eredita alcuni importanti elementi come la concezione della libertà concreta e il pensiero dialettico di derivazione hegeliana.
– l’anarchismo: Bookchin nella sua elaborazione riprende numerosi elementi della tradizione anarchica tra cui l’attenzione all’individuo, la pratica della democrazia diretta, il principio della spontaneità, la fiducia nella capacità del singolo di autogestirsi, il decentramento. 

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