Nato il 17 marzo 1883 nella provinciale Curtea di Arges, in Valacchia, il bambino che i familiari chiamarono col soprannome Mitica ebbe un’infanzia normale, ma con un evento d’eccezione, quando la famiglia – cosa allora piuttosto rara, giustificata probabilmente con la necessità di aggiornamento professionale del padre medico – si trasferì per qualche tempo a Parigi. Dopo il ritorno in Romania, Mitica seguì i corsi della scuola primaria, finché al liceo la sua curiosità e la sua inventiva lo faranno riconoscere a compagni e docenti come l’architetto di imprese insolite che già portavano l’inconfondibile marchio “dada”. Più tardi, l’autore e teatrologo Gorge Ciprian, suo compagno alle scuole secondarie, avrebbe descritto le avventure di Mitica nel dramma Testa d’oca, rappresentato negli anni ’40 al teatro Nazionale di Bucarest con grande successo. Studente di diritto, Demetrescu-Buzau ottenne il diploma di laurea e, nel 1913, partecipò alla campagna bellica nei Balcani e poi alla guerra mondiale – ciò che contribuì in buona misura al suo ultimo dramma intimo che lo stava conducendo al suicidio quando, appena compiuto i quarant’anni, si andavano pubblicando i suoi testi con grande fortuna presso le giovani generazioni. Gran parte della vita la divise, tragicamente, fra un’amara solitudine in misere città di provincia, dove disimpegnò la sua professione di giudice, e l’amore per musica e letteratura – praticate con l’ardore del timido debuttante, lasciando un’opera che non supera le 50 pagine a stampa. Le sinfonie che compose sembrano essere perdute per sempre. Nel numero 586, del 25 novembre 1923, il giornale “Lupta” (la lotta) di Bucarest, Romania, pubblicava in cronaca la seguente notizia: “Oggi alle sette del mattino, venne ritrovato in un bosco presso l’angolo di via Janiu con la via Dem Ghica, il cadavere di uno sconosciuto. La sua mano destra serrava un revolver, ciò portò alla conclusione che si trattava di un suicidio.“Il cadavere presenta certe particolarità le quali provano che la morte sopravvenne circa 7-8 ore prima. Dopo una sommaria osservazione su corpo e abiti, venne rinvenuto un documento intestato a D.Dematrescu-Buzau, Via Apolodor 13. le indagini si conclusero con la certezza che il suicida è Dar. Demetrescu-Buzau, scrivano alla Suprema Corte di Giustizia".


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