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giovedì 1 ottobre 2026
La rivolta luddista I°
Nel 1811-1812, si sviluppò in Inghilterra un moto di protesta complesso e per tanti aspetti enigmatico, di solito chiamato luddismo. Il nome deriva dal fatto che, tra la gente, si diffuse l’idea che il movimento luddista (o luddita) fosse guidato da una specie di giustiziere – chiamato, appunto, generale Ludd – che divenne ben presto oggetto di numerose canzoni e ballate popolari. Di solito, il luddismo viene presentato come una forma di protesta operaia istintiva, disorganizzata e primitiva, di fronte al progredire dell’industrializzazione, in quanto il tratto più tipico del movimento fu, in effetti, la distruzione delle macchine, soprattutto dei telai. Un’attenta analisi del fenomeno, tuttavia, obbliga lo storico a valutare l’intero fenomeno in modo assai più sfumato e più equilibrato, dal momento che gli episodi più gravi della rivolta non si verificarono in Lancashire, la regione in cui funzionavano i nuovi telai meccanici, ma nella zona di Nottingham che, pur rivestendo una notevole importanza dal punto di vista della quantità di tessuti prodotti, non era affatto all’avanguardia dal punto di vista tecnico. Il luddismo degli anni 1811- 1812, insomma, più che un movimento ostile nei confronti della macchina e dell’industria, appare prima di tutto una rivolta di tessitori e di contadini desiderosi di manifestare il proprio malcontento, in una situazione estremamente delicata e difficile per l’economia britannica. Tra il 1808 e il 1810, infatti, il blocco continentale messo in atto da Napoleone nei confronti dell’Inghilterra raggiunse il massimo della propria forza: assumendo un indice 100 per le esportazioni di prodotti inglesi in Europa nel 1805, si può affermare che esse scesero a 20,9 nel 1808; a 55,2 nel 1809; a 74,6 nel 1810. È vero che l’economia inglese poteva reggere bene il peso di queste perdite, in quanto le esportazioni dirette al continente europeo (nel 1805) rappresentavano solo il 37% del suo prodotto globale destinato all’esportazione, mentre il commercio con l’Africa, l’Asia e soprattutto con l’America Latina era invece in pieno sviluppo. Tuttavia, il blocco provocava notevoli disagi alla popolazione; per di più, nel 1810, allorché risultò necessario importare grano dall’estero, la cosa risultò difficoltosa in quanto i porti tedeschi del Baltico erano tutti in mano ai francesi. Il luddismo non fu tanto una protesta nei confronti delle macchine moderne, ma una rivolta contro le cattive condizioni in cui la popolazione inglese si trovò a vivere in tempo di guerra. Inoltre, per quanto la figura del generale Ludd sia senza dubbio leggenda-ria, il moto non ebbe carattere spontaneo, ma fu all’opposto ben diretto e ben organizzato da capi che, verosimilmente, simpatizzavano per gli ideali della Rivoluzione francese (e forse, addirittura, ricevevano aiuti e sussidi direttamente dalla Francia). Gran parte di questi elementi sfuggono allo storico; chiarissima, invece, appare la risposta dello Stato inglese, che mobilitò ben 12 000 soldati per fermare le azioni dei luddisti. Inoltre, il 20 marzo 1812, il Parlamento approvò un decreto che prevedeva la pena di morte per chiunque avesse tentato di «rompere, distruggere o danneggiare con l’intento di rendere inservibile» un telaio o un’altra macchina destinata alla fabbricazione dei tessuti.
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