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giovedì 23 marzo 2017

Le molteplici proposte dell'anarchismo

L'anarchismo, nel tempo, ha presentato diverse proposte sia teoriche che pratiche, ipotizzando quindi interventi differenti tra loro.
Questo perché alla base dell'anarchismo stesso non vi è un Partito, o altra organizzazione, che ne possa o voglia dettare delle linee tattiche e strategiche uniche, ossia valide per tutti.
Non c'è una linea politica dettata da una autorità centrale (sarebbe la negazione stessa del pensiero anarchico), ma vi sono diverse proposizioni, ugualmente degne di attenzione.
In campo economico, premesso che tutti gli anarchici sono contro la proprietà intesa come accumulazione di beni, profitti e fonte di sfruttamento, gli orientamenti maggiormente definiti sono quello collettivista e quello comunista.
La proposta collettivista mira alla distribuzione dei beni prodotti in relazione all'impegno dei singoli facenti parte la collettività, l'ipotesi comunista anarchica, invece, si concretizza nella famosa frase "da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni".
L'ipotesi comunista è stata quella praticata, ad esempio, da quasi tutte le collettività rurali durante la rivoluzione spagnola (1936-39), quando ai lavoratori veniva assegnato un cosiddetto salario familiare, che teneva cioè in conto non solo l'opera prestata dal singolo, ma anche delle sue necessità come gruppo familiare.
Più in generale, i modi di pensare ed agire dell'anarchismo hanno conosciuto un approccio sociale ed uno individualista.
Il primo propone l'azione coordinata tra gruppi, federazioni, etc., il secondo si basa invece sull'iniziativa ed azione individuale, del singolo.
A seconda poi del tipo di approccio rivoluzionario, ovvero di come si ritiene sia possibile arrivare ad una svolta rivoluzionaria, gli anarchici hanno proposto diverse soluzioni, alcune alternative tra loro, altre invece compatibili e sovrapponibili:
Approccio educazionista il processo rivoluzionario può avvenire puntando sull'innalzamento del grado culturale di una società e degli individui che la compongono;
Approccio gradualista il passaggio da una società gerarchica ad una società anarchica può avvenire tramite la trasformazione, graduale, nel tempo, in senso antiautoritario, degli organismi che la compongono, sino a giungere ad un punto di rottura; 
Approccio determinista il progresso scientifico, economico, e sociale, migliorando le condizioni di vita, porterà ad una trasformazione in senso libertario della società "anarchico è il pensiero e verso l'anarchia va la storia";
Approccio volontarista l'avanzamento della società non sarà determinato dalla Storia, dal Progresso, ma sarà reso possibile solo dagli sforzi, volontari, congiunti degli esseri umani che si pongono in conflitto con le Istituzioni dominanti;
Approccio insurrezionalista la possibilità di una società anarchica è legata allo sviluppo di moti insurrezionali che portino all'attacco generalizzato ed alla distruzione delle strutture statali;
Approccio primitivista si ravvede nel progresso e nella civilizzazione (a partire da quella rurale, contadina) l'origine delle diseguaglianze e dell'attuale condizione di sfruttamento umano; la possibilità quindi di giungere ad una società anarchica è legata al ritorno ad una società pre-civilizzata, primitiva;
Approccio anarcosindacalista legato alla tradizione originata dalle lotte operaie, ritiene che la trasformazione sociale passa soprattutto da una rivoluzione operata nel mondo del lavoro: l'approccio rivoluzionario è qui sostenuto dalla graduale presentazione di richieste sindacali, rivoluzionarie, sempre meno gestibili e recuperabili dal Potere stesso.

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