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giovedì 18 ottobre 2012

Contestare questo monopolio espropriante


Contestare le istituzioni significa, contestare questo monopolio
espropriante che mantiene in uno stato di inferiorità e di dipendenza
permanente anzi progressiva, gli individui che compongono la società e che invece di maturare attraverso e grazie ad essa sono costretti
sempre più e in ogni campo ad obbedire a chi comanda con una
giustificazione che riduce di molto la differenza tra metodi violenti
e metodi democratici, quando questi si avvalgono di mezzi di
persuasione che fanno del consenso una vera e propria abdicazione alla libertà di giudizio e cioè all’esercizio effettivo della coscienza. La
società dei consumi interiorizza semplicemente la costrizione
sociale, trasformando la paura della repressione in vergogna della
emarginazione. Il paradosso è che la libertà circolante nella
democrazia dei consumi “libera” tutte le forme di licenza corruttrice
ed oltretutto miope e contraddittoria in funzione di un unico scopo,
quello dell’interesse esclusivamente individuale che, per
corrispondenza all’abrasione sociale dell’individualità, elimina
semplicemente la relazionalità come condizione e partecipazione
all’umanità

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