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giovedì 14 settembre 2017

Quarant'anni fa... il '77 (capitolo XXIII)

8 giugno: a Torino, i lavoratori della Singer, Venchi-Unica e Generalmoda, bloccano la stazione di Porta Nuova per 5 ore dalle 11 alle 16. Un altoparlante BR alla Mirafiori rivendica gli attentati ai giornalisti “Non avvicinatevi a queste auto che possono esplodere”. Nel comunicato le BR escludono un loro legame con “quelli della P38”, definiti provocatori al servizio dello Stato. A Bologna, il tribunale è in stato d’assedio, mentre si processano i giorni deIla rivolta. Comincia il processo per il saccheggio del Cantunzein. Il ristorante, al centro deIla zona universitaria, devastato l’11 marzo, era frequentato, oltre che daIla buona borghesia, dai dirigenti del PCI e da amministratori locali. Già sottoposto ad esproprio 5 giorni prima, il 12 marzo il Cantunzein fu incendiato, con danni per 300 milioni. Sparirono 15.000 bottiglie di vini d’annata, liquori, due quintali di caffè, decine di prosciutti, salami, mortadeIle, posate d’argento, piatti e bicchieri, tovaglie, tovaglioli, arredi e ogni altro ben di dio. Gli autori materiali deIla devastazione sono sconosciuti: l’unica accusata del saccheggio vero e proprio è una donna di 66 anni, Piera Toletti, in carcere da un paio di mesi ed ora processata insieme a 37 giovani imputati di ricettazione. Polizia e carabinieri li bloccarono qualche ora dopo l’assalto al ristorante, mentre se ne andavano con bottiglie di vino. Qualcuno, poi, è stato incastrato da padeIle, posate o altri oggetti del ristorante che aveva in casa. «Li abbiamo trovati per strada» dicono i giovani. Stessa cosa ripete la Tonelli per le tovaglie e i tovaglioli che erano nell’appartamentino dove abitava insieme ad uno stuolo di gatti (rischia dagli 8 ai 15 anni). Anche gli altri imputati (tre dei quali detenuti) sembrano personaggi che hanno poco a che fare con la rivolta. In seguito, la sentenza, emessa il 10 sarà di 30 lievi condanne, 8 assoluzioni e scarcerazione generale dopo tre mesi di galera. La condanna più pesante verrà inflitta alla Tonelli, con un anno e 100 mila lire di multa. A Roma, il Commando Comunista Ulrike Meinhof rivendica un attentato incendiario compiuto contro il Centro BMW sulla Salaria. A Trento, le Brigate Combattenti per il Comunismo minacciano due avvocati. A Napoli, oltre ai 21 anni di galera che gli sono già stati inflitti il compagno Nicola Pellecchia ha avuto in dono altri 4 mesi per oltraggio a pubblico ufficiale.
9 giugno: a Torino, una quindicina di giovani, verso sera, sono entrati alla mensa universitaria di via Principe Amedeo portando via cibo e bevande, la stessa azione viene ripetuta il giorno successivo, gli espropri vengono rivendicati con un volantino a firma: Studenti, Proletari, Precari e Disoccupati. A Roma, due giovani e una donna armati devastano una agenzia della Fabbri Editori, in via Topino, ai Parioli. Un impiegato e un cliente vengono legati e imbavagliati, macchine da scrivere e altre suppellettili vengono danneggiate, vengono lasciate scritte sulle pareti: “Abbasso il lavoro nero”. A Milano viene ferito dalle BR un caporeparto della Breda siderurgica, Fausto Sillini, simpatizzante della DC. L’attentatore aspetta che scenda dall’autobus e gli spara sei colpi all’altezza delle gambe, di cui due vanno a segno. L’attentato viene rivendicato dal Nucleo Walter Alasia – Brigate Rosse. L’attentato fa crescere la tensione in città, dove un altro dei giurati popolari scelti per giudicare Curcio si ritira esibendo un certificato medico. A Spoleto, scoppia una rivolta nel carcere: alcuni compagni delle BR e dei NAP, insieme ad altri detenuti comuni, durante l’ora d’aria, prendono in ostaggio 12 guardie. Sono armati di forchette e cucchiai opportunamente trasformati in armi.
10 giugno: a Torino, scioperi e danneggiamenti e cortei alla palazzina degli uffici della Fiat Mirafiori da parte degli operai incazzati per il rinnovo del contratto. A Roma, quindici giovani irrompono nella sede del MSI di via Quinto Pedio, al quartiere Tuscolano, distruggendola. Nel pomeriggio un commando composto da tre donne e un uomo mascherate/i fa irruzione nel centro interfacoltà dell’Università, che elabora il materiale della ricerca scientifica, colpiscono il cuore del centro elettronico, incendiando un calcolatore del valore di almeno un miliardo. Le Unità Comuniste Combattenti per il Comunismo hanno rivendicato l’incendio all’ateneo con un volantino fatto trovare in una cabina telefonica precisando che hanno voluto “distruggere materialmente gli strumenti che il sistema capitalista si dà per centralizzare,  programmare e pianificare il suo controllo sui processi economici legati alla produzione delle merci, della cultura, del pensiero e dell’intelletto”. A Bologna, nuovo attentato contro un giornalista: una bomba incendiaria scoppia nel pomeriggio davanti alla porta dell’abitazione di Alberto Pasolini Zanelli, del Giornale Nuovo. 
11 giugno: A Roma, 30.000 donne in piazza contro una proposta di legge democristiana che limita il diritto all’aborto. A Milano, viene arrestato un giovane dirigente autonomo durante le cinque perquisizioni fatte nei giorni scorsi nell’ambito delle indagini per l’attentato a Indro Montanelli. Maurizio Gibertini, 24 anni, ex militante del gruppo Gramsci, attualmente leader dell’Autonomia, abitante in una casa di via Gluck, in cui si sarebbero trovate sostanze anticrittogamiche che mischiate producono effetti esplodenti, polveri metalliche, che hanno gli stessi effetti, sveglie, batterie, saldatori elettrici e alcune taniche di benzina. A Bologna viene colpito da mandato di cattura Diego Benecchi, sempre per i fatti di marzo. Viene arrestato anche un vigile urbano, Alberto Armaroli, che avrebbe partecipato agli scontri sulle barricate dell’Università.

1 commento:

  1. Ciao, saremmo interessati a proporvi degli scritti da pubblicare, è possibile avere un indirizzo mail di riferimento?

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