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giovedì 1 novembre 2018

QUIEN SABE? di Damiamo Damiani

Durante la rivoluzione messicana, allettato da un compenso di centomila pesos, il giovane americano Bill Tate( detto Il Niño) accetta l'incarico di uccidere, per ordine degli agenti governativi, il generale Elias, capo dei rivoluzionari. Per raggiungere la sua vittima, Tate si aggrega a un gruppo di ex ribelli comandati da El Chuncho, che cerca di trarre profitto dalla rivoluzione assaltando i treni militari e le caserme per procurarsi armi che verranno vendute poi ad Elias. Bill ed El Chuncho, dopo varie peripezie, giungono finalmente al rifugio del generale Elias. Qui El Chuncho, riconosciuto responsabile della carneficina dell'intera popolazione del villaggio di San Miguel - che avrebbe potuto difendere dalle truppe del governo - si auto-condanna a morte, chiedendo di essere giustiziato da suo fratello El Santo. Ma all'improvviso, il generale viene assassinato. Il Niño infatti, salito su una collina, con un fucile di precisione, uccide prima il generale, poi El Santo e scappa
via. Dopo una settimana El Chuncho raggiunge l'albergo Morelos, come gli aveva detto il Niño, deciso ad ucciderlo. Qui il Niño però, divide con lui metà della taglia che gli era stata data per l'assassinio di Elías, rendendo di fatto El Chuncho un uomo ricco. El Chuncho è confuso ma accetta l'offerta di denaro, insieme alla promessa di una vita migliore in America. Così il Niño lo porta da un parrucchiere, da un sarto e a lezione di ballo, ma proprio il giorno della partenza El Chuncho ha un ripensamento: vede la prepotenza del Niño che passa davanti alla fila per il biglietto del treno e la povertà di un lustrascarpe che gli chiede pochi spiccioli. Lui glieli dà e gli dice di comprarsi del pane. A questo punto stanno per salire sul treno, ma El Chuncho prende la sua pistola e dice al Niño che ha ugualmente deciso di ucciderlo. Alla domanda insistente del Niño: "Perché?", El Chuncho non riesce a spiegare l'imperativo dettato dalla sua coscienza politica e risponde soltanto: "Quien sabe?" (chi lo sa?) e mentre il suo amico cerca di estrarre la pistola lui lo uccide. 
Grande western di Damiani, che sa creare un film che vive di vita propria: Quien Sabe? non è un semplice western, anzi, volendo, non è nemmeno un western. E’ un manifesto ideologico e politico, un film dai grandi temi, libertà, coerenza, coraggio: El Chuncho non è il tipico eroe senza macchia, ma un personaggio a tutto tondo, schiavo delle sue passioni che solo dopo un percorso lungo e tragico riuscirà a prendere realmente coscienza di sé ed in questo senso è bellissimo il finale, assolutamente anti-western, che ribalta l’idea del duello finale. Tutto il film è leggibile come un percorso, metaforico e non, sull’evoluzione delle idee e dei sentimenti, evidente anche nella struttura della pellicola: parte come un western minimale, passa, verso la metà, a western di ampio respiro, epico, ironico, per poi completarsi in una parte finale più matura e drammatica.
l ’68 arriverà due anni dopo, eppure Quien Sabe? ne anticipa le tematiche, i modelli terzomondisti, cavalca le ribellioni anti-colonialiste. Fa capolino anche la droga (la mescalina) nella scena della febbre malarica. 
Quien Sabe? esce in un clima politico e sociale che stava per modificare i connotati del nostro Paese: un boom economico che rese ricche persone insospettabili e arriviste, con la conseguente rivoluzione proletaria incapace e allergica verso questa abbondanza. Ricordare che dal popolo nascono le rivoluzioni più significative, non dall’industria capitalista e non dalla ricchezza “facile”, un concetto che è impresso in tutta la pellicola, un grande esempio di cinema civile italiano che sfrutta il genere per raccontare altro, come spesso accadeva in quel periodo. L’essenza e il messaggio del film è racchiusa nella sequenza finale: il personaggio di Castel che dopo aver “giocato” si rivela nella sua meschinità e risulta essere classista e razzista e quella battuta di Volontè, “non comprare pane… compra dinamite!”, che rivela che i soldi e la gloria non cambiano le radici e gli ideali degli uomini di valore.



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