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giovedì 14 ottobre 2021

Kropotkin, il Pensiero – parte prima

Lo sforzo teorico di Kropotkin è rivolto essenzialmente verso uno scopo. Dare dignità di scienza all'anarchia. Per comprendere il senso di questo sforzo è necessario considerare il periodo storico nel quale si trova ad operare il "principe dell'anarchia". E' il periodo del massimo sviluppo delle teorie positiviste e scientiste. Le tesi più in voga nel periodo sono essenzialmente due: nel campo scientifico-naturalistico la teoria dell'evoluzionismo darwiniano, con la sua affermazione della inevitabile vittoria del più adatto e del più forte sul più debole. In campo socialista l'affermarsi del socialismo scientifico e in particolare del metodo dialettico e del determinismo economico. In apparenza diversi ed opposti, questi due sistemi si basano su una concezione comune: l'idea della lotta come costante dell'esistenza, sia biologica che sociale, ed il prevalere del più forte, sia esso individuo, animale o classe, come sbocco inevitabile di questa lotta. Kropotkin lancia la sua sfida intellettuale: dimostrare che l'anarchismo è in perfetta sintonia con lo sviluppo e i metodi della scienza, che esso ha basi scientifiche indiscutibili e, soprattutto dimostrare che la vita umana ed animale è prevalentemente basata sulla cooperazione e la solidarietà, piuttosto che sulla lotta. Evoluzionismo, positivismo, determinismo scientifico e creatività popolare sono le armi teoriche usate da Kropotkin per dimostrare il perfetto incontrarsi di anarchia e scienza. In sostanza il tentativo di Kropotkin è quello di giustificare la libertà e l'uguaglianza attraverso una spiegazione di tipo naturalistico. Per Kropotkin "L'Anarchia è il risultato inevitabile del movimento intellettuale nelle scienze naturali, movimento che cominciò verso la fine del XVIII secolo". Il movimento intellettuale nato dall'Illuminismo e dall'enciclopedismo, a causa della sua radicale critica al principio d'autorità, non poteva che sfociare in una concezione anarchica della vita. Il carattere rivoluzionario di questo movimento è dovuto alla sua valenza naturalistica, ovvero al suo riportare i problemi alla propria origine fisico-naturale, operando un disincanto verso tutta la cultura religiosa e metafisica precedente"(gli enciclopedisti) fecero un tentativo di fondare il sapere generalizzato - la filosofia del sapere e della vita- con un metodo strettamente scientifico, respingendo quindi tutte le costruzioni metafisiche dei filosofi precedenti e spiegando tutti i fenomeni con l'azione delle medesime forze fisiche, che erano state per essi sufficienti a spiegare l'origine e l'evoluzione del globo terrestre". Questo indirizzo materialistico ha strappato una volta per tutte i veli mistici e pseudo scientifici che avevano coperto la realtà. Questo metodo si è esteso dallo studio degli astri a quello della chimica, giungendo alfine allo studio delle forme politiche, giuridiche ed economiche della società umana. Quindi la scienza ha una valenza atea, rivoluzionaria e demistificante, perché è grazie alla scienza che è possibile "leggere il libro della natura, compresa ciò che ciò che tratta dell'umanità, senza ricorrere all'idea di un creatore, di una "forza vitale" mistica, o di un'anima immortale, e senza consultare la trilogia di Hegel, né nascondere la nostra ignoranza sotto non importa quale simbolo metafisico". 



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