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giovedì 14 marzo 2024

L’Anarchia nel XX secolo – Parte XI

1914 

20 aprile - La milizia di Rockefeller (proprietario delle miniere di carbone) attacca con mitraglie ed esplosivi un accampamento di minatori in sciopero a Ludlow, Colorado. Muoiono decine di donne e bambini e 6 scioperanti, tra cui il leader Louis Tikas, un uomo di grande intelligenza e umanità che si era battuto per evitare il massacro. Tikas viene condotto davanti  al tenente Linderfelt, capo della milizia, il quale gli spacca il cranio col calcio del fucile urlando: «Io sono Gesù Cristo e devo essere obbedito». Esasperati gli scioperanti scatenano la guerriglia; segue una repressione feroce. Lo scrittore Upton Sinclair e l'IVVW chiedono invano la solidarietà del partito socialista. 

7 giugno - Mentre la gente sfolla dalla Villa Rossa di Ancona, ove Malatesta ha tenuto un comizio, la polizia spara sui lavoratori. Muoiono un anarchico e due repubblicani; 15 sono i feriti. Comincia cosi la «settimana rossa di Ancona», che durerà fino al 14  giugno. Per protesta contro il massacro poliziesco viene proclamato dall'USI lo sciopero generale, appoggiato, dal 9 giugno, dal PSI e dalla CGL. In tutta Italia lo sciopero porta a episodi cruenti, a carattere anche insurrezionale nell'Italia centrale. Occasione mancata della rivoluzione attesa dagli anarchici, e insieme prova generale dei futuri eventi rivoluzionari, la settimana rossa viene repressa e Malatesta  costretto all'esilio, ma testimonia della volontà antibellicista delle masse  italiane sensibilizzate dagli anarchici all'internazionalismo. 

21 giugno - Sfuggendo alla polizia, Malatesta espatria e raggiunge Londra. 

28 giugno - A Serajevo lo studente Princip uccide Francesco Ferdinando d'Austria. 

28 luglio - L'Austria dichiara guerra alla Serbia. La  Russia si  mobilita. 

1° agosto - Inizio della  prima guerra  mondiale. Russia e Francia (3  agosto) scendono in campo contro la Germania e l'impero austro-ungarico. 

2 agosto - La socialdemocrazia tedesca vota i crediti di guerra voluti dai generali, rompe la solidarietà internazionale del movimento operaio  mondiale e si mette al servizio dello Stato germanico. Lenin si stacca da Kautsky. L'Inghilterra, dopo l'invasione tedesca del Belgio, dichiara guerra alla Germania e all'Austria. Poco dopo il   Giappone, interessato ad assicurarsi i possedimenti tedeschi in Cina, si schiera a fianco dell'Intesa (gli alleati franco-russo-britannici). 

13-14 settembre - Al Consiglio di Milano dell'USI scissione tra la maggioranza che approva una mozione di Borghi contro la guerra, per un'azione rivoluzionaria volta a «travolgere gli Stati borghesi e monarchici», e una minoranza conquistata alla causa dell'Intesa e della «guerra rivoluzionaria» che fonda l'interventista Unione Italiana del Lavoro, con Alceste De Ambris, Edmondo Rossoni, Filippo Corridoni, Cesare  Rossi e Michele Bianchi. 

Dicembre - Errico Malatesta pubblica sul periodico anarchico inglese  "Freedom" un ragionato ma durissimo attacco a quei socialisti (molto numerosi) e anarchici (assai meno numerosi) che partecipano volontariamente a fianco dei tedeschi o degli alleati alla guerra che sta devastando l'Europa. L'articolo (Gli anarchici hanno dimenticato i loro principi) si chiude con queste parole: « ... ciò che mi sembra elementare e fondamentale per tutti i socialisti (anarchici  o altri) è la necessità di mantenersi al di sopra di tutti i compromessi   con i governi e le classi dirigenti, per essere pronti ad approfittare di ogni occasione favorevole e di potere, in ogni  modo, riprendere e continuare la nostra preparazione e la nostra propaganda rivoluzionaria». 

Dicembre - Mentre la stragrande maggioranza degli anarchici si dichiara coerentemente contro la guerra, piccole minoranze seguono l'esempio dei socialdemocratici e degli altri interventisti di sinistra e cominciano  a fare distinzioni tra gli alleati e i «barbari» tedeschi. A Milano si dichiarano a favore della guerra Maria Rygier, Mario Gioda, Oberdan Gigli e Massimo Rocca (Libero Tancredi) che fondano il settimanale interventista  "Guerra Sociale". A Parma la locale Camera del lavoro (anarco-sindacalista) segue gli interventisti Filippo Corridoni e Alceste De Ambris.  



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