
01 agosto: Torino, due ordigni esplosivi sono stati fatti esplodere nella notte contro il muro di cinta della Ipca, la fabbrica del cancro di Ciriè, i cui amministratori sono stati condannati ieri dal Tribunale di Torino. L’attentato è stato rivendicato con una telefonata alla Stampa dai Nuclei Armati Rivoluzionari, la stessa telefonata ha rivendicato l’attentato fatto ad una cabina elettrica vicino a Porta Nuova la notte di giovedì 28 luglio. Decine di famiglie occupano le case popolari non ultimate nella frazione di Santa Maria a Moncalieri in provincia di Torino. A Roma, gli agenti arrestano due fascisti del FdG, Lillo Garzilli e Daniele Piermattei, per l’aggressione compiuta domenica 31 luglio, poco prima delle 22, da una dozzina di fascisti contro una donna incinta, il marito e il padre, reduci dalla festa dell’Unità allestita al parco del Colle Oppio. A Gioia Tauro, dopo un campeggio paramilitare di tre giorni a Cittanova, una manifestazione missina finisce con otto arresti, due feriti tra i neofascisti e due tra le forze dell’ordine, dopo gli scontri avvenuti presso la stazione, per un’ora, tra i circa duecento neofascisti e polizia e carabinieri.
02 agosto: a Roma, alla delegazione di auto riduttori delle bollette ACEA l’assessore comunale Della Seta, promette una rateizzazione anche molto lunga, a condizione che venga iniziato l’integrale versamento degli importi delle nuove bollette emesse. A Bologna, viene liberato Stefano Saviotti, presidente della cooperativa che gestiva Radio Alice. A Milano, 21 cinema vengono sgombrati dopo una telefonata all’ANSA, in cui Prima Linea ha affermato di aver messo bombe nelle sale di sei cinema di prima visione della città.
03 agosto: a Torino, gli ospiti dell’Istituto di Riposo per la vecchiaia, non potendo pagare le rette richieste dall’amministrazione, decidono di compiere una autoriduzione. A Udine, Ennio Milan di 17 anni si uccide perché non trova lavoro. A Zurigo, Petra Krause sta per lasciare il carcere svizzero di Affoltern e partire per Milano, quando viene nuovamente arrestata dalle autorità svizzere.

04 agosto: a Torino, due giovani, Attilio Di Napoli e Aldo Marin Pinones, militanti di Azione Rivoluzionaria, muoiono dilaniati da un ordigno che stanno sistemando nel cofano di un auto. Il fallito attentato, che probabilmente aveva come obiettivo la vicina caserma del Nucleo giudiziario dei carabinieri di viale Umbria, viene rivendicato dalle Brigate Internazionali. Sempre nel capoluogo torinese, vengono emessi dal giudice Giancarlo Caselli 17 rinvii a giudizio per una impressionante serie di reati, che vanno dalla partecipazione a banda armata e dall’associazione sovversiva fino a reati come rapina, furto, sequestro, ecc., nei confronti dei brigatisti effettivi o presunti, esponenti della rivista Controinformazione e del Collettivo Politico La Comune del Lodigiano, appartenenti al gruppo 22 ottobre, nappisti, elementi dell’organizzazione Pantere rosse. A Mestre, una bomba scoppia davanti alla sede dell’ufficio tecnico della RAI, in corso del Popolo,rivendicato con un volantino dai Gruppi proletari armati per il comunismo.
5 agosto: a Roma, un ordigno esplosivo viene lanciato contro la sede del TAR, che il 3 agosto ha annullato l’ordinanza di sospensione dei lavori per la centrale nucleare a Montaldo di Castro. Viene inoltre appiccato il fuoco alla porta del consolato francese, dopo i fatti di Malville, in cui la polizia francese ha ucciso con una granata Vital Michelon. Entrambi gli attentati vengono rivendicati con un messaggio che si conclude con “No alle centrali nucleari”. Sempre a Roma, viene condannato ad un anno e otto mesi il neofascista Giorgio Dilluvio, che il 16 luglio ferì con tre colpi di pistola Massimo Mazzoni, simpatizzante di LC. La condanna viene inflitta per la sola detenzione dell’arma.
06 agosto: a Torino, viene arrestata un’amica di uno dei due terroristi morti, Silvana Fava, di 25 anni, abitante in via Ascoli, nei pressi del luogo del fallito attentato; nella sua abitazione viene trovato un arsenale di armi, esplosivi, timer. A Milano, con un volantino dal titolo: “Altri due operai assassinati a Gela”, le Squadre proletarie rivoluzionarie hanno rivendicato l’esplosione che ha colpito gli uffici dell’ANIC in via Mozart.
Per ritrovare il primo scritto organico in cui viene definita una bozza del pensiero anarchico bisogna giungere al "Political Justice" di William Godwin, pubblicato nel 1793.
Godwin fu illuminista e conobbe bene l'insieme di idee che accompagnarono la Rivoluzione Francese, tra le quali quelle contenute nella "Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino" (1789), quelle ormai storiche di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza.
La Rivoluzione Francese è sì una rivoluzione sostanzialmente borghese, realizzata a discapito del vecchio mondo clericale ed aristocratico, ma è anche la frattura storica che introduce concetti di base che verranno poi ripresi e rielaborati nella storia del pensiero umano, socialista e poi anarchico.
Godwin, superando concettualmente la medesima rivoluzione dell'89, teorizza per primo l'avvento di libere comunità indipendenti, l'abolizione del governo centrale, l'autogoverno dei singoli. Ritiene che la Ragione possa condurre ad una vera Giustizia sociale; tale giustizia potrà realizzare la felicità del genere umano.
Successivamente i caratteri originari del pensiero anarchico vengono maggiormente definiti ed integrati con i contributi di Proudhon, Stirner, Kropotkin, Bakunin, Malatesta.
Proudhon nel 1840 pubblica "Cosa è la proprietà" (...un furto, conclude provocatoriamente l'autore), dando per la prima volta nella storia al termine "anarchia" un significato positivo.
Stirner nel 1844 pubblica "L'Unico e la sua proprietà", dando al pensiero anarchico il contributo fondamentale relativo alla valorizzazione dell'Individuo, in contrapposizione all'omologazione sociale data da Stato, Religione, Classe, Partito e Istituzioni varie.
Kropotkin introduce poi i concetti di "comunismo anarchico" e di determinismo scientifico. Crede nella Ragione, nel progresso e nella scienza: tutti elementi che a parer suo determineranno la maturazione del genere umano, conducendo lo stesso verso l'anarchia.
Bakunin rappresenta poi la perfetta sintesi tra teorico e militante dell'anarchismo; più di altri il rivoluzionario russo esalta il concetto di Libertà, che non trova limite in quella altrui, ma che è invece esaltata proprio da quest'ultima.
È il fulcro della definitiva divisione tra anarchici e marxisti, tra antiautoritari e comunisti autoritari.
Malatesta completa questo quadro portando a maturazione l'elaborazione teorica precedentemente accennata: redige il Programma anarchico, definisce il "comunismo anarchico", introduce il concetto di "volontà" (in antitesi al determinismo kropotkiniano), appronta i concetti base di organizzazione anarchica, concretizza il metodo antiautoritario sviluppando il concetto di coerenza tra mezzi e fini.
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Il sistema della proprietà è tanto assurdo che porta la gente a rivendicare la propria morte come un loro bene - l'appropriazione privata della morte. Il guasto mentale dell'appropriazione è tale che porta all'investimento immobiliare della morte, non soltanto che nella preoccupazione di quella terza residenza che è diventato il loculo o la tomba (molti acquistano allo stesso tempo una casa in campagna e una concessione nel cimitero del villaggio), ma anche nella rivendicazione d'una qualità della morte. Una morte personalizzate, design-ata, confortevole, una morte naturale: diritto inalienabile che è diventato la forma perfetta del diritto borghese individuale. L'immortalità non è mai d'altronde che la proiezione nell'infinito di questo diritto naturale e personale - appropriazione della sopravvivenza e dell'eternità del soggetto - inalienabile nel suo corpo inalienabile nella sua morte. Quale disperazione nasconde questa rivendicazione assurda, analoga a quella che alimenta il nostro delirio di accumulazione di oggetti e di segni, al collezionismo maniacale del nostro universo privato: bisogna ancora che la morte ridiventi l'ultimo oggetto della collezione e, invece di attraversare questa inerzia come unico evento possibile, rientri essa stessa nel gioco dell'accumulazione e dell'amministrazione delle cose.
Contro questa distorsione che il soggetto imprime alla propria perdita, c'è liberazione esclusivamente nella morte violenta, inattesa, che restituisce la possibilità di sfuggire al controllo nevrotico del soggetto.
Ovunque emerge una resistenza ostinata, feroce, a questo principio di accumulazione di produzione e di conservazione del soggetto, in cui esso può leggere la propria morte programmata. Ovunque si gioca la morte contro la morte. In un sistema che mira a vivere e a capitalizzare la vita, la pulsione di morte è l'unica alternativa. In un universo regolato minuziosamente, un universo della morte realizzata, l'unica tentazione è quella di normalizzare tutto mediante la distruzione.
18 luglio: a Torino, una ventina di giovani aderenti all’autonomia si sono presentati alla cassa della mensa universitaria di via Principe Amedeo contro il caro mensa, bloccando la distribuzione dei pasti. A Palermo, scatta l’operazione “super-carcere” e un primo gruppo di nappisti e brigatisti viene trasferito nel carcere dell’isola di Favignana. A Genova, i carabinieri eseguono 21 perquisizioni e arrestano l’autista Leonardo Greco di 30 anni perché ha una pistola.
19 luglio: a Roma, Cossiga, riferendosi all’appello contro la repressione lanciato dagli intellettuali francesi, attacca Sartre, e afferma: “Il nostro è il paese più libero del mondo”.
20 luglio: a Roma, tre candelotti di tritolo, avvolti in un giornale, vengono trovati in un corridoio del Palazzo dell’Esercito di via XX Settembre, del Ministero della Difesa. A Milano, vengono arrestate 4 persone accusate di far parte delle BR, sono Luigi e Marco Bellavita, redattore e direttore della rivista Contrinformazione, insieme a Daniela Ferriani e al pittore Gabriele Armadori.
21 luglio: a Firenze, tre attentati vengono compiuti quasi simultaneamente contro le abitazioni e gli studi professionali di tre docenti dell’Università di Firenze. Gli attentati vengono rivendicati con un volantino firmato Organizzare e Armare i Bisogni Proletari Comunisti. A Bologna, tre persone vengono arrestate per detenzione di arma da fuoco e per aver partecipato agli scontri di marzo. A Milano, duemila operai della cartiera di Cairate “Vita Mayer” che nei giorni scorsi, avevano ricevuto l’avviso di licenziamento hanno bloccato la strada che collega Gallarate all'aeroporto internazionale di Malpensa.
22 luglio: a Roma, quindici giovani del quartiere Collatino fanno irruzione in una drogheria e compiono una “spesa proletaria” a base di prosciutti e vini. A Milano, l’organizzazione comunista Prima Linea diffonde un volantino col quale rivendica l’azione d’esproprio che martedì 19 tre suoi aderenti hanno portato a termine contro l’armeria di corso Bernacchi a Varese nella quale era caduto il compagno “Valerio”. Rivendicando nello stesso volantino l’attentato esplosivo effettuato contro l’armeria stessa.
23 luglio: a Cagliari, sindaco comunista, parroco e due socialisti sono assediati nella stanza del palazzo comunale di Fluminimaggiore, dove li hanno rinchiusi 150 minatori, aiutati da tutta la popolazione, che da 50 mesi non ricevono l’indennità di cassa integrazione e da un anno lottano per far riaprire la miniera dove lavoravano.
25 luglio: a Ravenna, gli operai del gruppo “Maraldi” che da parecchi mesi non ricevono il salario bloccano con un cavo d’acciaio il porto. A Milano, per 4 ore i minorenni detenuti del “Beccaria” dei quali la maggior parte è ancora in attesa di giudizio occupano il carcere. A Roma, una bomba viene deposta contro il portone principale del carcere di Regina Cieli. L’ordigno viene scoperto da un agente che lo allontana con un calcio poco prima dello scoppio.
26 luglio: si conclude il trasferimento di 600 detenuti ritenuti pericolosi nei super carceri di Favignana, dell’Asinara, di Volterra e di Trani. A Milano, i compagni Luigi e Marco Bellavita, Amadori e Ferriani, arrestati alcuni giorni fa, hanno iniziato uno sciopero della fame e sono ancora segregati in isolamento.
27 luglio: a Torino, sommossa nella notte nel carcere minorile “Ferrante Aporti”, trentanove ragazzi si sono ammutinati al primo piano del carcere minorile, chiedono vitto e alloggio decorosi. L’istituto circondato da decine di poliziotti e carabinieri per sventare un eventuale evasione.
28 luglio: a Torino, attentato nella notte ai tralicci delle ferrovie, quattro cariche d’esplosivo hanno messo fuori uso un interruttore dell’alta tensione nella sottostazione di smistamento lato del sottopassaggio di corso Bramante. L’attentato è rivendicato da Prima Linea. A Milano, nella notte la sede della “Swissair” viene distrutta da un attentato rivendicato dalle Unità Comuniste Combattenti. Ottiene la libertà provvisoria per “totale assenza di indizi” Daniela Ferriani.
30 luglio: a Milano, all’alba, a pochi passi dalla sede della “Swissair”, già colpita il giorno prima, viene fatto saltare con il tritolo l’ufficio della compagnia sovietica “Aeroflot”, A Gela, nella notte, un’esplosione al grande stabilimento petrolchimico provoca la morte di Gaetano Silluzio e Gaetano Blanco, mentre un terzo operaio, Gaetano Accaputo, resta gravemente ustionato e poi morirà il 10 agosto. Oltre due miliardi di danni: un misterioso Fronte di liberazione siciliano rivendica l’attentato.
31 luglio: a Firenze, all’alba, cinquecento tra carabinieri e agenti di polizia, in assetto di guerra, sfondano i portoni e, armi alla mano, fanno irruzione nei tre ex alberghi di proprietà dell’INA, occupati il 24 febbraio dagli studenti fuori sede, nella centralissima via dei Calzaioli, una delle più eleganti della città. I 35 occupanti non oppongono resistenza, vengono portati in questura, identificati e rilasciati.
Polvere in odio
Apparenza tagliata
Frammenti di ferita
Realtà sbagliata
Sguardi dentro ai cuori
Sutura strappata
Immagine confusa
Realtà sbagliata
Il solco ancora acceso
La vena derivata
Soltanto parodia
Realtà sbagliata
Attesa in pulsione
Causa derivata
Adorando un altro mito
Realtà sbagliata
La visione nello specchio
Non è cambiata
Resta l’ombra delle ombre
Realtà sbagliata
La paura penetra nel cuore dell'uomo nell'istante in cui si trova impedito di nascere a se stesso. Vogliamo dire che non abbandona i terrori inerenti all'universo animale se non per cadere nei terrori di una giungla sociale, dove è considerato un crimine comportarsi con la libera generosità di una natura umana.
L'economia distilla una paura essenziale nella minaccia che fa pesare sulla sopravvivenza dell'intero pianeta; da un lato si spaccia come garanzia di benessere, dall'altro si richiude come una trappola su ogni tentativo di scegliere una via diversa, che si tratti dell'indipendenza del bambino o dello sviluppo delle energie naturali.
La paura, in quanto argomento economico, consiste nel chiudere porte e finestre quando il nemico è già in casa. Essa accresce il pericolo con la scusa di proteggersene. Suscitare lo spavento di una terra trasformata in deserto, di una natura sistematicamente assassinata, non è ancora un un modo di murarsi, per morirvi, nel circolo vizioso della merce universale?
Distruggendo i bastioni della chiusura agraria per ricostruirli più lontano ai limiti della redditività, l'espansione mercantile ha riunito il gregge dei terrori al confine tra un universo moribondo e una natura da rivivificare.
Quel che è più terribile nella paura di morire, che istupidisce gli uomini fin nelle loro audacie suicide, è che si tratta originariamente di una paura di vivere. Trapassare, solcare la soglia della morte, è talmente insito nella logica delle cose che gli uomini ridotti agli oggetti che producono vi trovano paradossalmente più sicurezza e rassicurazione che nella risoluzione di cominciare a vivere e di prendere per guida i loro stessi godimenti.
La paura di una apocalisse ecologica, occulta l'occasione offerta alla natura e alla natura umana .

11 luglio: a Torino, in piazza Carducci, bombe molotov contro due autobus articolati dell’Atm delle linee Torino - Rivalta e Torino - Trofarello posteggiati in prossimità del deposito dell’Azienda Tranvie Municipali. A Roma, due redattori di Radio Onda Rossa tornano da Parigi con l’appello di Sartre, De Beauvoir e altri intellettuali francesi «contro la repressione in Italia», che costituirà la base del convegno di Bologna del 23-25 settembre. Due giovani un ragazzo e una ragazza, sparano quattro colpi alle gambe contro un anziano pensionato, Mauro Perlini di 61 anni, contabile del movimento cattolico CL (Comunione Liberazione), l’attentato viene rivendicato dalle BR con una telefonata. A Parigi, Franco Berardi “Bifo” viene messo in libertà provvisoria. A Genova, in serata, poco dopo le 20.30, il segretario regionale della DC della Liguria, Angelo Sibilla, viene ferito dalle BR. A Melilli in provincia di Siracusa, alcune decine di uomini donne e bambini occupano il municipio, vogliono essere trasferiti in una zona al sicuro dagli scarichi velenosi che gli stabilimenti industriali ogni istante riversano su Siracusa e dintorni.
12 luglio: a Torino, in via Vassalli Eandi 30, intorno alle 13.30 viene distrutta dalle fiamme la 128 della consigliera DC Emma Bergoglio. Lancio di molotov e due colpi di lupara contro la caserma Monviso in via Bagetti 27, l’azione e rivendicata da Prima Linea. A Roma, venti giovani a viso scoperto fanno una “spesa proletaria” al supermercato NOR, rubano prosciutti, formaggi e bottiglie di “Johnny Walker”. Una bottiglia molotov distrugge l’automobile del consigliere circoscrizionale (XVI) della DC, Armando Sanari. A Genova, una pentola a pressione carica di esplosivo viene fatta esplodere verso le sei del mattino di fronte ai caseggiati dove abitano il presidente dell’ITALSIDER Ambrogio Puri, il console degli Stati Uniti a Genova, John Di Sciullo e dove ha sede la SCI, una delle più importanti imprese edili della città. A Roma, vengono condannate a 4 anni, per il possesso di armi, le nappiste Vianale e Salerno, che vengono espulse dall’aula per slogan contro la corte. A Milano, un sacerdote viene aggredito da due sconosciuti che gli richiedono i registri degli aderenti di Comunione Liberazione. A Parigi, trasmissione pirata di Radio Alice.

13 luglio: a Torino, Maurizio Puddu, 45 anni, consigliere provinciale della DC è stato ferito alle gambe sotto casa in corso Unione Sovietica, l’attentato è stato rivendicato dalle Brigate Rosse. Le Br rivendicano anche l’incendio all’automobile Citroen di proprietà di Giuseppe Libertino, 44 anni, rappresentante di commercio ed esponente del consiglio direttivo dell’ottava sezione della DC. A Parigi, si svolge una trasmissione pirata di Radio Alice.
14 luglio: a Trino Vercellese, sui muri della centrale nucleare le BR lasciano il loro segno.
15 luglio: a Torino, Nucleo Operaio ha dato fuoco a un deposito della FIAT Mirafiori vicino al cancello 19 in via Settembrini distruggendolo quasi completamente. A Roma, nella mattina, centinaia di poliziotti in assetto di guerra circondano la Casa dello Studente, a Casal Bertone, obiettivo è l’arresto di sette militanti del movimento degli studenti fuori sede, in esecuzione di un ordine di cattura della magistratura che riguarda episodi dei mesi scorsi collegati alle lotte per le mense. A Matera, due compagni detenuti dei NAP Luigi Urraro e Domenico Ciccarelli che giovedì si erano barricati nella loro cella insieme ad una guardia di custodia hanno ottenuto il trasferimento rispettivamente nelle carceri di Messina e di Trani.
16 luglio: a Milano, viene trovato svenuto per terra, sanguinante, tutto verniciato di bianco, Giuseppe Petrocca, di 35 anni, maschera del cinema “Astoria”, che racconta di essere stato aggredito da un gruppo di giovani. Con una telefonata a Radio Popolare il Comitato di Vigilanza Femminista Milano Sud rivendica l’azione definendola “una lezione al maiale”. Petrocca infatti avrebbe violentato una ragazza che aveva fatto entrare gratis al cinema, dopo averla rinchiusa in uno sgabuzzino. A Roma, in via Jacini, un fascista entra in un bar e spara due colpi di pistola al petto contro un aderente di Lotta Continua, che tre giorni prima era stato assunto come garzone, il ferito, Massimo Mozzoni, di 19 anni, è grave. Due ordigni esplodono davanti alla sede dell’MSI di Aprilia. A Bologna, viene scarcerato Angelo Pasquini, redattore di “Zut”.
17 luglio: a Firenze e Livorno, vengono compiuti due attentati contro i cantieri delle nuove carceri, ancora in costruzione. Gli attentati vengono rivendicati dai Nuclei Armati d’Azione Rivoluzionaria. A Trani, quattro compagni detenuti Sfera, Malavasi, Pennestri e Turetta prendono in ostaggio 11 guardie. Li rilasceranno dopo 12 ore dietro la promessa di trasferimento e dopo aver parlato con due dei loro avvocati.