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giovedì 4 aprile 2024

UN GIORNO DA LEONI - Nanni Loy

La rivincita dell'ordinarietà: è questo il tema attorno a cui ruota Un giorno da leoni di Nanni Loy, che dà voce a un pugno di individui male in arnese ritrovatisi in una situazione più grande di loro

A Roma, dopo l’otto settembre del ’43, due amici, Danilo, studente universitario, e Michele, mite ragioniere, sono travolti dagli avvenimenti. Danilo cerca di sfuggire all’arruolamento, mentre il suo amico Michele, si avvia verso il nord col personale del ministero per lavorare con la Repubblica di Salò. Michele, per paura di essere trasferito in Germania, riesce però a tornare a Roma dove ha lasciato Ida, la ragazza che ama. Ma in città è sopraffatto dal timore e si unisce a Danilo in un improbabile tentativo di superare la linea gotica. Sul tram dei Castelli essi conoscono un giovane popolano, Gino, che si unisce a loro nella fuga quando il tram è fermato dai tedeschi. I tre riescono a porsi in salvo in una cantina che serve come rifugio ad un gruppo di militari datisi alla macchia, guidati da Orlando. Più tardi i militari (che hanno ormai accolto i tre fuggiaschi) sono raggiunti da Edoardo, un vecchio fuoriuscito comunista ora capo partigiano, e apprendono che il loro compito consiste nel far saltare un ponte sul quale passa la linea ferroviaria che fornisce le truppe tedesche. Il gruppo, che è riuscito a procurarsi l’esplosivo, si disperde quando Edoardo è arrestato dai tedeschi. Tornati a Roma, Michele, Danilo e Gino apprendono che Edoardo è morto raccomandando agli ex compagni il compimento dell’opera di sabotaggio. I tre, dopo aver subito una trasformazione che li ha maturati, si riuniscono ad Orlando e preparano il sabotaggio del ponte. L’azione riesce malgrado le difficoltà; ma nell’impresa Michele perde la vita, riscattando la propria inettitudine fisica con un atto eroico. Il sabotaggio è riuscito così bene che i repubblichini lo attribuiscono a paracadutisti americani. Nessuno saprà mai che un gruppo di uomini comuni ha saputo vivere il suo “giorno da leoni”. Film

del 1961 e prima pellicola "seria" di Nanni Loy dopo una serie di prove con tematica sentimental-brillante, "Un giorno da leoni" si inserisce nel filone di "revisionismo" della seconda guerra mondiale ed in particolare del periodo della resistenza che caratterizzò i primi anni Sessanta. A quindici anni dalla fine del conflitto e con una situazione economica più solida, l'Italia guarda di nuovo a quegli anni in maniera meno dolente; l'obiettivo principale però, nato soprattutto con l'apertura a sinistra da parte del governo, è il voler dimostrare alla popolazione che la guerra non è stata persa, che la partecipazione a fianco dei tedeschi è stata imposta da un regime male accettato e che comunque gli italiani hanno voluto e saputo ribellarsi soprattutto dopo l'armistizio dell'otto settembre e lo sfaldamento di ogni sicurezza. Il Film prodotto dalla Lux Film di Franco Cristaldi, racconta di quell'Italia che aveva difficoltà durante la guerra e lo fa con un soggetto scritto da Alfredo Giannetti e dal regista Nanni Loy, di 4 uomini che di per sé non sono eroi, ma il loro senso del dovere e della patria le faranno cambiare e fare quello che bisogna fare. Il loro obbiettivo e di raccontare una storia di uomini e descrivere l'Italiano di allora, e questi sono soprattutto Danilo e Michele, gli unici personaggi che capitano lì per caso, che sono uomini semplici e umili, e anche fifoni in alcune cose,ma dopo pronti al sabotaggio al ponte, con loro anche un disertore Gino Migliacci, che sposa la loro causa dopo essere scappato dall'arruolamento.



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