Alla fine del Settecento, tutti i governi erano convinti che agli operai non dovesse essere concessa la possibilità di organizzarsi in associazioni, al fine di contrapporsi in modo più efficace ed energico alla volontà dei datori di lavoro. In Inghilterra, il Parlamento manifestò di condividere appieno questa opinione diffusa allorché votò, nel 1799, i cosiddetti Combination Acts che vietavano appunto l’associazionismo operaio. Per diversi anni ogni forma di protesta operaia fu repressa senza pietà e con estrema determinazione, anche se non minacciava direttamente le macchine (come avevano fatto, negli anni 1811-1812, i luddisti) e non si proponeva come obiettivo ultimo l’abolizione della proprietà privata. L’episodio più grave di repressione si ebbe a St Peter’s Fields, vicino a Manchester, nel 1819, allorché venne usata la cavalleria per disperdere un raduno di 50 000 persone che chiedevano una riforma parlamentare, provocando undici morti e 500 feriti. Questa strage fu approvata da tutta la classe politica inglese: e poiché anche il duca di Wellington, il vincitore della battaglia di Waterloo, espresse pubblicamente il suo sostegno nei confronti degli ufficiali che avevano ordinato la carica dei dimostranti, l’episodio venne sarcasticamente ribattezzato massacro di Peterloo. L’usanza di dar vita a grandi raduni di massa (meetings), nel corso dei quali si ascoltava il comizio di uno o più oratori, era stata inaugurata, in Inghilterra, dal metodismo, un movimento religioso protestante fondato da John Wesley nel 1739. Trattandosi di una corrente che operava in parallelo alla Chiesa di Stato e senza finanziamenti pubblici, il metodismo dovette darsi una struttura organizzativa e poggiare solo sul contributo dei suoi fedeli. Il movimento di Wesley, pertanto, si diede una struttura flessibile, che sarebbe più tardi stata adottata da tutti i sindacati e i partiti operai; a diretto contatto con la gente, esistevano dei gruppi di base che Wesley chiamò bande e che il movimento operaio successivo, invece, avrebbe spesso indicato con il nome di cellule. Periodicamente, gli aderenti al movimento si riunivano per discutere, pregare o studiare la Bibbia; in certi momenti speciali, poi, tutte le bande si sarebbero radunate insieme, dando luogo, appunto, a un meeting, a un grande raduno di massa. Nel dicembre 1819, un altro decreto del Parlamento (chiamato Six Acts) vietò i cortei e pose limiti severi al diritto di riunione; il clima politico e sociale, tuttavia, cominciò a raffreddarsi nel decennio seguente, tant’è vero che, nel 1825, i Combination Acts furono abrogati. Agli operai, insomma, fu riconosciuto il diritto di associazione per affrontare le questioni relative al salario e all’orario di lavoro; sebbene lo sciopero fosse ancora illegale, il nuovo provvedimento permise la nascita dei primi sindacati moderni, le cosiddette trade unions: nel 1830, l’Associazione nazionale per la protezione dei lavoratori raggruppava già circa 100 000 operai dei settori tessile, metallurgico e minerario.

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