Translate

giovedì 4 giugno 2026

L’utopia socialista di Robert Owen

Tra i primi intellettuali che si accorsero della gravità della nuova condizione operaia troviamo il gallese Robert Owen (1771-1858), che pur essendo nato da una famiglia molto modesta riuscì, appena diciannovenne, a diventare dirigente e azionista di una grande industria cotoniera di Manchester. Nel 1799, divenne proprietario del cotonificio di New Lamark (in Scozia), un grande impianto dove lavoravano 2000 operai; 500 di essi erano ragazzi, che il proprietario precedente aveva preso da istituti caritativi. Dopo aver constatato la gravità delle condizioni di vita dei lavoratori della sua azienda, Owen ridusse l’orario delle prestazioni, migliorò gli alloggi e istituì una scuola per i bambini. La positiva esperienza di New Lamark lo spinse a formulare un più vasto progetto di riorganizzazione complessiva della società inglese, che a suo giudizio doveva strutturarsi in unità produttive (dette villaggi della cooperazione) di circa 1200 abitanti ciascuno, nei quali il lavoro, la distribuzione dei beni di prima necessità e l’educazione dei bambini avrebbero dovuto svolgersi in comune. Deluso per lo scarso entusiasmo che la sua proposta incontrò in Inghilterra, Owen partì per gli Stati Uniti, ove nel 1825-1827, nell’Indiana, diede vita a New Armony, una vera e propria isola di socialismo agrario, all’interno della quale erano stati banditi quelli che, agli occhi di Owen, erano i tre mali più gravi che affliggevano l’umanità: proprietà, religione e matrimonio. L’esperimento socialista di New Armony si risolse in un fallimento economico completo; la colonia, inoltre, finì per essere poco più di una copia, pacifica quanto sbiadita, delle comunità comunistiche che nel Quattrocento e nel Cinquecento erano sorte in Boemia e in Germania, per opera di gruppi millenaristici. Insomma, il limite più grave dell’esperimento di New Armony consisté nel fatto che da un lato si presentava come la soluzione dei gravi problemi del mondo moderno, industrializzato, ma dall’altro finiva per fuggire dalla modernità e guardare più al passato che al presente.


Nessun commento:

Posta un commento