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giovedì 6 novembre 2014

Cos’é l’altruismo?

L’altruismo non è che il rovescio dell’inferno degli altri, la mistificazione che si dà questa volta all’insegna del positivo. La si faccia finita una volta per tutte con questo spirito da vecchi combattenti! Perché gli altri ci interessino, bisogna prima di tutto che noi troviamo in noi stessi la forza di un tale interesse. Bisogna che quanto ci lega agli altri appaia attraverso a quanto ci lega alla parte più ricca e più esigente della nostra volontà di vivere. Non l’inverso. Negli altri, è sempre noi che cerchiamo, e il nostro arricchimento, e la nostra realizzazione. Che ciascuno ne prenda coscienza e il ciascuno per sé portato alle sue ultime conseguenze sfocerà sul tutti per ciascuno. La libertà dell’uno sarà la libertà di tutti. Una comunità che non si edifichi a partire dalle esigenze individuali e dalla loro dialettica non può che rafforzare la violenza oppressiva del potere. L’altro in cui noi non ci cogliamo non è che una cosa, ed è precisamente all’amore delle cose che ci invita l’altruismo. All’amore del nostro isolamento.
Visto sotto l’angolatura dell’altruismo e della solidarietà – questo altruismo di sinistra – il sentimento di uguaglianza cammina con la testa in giù. Che cos’è se non l’angoscia comune ai societari isolati, umiliati, fottuti, battuti, becchi, contenti, l’angoscia di cellule separate, aspiranti a ricongiungersi non nella realtà ma in unità mistica, in una qualunque unità, quella della nazione o quella del movimento operaio, poco importa purché ci si senta come nelle serate di grande bevute tutti fratelli? L’uguaglianza nella grande famiglia degli uomini esalta l’incenso delle mistificazioni religiose. Bisogna avere le narici otturate per non stare male.
Per noi, non riconosciamo altra uguaglianza al di fuori di quella che la nostra volontà di vivere secondo i nostri desideri riconosce nella volontà di vivere degli altri. L’uguaglianza rivoluzionaria sarà indissolubilmente individuale e collettiva. 

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